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I cani ferali dell’Asia

I cani ferali dell’Asia

Secondo la classificazione della dott.ssa Barbara Gallicchio, etologo e medico veterinario, i primi gruppi etnici di cani si sono differenziati a partire da quattro grandi gruppi di lupi:

  1. lupo indiano e arabo – da qui originano i cani ferali dell’Asia occidentale e sud-orientale, i levrieri primitivi, i cani nudi, i levrieri orientali e i segugi
  2. lupo europeo e nordamericano – da qui originano i cani nordici, i cani da pastore, i cani da acqua, i guardiani del bestiame e i molossi
  3. lupo cinese – da qui originano i cani del tibet e i chow chow
  4. lupo giapponese – da qui originano gli spitz giapponesi e il grande cane americano

I cani ferali dell’AsiaIl primo gruppo etnico che descriveremo è quello derivato dal lupo arabo e indiano (canis lupus arabs, canis lupus pallipes) e comprende:

  • i cani ferali dell’Asia – dingo, pariah asiatici e basenji
  • i levrieri primitivi (primitive hounds) – cirneco dell’Etna, podengo, africanis land race, caroline dog
  • i cani nudi – chinese crested dog, perro sin pelo de perù, xoloitzcuintli, messican hairless
  • i levrieri orientali (sight hounds) – saluki, sloughi, azawakh
  • i segugi o cani da seguita – segugi, griffoni, beagle
  • i bassotti
  • i cani da ferma – bracco, griffone, spinone
  • i terrier – cairn, bull terrier

Ci occuperemo qui dei cani ferali dell’Asia, rimandando ad un successivo esame le altre razze.

I cani ferali dell’AsiaI cani ferali dell’Asia costituiscono una razza primaria, tra cui si possono identificare altre razze morfologicamente e fisiologicamente simili tra loro. Sono i cani più antichi e biologicamente più simili al lupo, solitamente vivono in modo semidomestico o selvatico. Sono anche conosciuti come “cani gialli” per il tipico colore ocra del mantello, l’aspetto è decisamente lupino. Si tratta di cani di taglia media o medio-piccola, longilinei poiché la loro alimentazione spesso è carente in proteine proprio per la vita allo stato semi-selvatico. Comunicano tramite vocalizzi e raramente abbaiano. Le femmine hanno un solo calore all’anno come le lupe con un ciclo estrale dipendente dalla luminosità delle giornate e soltanto le lunghe giornate primaverili possono stimolare gli ormoni che inducono l’inizio del ciclo riproduttivo. Questo meccanismo fa sì che i cani selvatici possano far nascere i cuccioli nel periodo dell’anno più favorevole alla sopravvivenza. Il ciclo riproduttivo così strutturato è regolato da un gene recessivo che si perde al primo incrocio, perciò ritrovare questa caratteristica in una cagna conferma l’appartenenza a questo ceppo di razze primitive e ne garantisce la purezza.

Dingo – è molto simile al piccolo lupo indiano da cui deriva direttamente. Il colore del mantello varia da sabbia chiaro a ginger rosso scuro, con tipiche marcature bianche alle dita, al petto e alla punta della coda. Anche il comportamento sociale è lo stesso del lupo: vivono in branchi di circa 10 individui, la femmina alfa uccide i cuccioli delle altre e tutto il branco coopera all’allevamento dei neonati. Si nutrono di prede diverse adattando varie tecniche di caccia: canguri, conigli, roditori e perfino insetti. Esistono anche dingo domestici, di solito in cattive condizioni perchè nessuno si preoccupa di nutrirli, come accadeva ai primi cani preistorici. Il dingo si trova praticamente in tutta l’Australia, comprese le isole.

Pariah asiatico – è il tipico cane da villaggio del sud-est asiatico, morfologicamente molto simile al dingo, a seconda del luogo prende nomi diversi e si differenzia leggermente per il colore del mantello e la taglia; i più noti sono: new zeland native dog, thai ridgeback dog, sumatra battak,hawaiian poi dog (estinto), canaan dog.

Basenji – appartiene ai pariah più antichi e ne sono testimonianza l’incapacità ad abbaiare e l’unico estro annuale delle femmine. Era molto diffuso all’epoca dei faraoni ed utilizzato nella caccia. Si differenzia rispetto agli alle altre razze di questo gruppo per la taglia leggermente più piccola e per la maggior variabilità nel colore del mantello, che può essere rosso, nero focato, nero con marcature bianche.

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