,

I cani ridono?

i cani ridono

Per molti anni gli scienziati hanno affermato che il riconoscimento delle emozioni negli animali non umani fosse un’antropomorfizzazione. La risata, in particolar modo, è stata ritenuta a lungo un’espressione emozionale caratteristica dell’uomo. Con il progresso scientifico, tuttavia, la questione è stata riaperta: Charles Darwin, nella sua opera L’Espressione delle Emozioni nell’Uomo e negli altri Animali del 1872, ci persuase a considerare la nostra natura emozionale come un continuum con gli altri animali. Notò che scimpanzee ed altre scimmie antropomorfe producono un suono simile ad una risata durante le attività di gioco. Jane Goodall ha confermato questa osservazione, sostenendo che tale risata appare come un ansimo profondo che nel gioco ha la funzione di segnalare intenzioni pacifiche.

Jaak Panksepp, psicobiologo e neuroscienziato della Bowling Green University dell’Ohio, suggerisce che nell’uomo la capacità di ridere precede, nello sviluppo cerebrale, quella di parlare; emerge molto presto nel bambino e probabilmente anche nell’evoluzione del cervello di altri mammiferi. I circuiti neurali della risata, infatti, si ritrovano in regioni cerebrali subcorticali ancestrali e osservando attentamente i comportamenti tipici del gioco, la risata appare molto evidente durante gli inseguimenti, dove il soggetto inseguito ride molto più rumorosamente rispetto all’inseguitore. Questi stessi patterns di comportamento si evidenziano sia negli scimpanzee che in altri mammiferi: nei topi, durante la lotta, sono stati registrati squittii ad alte frequenze che riflettono intenzioni ed emozioni positive e che rinforzano i comportamenti sociali. Gli squittii sembrano provocati neurochimicamente dai circuiti dopaminergici, gli stessi che si attivano durante la risata umana.

i cani ridonoIl Premio Nobel Konrad Lorenz, nel suo libro E l’uomo incontrò il cane, scrisse che i cani sono capaci di ridere: durante l’invito al gioco le mascelle si aprono rivelando la lingua, gli angoli della bocca si tirano indietro e appare sul viso del cane l’espressione di una risata. Questa espressione si osserva più frequentemente quando il cane sta interagendo con un compagno di giochi ed è accompagnata da un distinto ansimare.

La ricercatrice Patricia Simonet del Sierra Nevada College, dichiara che essendo l’uomo un animale sociale gregario esattamente come il cane, ed essendosi le due specie evolute insieme, hanno sviluppato un linguaggio comune. Non dovrebbe sorprenderci, quindi, che il cane sia in grado di provare ed esprimere le nostre stesse emozioni.

Negli incontri di gioco i cani vocalizzano utilizzando quattro principali patterns di comportamento: abbaio, ringhio, uggiolio (Bekoff, Allen & Crabtree, 1999) ed una pronunciata espirazione (Simonet et al., 2001), ciò che Simonet ha categorizzato come risata. Nonostante i cani emettano le prime tre vocalizzazioni sia durante il gioco, sia durante altri incontri, solo la risata viene prodotta esclusivamente durante le attività ludiche ed in particolare viene utilizzata per annunciarne l’inizio.

La risata è associata ad una tipica espressione facciale giocosa, la stessa descritta da Lorenz, e spesso accompagna i comportamenti di inseguimento e di invito al gioco.

grafico

Durante il gioco i cani emettono una caratteristica espirazione (sopra) che differisce dall’ansimare standard (sotto). http://www.petalk.org/DogLaughSpect.html

Nello studio1 presentato al congresso della Animal Behavior Society in Oregon, Patricia Simonet e la sua squadra, hanno potuto dimostrare, grazie a delle registrazioni audio e video, che la risata del cane si distingue nettamente dall’ansimo: è una espirazione che scoppia in una gamma più alta di frequenze.

La squadra si è recata nei parchi e tramite un microfono parabolico, ha registrato le risate, i ringhi e gli uggiolii dei cani a distanza. Successivamente ha testato il prodotto delle registrazioni su un gruppo di 15 cuccioli per confermarne gli effetti positivi sul comportamento. Quando i ricercatori hanno trasmesso le risate, alcuni cuccioli andavano a prendere dei giocattoli o saltellavano gioiosi verso un compagno di gioco (uomo o cane), mentre la trasmissione dei ringhi e degli uggiolii non ha prodotto gli stessi risultati.

Simonet ha così potuto confermare che la risata spinge i cani a ricercare un momento di gioco e rinforza i comportamenti sociali. Ha osservato, inoltre, quanto già scoperto da Nicola J. Rooney dell’Università di Southampton: quando l’uomo sussurra o prova ad imitare questa particolare espirazione, si producono effetti positivi sui cani inducendoli ad assumere atteggiamenti giocosi. E’ uno stimolo talmente potente da scatenare l’inizio del gioco anche senza essere associato ad altri segnali. Questo avviene perché le frequenze a cui i sussurri dell’uomo e la risata del cane vengono emessi, appaiono molto simili in uno spettrografo.

Insomma, la risata trasmette emozioni positive e ha il potere di contagiare chiunque: crea un’interconnessione tra gli individui, a qualsiasi specie essi appartengano.

1 Simonet P., Murphy M. & Lance A., 2001. Laughing dog: Vocalizations of domestic dogs during play encounters. Paper presented at the meeting of the Animal Behavior Society, Corvallis, OR.

1 commento
  1. Martina Rendo
    Martina Rendo dice:

    Mi sembra quasi strano che qualcuno abbia messo in dubbio che i cani ridessero: ho sempre visto la mia bassottina “ridere” e per me era assolutamente chiaro…quando ero al liceo “studiava” con me tutti i pomeriggi infilata nel mio maglione e per me era chiaro quando era felice, quando voleva giocare, quando era arrabbiata, quando era triste e quando “rideva”. Ora potrei anche affermare con un buon margine di sicurezza che anche i gatti ridono (quando il mio piccolino fa i dispetti al grande, gioca con la sua coda e lo sveglia o riesce a metterlo in fuga e a rincorrerlo direi che percepisco la sua risatina soddisfatta…il grande ride meno…forse prchè è più adulto…)…e direi anche i cavalli (soprattutto un mio amico pony) …e tanto per la cronaca i miei genitori nel 1982 hanno registrato un nastro con le miei sghignazzate di interi minuti che avevo circa 6 mesi molto prima di iniziare a parlare e camminare 🙂 🙂

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.