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Louis Cozolino. Il cervello sociale – Neuroscienze delle relazioni umane

Il libro di Cozolino, psicoterapeuta e neuroscienziato californiano, è un testo relativamente recente: pubblicato nel 2006 in America, è stato tradotto in lingua italiana nel 2008 da Raffaello Cortina. Focus del testo è l’imprescindibile legame tra la creazione di relazioni sociali e il funzionamento cerebrale.

L’evoluzionismo darwiniano rappresenta la cornice teorica di riferimento di buona parte del libro: poiché noi, specie umana, “ci siamo evoluti come creature sociali, la nostra interdipendenza è una realtà costante della nostra esistenza e i nostri sistemi biologici sono strettamente connessi“, quindi “non esistono cervelli individuali“.

La Prima Parte del testo si apre con un’affascinante metafora, che paragona lo spazio intersinaptico tra neuroni allo spazio relazionale tra individui: luoghi apparentemente vuoti in cui, di fatto, si gioca un intenso e costante scambio d’informazioni, che contribuisce a generare vita. Infatti, come un neurone senza sinapsi muore, non ci può essere individuo senza relazioni sociali.

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Louis Cozolino. Il cervello sociale – Neuroscienze delle relazioni umane

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Ciascuna Parte del libro si compone di due sezioni. Una sezione contiene teorie aggiornate sulla relazione tra strutture cerebrali e funzionamento sociale della specie umana, che l’autore espone con linguaggio tecnico e scientifico, ma molto comprensibile. Nella seconda sezione, invece, Cozolino uomo e psicoterapeuta narra esperienze di vita personali e momenti di terapia intensi, che permettono al lettore di emozionarsi e di assaporare, incarnato nel quotidiano, il senso della neurobiologia delle relazioni sociali.

Nella prima sezione di ciascuna Parte sono contenuti frequenti rimandi al funzionamento cerebrale e sociale di specie animali differenti da quella umana, compresi i cani. Cozolino, ad esempio, nel rivedere ed aggiornare la “teoria del cervello tripartito” di Paul McLean e, nel ridimensionare la funzione sociale del linguaggio, riconoscendo un legame filogenetico tra le specie sancisce l’importanza della comunicazione emotiva tra individui. Il senso di unione e continuità tra la specie umana e le altre specie animali, che emerge dal testo, ridimensiona la tendenza dell’uomo ad autocentrarsi, elicita un senso di gratitudine e inquadra la specie umana in un più ampio sistema di appartenenze. Qualora poi il lettore sia interessato ad approfondire specifiche tematiche contenute nel testo – come, ad esempio, lo sviluppo emotivo di specie animali non umane – può agevolmente consultare le 94 pagine di riferimenti bibliografici aggiornati per selezionare libri e/o articoli che lo incuriosiscono.

Le ultime due Parti del libro (cfr. Parte quinta e Parte sesta) ribadiscono il senso dell’importanza delle relazioni sociali. Nella Parte quinta (Disturbi del cervello sociale) vengono descritte le possibili conseguenze negative di relazioni sociali traumatiche – il cui potenziale distruttivo si amplifica quando il trauma viene inferto all’interno di una relazione interpersonale di attaccamento. L’amarezza però lascia spazio alla speranza nella Parte sesta, in cui Cozolino spiega come relazioni salutari possano invece, grazie alla plasticità cerebrale, restituire senso e significato ad esperienze di sofferenza.

Per concludere, Cozolino ha saputo fondere, in un unico testo, conoscenze scientifiche puntuali ed esperienze di vita, offrendo ai lettori l’ossimoro di un manuale che emoziona.

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