Motivazione, attenzione selettiva, olfatto e vista: processi cognitivi

Motivazione, attenzione selettiva, olfatto e vista: processi cognitivi

Motivazione, attenzione selettiva, olfatto e vista: processi cognitiviComprendere le modalità di attivazione di ciascun senso aiuta a capire quando, come e perché viene usato in maniera preferenziale.
Secondo i modelli cognitivi, esiste un legame top-down tra motivazione, attenzione selettiva e intensità dell’attivazione del singolo organo di senso. Per motivazione s’intende, semplificando, la spinta ad agire. L’attenzioneè la capacità di assegnare, distribuire e mantenere le risorse cognitive in funzione di un compito. Nello specifico, si parla di attenzione selettiva quando le risorse vengono dirette verso un unico stimolo bersaglio. Quando vi è un’elevata motivazione a perseguire un obiettivo legato a uno stimolo, l’individuo canalizza le risorse attentive verso lo stimolo, attivando l’organo di senso che maggiormente gli permette di percepirlo.

Ecco perché talvolta, interagendo con un membro della famiglia, abbiamo l’impressione che sia così assorto nel fare altro da non prestarci ascolto. Vi faccio alcuni esempi pratici. Nel mio quartiere, in questi giorni c’è una cagnolina in calore che piace tanto a Piggley Winks. Il mio cane – come ricorda anche un detto che parla di un carro di buoi – quando esce ha un’elevatissima motivazione a cercare di capire quale strada può aver percorso la sua amata. Se facciamo una scansione degli organi di senso che più lo possono aiutare in questa impresa, scopriamo rapidamente che l’olfatto è quello che più di tutti aumenta la probabilità che Piggley Winks raggiunga il suo obiettivo. Come mai? Per almeno due motivi: da un lato, come vedremo nelle prossime puntate, l’olfatto è un senso molto sviluppato nel cane; dall’altro – come spiega in maniera eccellente Alexandra Horowitz – Piggley, annusando, trarrà informazioni dall’ambiente che riguardano non solo l’hic et nunc, ma anche ciò che è accaduto ore prima. L’olfatto quindi può aiutare Piggley a capire se e quando la cagnolina è passata di lì.

La risultante del processo cognitivo, precedentemente descritto, è un comportamento osservabile che si manifesta così: Piggley abbassa la testa e mantiene il naso a stretto contatto con il terreno; talvolta trascorre minuti interi ad annusare un ciuffo d’erba; a volte invece, naso a terra, percorre a gran velocità lunghi tratti; infine, se individua il cono d’odore dell’amata, solleva la testa e inizia a correre. Al suddetto comportamento corrisponde un’escalation della motivazione. Sarebbe quindi inutile cercare di fermare Piggley Winks quando ormai è nella fase 3. E’ invece necessario lavorare sulla sua motivazione in maniera preventiva. In che modo? L’approfondita conoscenza del mio cane mi permette di sapere in anticipo cosa gli piace e cosa no. Sta a me quindi capire quale attività rappresenta una merce di scambio equa rispetto al raggiungimento della cagnolina: Il gioco?Le coccole?L’attivazione mentale? A ciascuno il suo! Vi do però un consiglio: proponete al vostro cane un’attività che non richieda l’utilizzo del canale olfattivo, in modo da ridurne l’attivazione.

Se ci pensate, ciò che accade a Piggley Winks non è poi tanto diverso da ciò che accade agli appassionati di calcio che si apprestano a guardare il derby sul divano. L’elevata motivazione, che scaturisce dalla passione per il calcio, attiva selettivamente il canale visivo. In tale contesto, la maggior parte dei tentativi atti a modificare la situazione risultano inutili, a meno che non tocchino corde motivazionali altrettanto intense rispetto alla fede calcistica. Sarebbe ad esempio deleterio chiedere all’uomo sul divano di accompagnarci a fare shopping, perché lo shopping per l’uomo sul divano ha tendenzialmente una bassa motivazione intrinseca. Bisognerebbe invece puntare su un’attività che interessi il soggetto e che lo distolga dalla vista della televisione. In genere, il cibo può rappresentare una buona merce di scambio: attiva un canale sensoriale differente e solitamente è alquanto motivante per il genere umano maschile.

Come Piggley Winks, anche l’uomo sul divano modifica progressivamente il proprio comportamento osservabile all’aumentare della motivazione. Infatti, nei primi minuti della partita assume una postura rilassata – schiena appoggiata al cuscino e braccia allargate. Con il trascorrere del tempo, invece, i muscoli si contraggono, il corpo si protende verso lo schermo e i vocalizzi si fanno più frequenti. Sappiate che, come per Piggley che alza la testa e inizia a correre, così per l’uomo che si protrae verso lo schermo, più si attende e peggio è: non ci sono palline che tengano quando Piggley alza la testa, non ci sono lasagne che tengano per l’uomo sul divano all’89°minuto!

Spero di essere riuscita con questi esempi, seppur buffi e un po’ stereotipati, a trasmettervi, con il sorriso sulle labbra, alcuni concetti che ritengo importanti, perchè spiegano i processi cognitivi che sottendono al continuo movimento di cani e uomini attraverso gli organi di senso.

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