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Giocare con il fiuto

L’autrice di questo articolo è Marina Grossi.

Giocare con il fiutoE’ capitato a tutti noi, nel bel mezzo di una passeggiata, di restare rapiti da una particolare espressione del nostro cane che, fermandosi per un attimo, comincia ad annusare l’aria oppure una traccia odorosa a terra. E’ uno di quei momenti magici che segnano quelle differenze specie specifiche che ci hanno reso così diversi, e così sinergici. Eppure, nel cervello di tutti i mammiferi esiste il centro del seeking(centro della ricerca) composto da fibre ascendenti dopaminergiche: la dopamina, infatti, gioca un ruolo importante nella cognizione, memoria, apprendimento, ma soprattutto nella soddisfazione. Per intenderci, questo centro è un sistema potente che permette agli animali, e agli esseri umani, di operare efficacemente le loro quotidiane attività di ricerca. Da brave cacciatrici- raccoglitrici, per noi donne questo si tramuta in ore passate in libreria alla ricerca di nuovi tomi da comprare, o in estenuanti mattine ai mercatini a rovistare tra pile di vestiti. Nei cani il centro del seeking si attiva all’inizio di quella che viene definita la fase appetitiva, ossia quella investigazione che, per la storia filogenetica da predatore e grande inseguitore, si potrebbe tramutare in una ricerca lunga ed estenuante. Lo sappiamo bene noi che abbiamo vissuto accanto ad un segugio, quanto sia difficile distoglierlo da una traccia, una volta scovata.

Giocare con il fiutoRicapitolando, quindi, il centro del seeking è un ottimo alleato per cognizione, memoria, apprendimento e soddisfazione, ma il fiuto racchiude in sé molto altro. E’ un’attività che, se gestita con i giusti criteri e con la dovuta gradualità, riesce bene alla maggior parte dei nostri cani ed è quindi molto gratificante.

Ecco perchè può diventare un’ alleata indispensabile per la vita dei nostri cani, sempre più costretti a condividere con noi spazi urbani. Permette, infatti, di acquisire ed allenare quelle abilità che consentono di percepire, riconoscere, individuare, discriminare, imparare nomi degli oggetti,confrontare vari odori, arricchire il proprio database di esperienza. Inoltre ci rende sicuramente più vicini al loro mondo, più interessanti da seguire e con cui collaborare. Cosa pensereste voi di un amico che vi invita a fare una passeggiata, e poi passa il tempo a parlare al telefono? La volta successiva vi mettereste sicuramente a fare delle foto da soli mentre lui parla al cellulare.

Perchè non sfruttare allora questo canale per divertirci, crescere assieme e aumentare i momenti di condivisione? Nel video è possibile vedere un gioco di ricerca tridimensionale molto semplice, realizzato con rotelle di mela agganciate ai rami di un albero; per i cani più esigenti si può alzare la posta in gioco, ad esempio, con pezzetti di carne disidratata.

Vedrete come chiedo a Mia di restare un attimo ferma, agghindo l’albero con le rotelle, le do il segnale di avvio dell’attività e le permetto una libera ricerca visiva e olfattiva. Se per i cani particolarmente vivaci questa attività sarà un utile mezzo per canalizzare e disperdere energia (spesso il fiuto stanca più di una bella corsa), per i cani timidi o molto giovani sarà un ottimo modo per entrare in contatto con un qualcosa di inconsueto come oggetti nuovi, superfici diverse, ambienti sconosciuti, in un modo divertente e stimolante .

Cosa aspettate a divertirvi nella prossima passeggiata? Provare per credere, parola di Mia e Marina! Buona visione!

 

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Frisbee + cane + tu! = divertimento+++!!!

Frisbee + cane + tu! = divertimento+++!!!Sarà perché il mio compagno a 4 zampe è un border collie… ma ci tengo molto all’argomento giochi (come avrete modo di imparare in futuro :-D )!

La prima domanda che ci viene fatta di solito è: “Fate sicuramente agility, vero?” “ehm… no…” “Mobility??” “…nemmeno…” “Ah ma comunque lo farai correre tantissimo!!!” … e qui la risposta è delle più sincere: “….perchè dovrei?” “Eh, è un border collie! Non potrai nemmeno lasciarlo a casa da solo, te la disferà certamente!

Alle volte penso di vivere con un mostro, e di non essermene mai accorta!!! Ammetto che quando ho deciso di dividere la mia vita con Zago ero, come a molti succede, talmente entusiasta da non vedere difficoltà davanti a me, ma MAI ho pensato che siccome lui è un border collie, saremo diventati una coppia agility o mobility dipendenti! Aggiungerei dire “per fortuna”, perché io non è che sia proprio portata per lo sport agonistico, e Zago non trae vantaggi da schemi fissi, obblighi, ripetitività. Insomma, su questo andiamo d’amore e d’accordo!

Quello che ho sempre pensato, prima di vivere con Zago, era: quando ci sarà un cane nella mia vita, andrò in giro a fare lunghe passeggiate, e giocheremo tantissimo e ci faremo tante coccole! E il fatto di giocare tantissimo, con Zago non manca sicuramente!

Per questo, una cura particolare la dedico sempre alla scelta dei giochi ed è uno dei più divertenti ad essere il protagonista di questo post : il FRISBEE!

  • Particolare attenzione va data al materiale di cui è costituito il frisbee. MAI usare un frisbee umano per giocare con il cane! Scegli per il tuo cane SOLO giochi fatti per cani!

Il frisbee dovrà essere morbido, elastico, leggero, senza parti taglienti (attenzione ai bordi!).

In commercio ne esistono chiaramente svariati modelli, anche in corda e tessuto: il mio consiglio è di usarli eventualmente in acqua (…se volete testare il vostro frisbee, fatelo in acque basse :-) altrimenti dovrete reclutare qualcuno che ve lo vada a recuperare, come è successo a noi!), così da evitare il rischio che il vostro cane possa confonderlo con il tira e molla e, se lasciato solo con il frisbee, distruggerlo.

  • In generale: non lasciate i giochi “di società” a disposizione del vostro cane quando è solo; preferite sempre i giochi commestibili per fargli passare quelle ore.
  • Iniziate a giocare SEMPRE facendo rotolare il frisbee per terra, dovete far RISCALDARE i muscoli del vostro pelosetto per una decina di minuti prima di farlo saltare!
  • NON tirate il frisbee contro il vostro cane (non è un tiro al bersaglio!) ma nemmeno dalla parte opposta (o sfiancherete il vostro amico dopo pochi minuti!). Lanciatelo poco più a destra o poco più a sinistra del cane e osservate bene: ogni cane ha un suo lato preferito!La mentalità ThinkDog però non è quella di allenare i nostri cani solo verso ciò in cui sono bravi, ANZI! Per avere un cane equilibrato in tutti i sensi, dobbiamo prestare particolare attenzione proprio ai lati del loro carattere/fisico che mostrano delle tensioni! Quindi, prendetevi del tempo per insistere con lanci facili dal lato più “debole” del vostro amico.
  • Non fate sentire il vostro cane incapace se non prende il frisbee al volo… e scusatevi con lui quando fate voi dei tiri veramente pessimi:-D
  • Non passate ore e ore a correre e saltare… come per ogni attività che farete insieme, il vostro scopo non è far sfogare il vostro cane, ma divertirvi insieme! Quindi, terminate il gioco quando entrambi siete ancora in forze e entusiasti!
  • Chiudete la sessione facendo dei tiri bassi e corti o facendo nuovamente rotolare il frisbee per terra: i muscoli del vostro cane vanno raffreddati poco alla volta. Ci sarebbero anche gli esercizi di stretching… ma ne parleremo più avanti!
  • Infine, offrite una quantità moderata di acqua al vostro grillo peloso e chiudete con una bella passeggiata rilassante!

Frisbee + cane + tu! = divertimento+++!!!Per concludere: noi ci troviamo benissimo con il frisbee della KONG… ma non galleggia in acqua!!! ;-)

Buon divertimento!!!

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Il gioco della lotta: si può fare o no?

Il gioco della lotta: si può fare o no?

Perchè può essere ritenuto un gioco “sbagliato”

Molti anni fa, d’accordo con i miei colleghi in APDT decidemmo di approcciarci al gioco secondo la regola “il gioco è apprendimento“. Allora, il gioco della lotta e del tira e molla era sconsigliato “perchè insegna al cane che va bene saltare addosso e mordere per strappare e contendersi oggetti di stoffa (pantaloni, calzini, ecc.)”. L’effetto era effettivamente molto concreto: i cani, soprattutto se cuccioli, smettevano di approcciarsi pesantemente e maleducatamente ai proprietari e agli ospiti. Questo genere di consiglio, il cui concepimento è avvenuto grazie a quello che all’epoca era il nostro mentore, Aldo La Spina, è stato poi diffuso attravero i nostri corsi, seminari e conferenze, tanto da diventare poi quasi un “must” negli educatori conofili dai metodi gentili. Ci si concentrava maggiormente sui giochi di lancio e quelli individuali (kong, buster food cube, ossetti, ecc.).

La cosa ha poi subìto, almeno per quanto riguarda il mio lavoro e quello che si insegna oggi in ThinkDog, un’evoluzione. Uscito dalla visione riduttiva del comportamentismo, secondo cui il cane apprende pressochè solo per associazioni mentali, mi sono messo a studiare l’apprendimento degli autocontrolli e della risposta ai segnali d’arresto, ritrovando proprio nei giochi di lotta e tira e molla dei potenti alleati per insegnare queste competenze.

…Ma c’è modo e modo…

A questo punto è assolutamente necessario che sottolinei però che c’è modo e modo di giocare alla lotta e al tira e molla.

L’approccio che non mi piace è ciò che ho visto nei campi d’addestramento, in cui si usano metodi coercitivi, si gioca tanto e molto pesantemente poichè il cane deve imparare a mordere e a non mollare la presa. Ti riappropri del salamotto strappandolo dalla bocca del cane, bilanciando la cosa facendo fingere di perdere e dandogli la soddisfazione di strapparlo dalle tue mani. Il punto cruciale, però, arriva quando devi introdurre il “lascia”. E qui “ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare!“…

La teoria della “vecchia scuola” vuole che il cane si debba aprire alla combattività e all’esuberanza. Per mesi. Diciamo fino all’età di un anno e mezzo – due. Quindi, a questo punto, si introduce il “lascia” ed è qui che gli addestratori si incartano. Usano schiaffi sulla testa, strattonate, collari con le punte rivolte all’interno, collari elettrici, calci, urla e quant’altro. Dopo aver insegnato al cane che non si molla, si impongono secondo la legge del capo branco, cercando di ottenere il comportamento voluto in modo grezzo, e quanto meno poco produttivo: molti sono i cani “rovinati” a causa di questa violenza e dell’incoerenza di quello che dovrebbe essere la loro Base Sicura.

Questo genere di pratiche è anche associata alla pura lotta. Si insiste così tanto, e si gioca in modo così rude, che il cane impara ad essere talmente “pesante” ed insistente da rendere a volte vano il tentativo di calmarlo.

Questi due modi sono anche spesso utilizzati in maniera del tutto inconsapevole dai comuni proprietari di cani, che non hanno mai fatto alcun corso e che esagerano nel gioco. In prevalenza, tutto ciò accade con gli esseri umani di sesso maschile: diciamoci la verità, a noi maschietti piace la roba forte e abbiamo nel sangue una buona dose di voglia di giocare alla lotta. Solo che a volte esasperiamo i cani.

L’evoluzione

Quando ho ripreso in mano il gioco della lotta e del tira e molla, ho lavorato inizialmente sull’introdurre il lascia fin dal principio. Ci si ferma completamente, si aspetta che il cane molli e lo si premia ricominciando. La regola che il cane impara è: se lascio al momento giusto, si ricomincia subito. A questo punto non si fa altro che alzare il livello di adrenalina fino al momento in cui il cane ti vola addosso per afferrare la treccia o il salamotto: G-R-A-D-U-A-L-M-E-N-T-E. Anche ad altissimi livelli di arousal (= eccitazione, agitazione; tecnicamente è il livello di attivazione emozionale) e di motivazione, il cane lascia immediatamente. E così con la lotta, la si fa a bassi livelli di attivazione emotiva, come mostrato nel video sopra.

Un altro passo importante è stato quello di rivedere il tutto sulla base della sincronicità. In ThinkDog lo chiamiamo anche ricalco e guida. Argomento affrontato anche nella mia intervista a Marco Iacoboni, luminare dei neuroni specchio. Si tratta di imitare movimenti, ritmo e intensità per “rispecchiarsi” l’un l’altro col cane. Questo genera una grande empatia fra il due e il quattro zampe. Dopo aver imparato ricalco e guida in ambito umano, ne sono stato così affascinato da sperimentarlo con i cani. Nessun libro e letteratura cinofila faceva riferimento ad esso, e così mi sono rimboccato le maniche e ho trovato il modo. In verità, tolti i primi momenti di impaccio, ti accorgi che condurre il gioco è molto naturale e istintivo. Se hai imparato a osservare il cane sai come guidarlo nello stato a lui più congeniale. Insomma, si tratta di trovare e riconoscere un modo raffinato di fare qualcosa che è già istintivo anche per noi: tutti gli animali, infatti, sincronizzano i loro movimenti ed espressioni quando sono in sintonia. Puoi notarlo anche in questo meraviglioso video segnalatomi da Marc Bekoff, con l’espressione “Oh my!“, a significare proprio la straordinarietà dell’incontro fra un essere umano e il gorilla che, accudito anni prima, lo ha riconosciuto (immenso):

Il vero gioco è basato sull’empatia

Spesso ripenso al mio personale percorso di apprendimento. Ripenso a quando ho dovuto cimentarmi con le tematiche del rinforzo positivo, e a quanto sia stato fortunato a trovare poi la via di integrarlo invece di farmici trascinare. Lo vedo in chi è alle prime armi: si ignora il cane e lo si premia col gioco per aver fatto quello che gli abbiamo chiesto. Ma questo non è VERO gioco. Il vero gioco non ha fini individuali se non quello di divertirsi e affiatarsi. Se un giorno ti scopri a lanciare palline in un campo, chiediti cosa sta facendo il tuo corpo in quel momento. Sta seguendo l’onda emotiva del cane? Stai correndo? O stai solo giocando con la mente, senza usare il cuore? Rinforzare un bel comportamento col lancio di una pallina non è sbagliato, anzi, puoi insegnare un mucchio di cose utili. Ma non c’è solo quello.

Un modo intelligente di giocare alla “lotta” con un cane è quello riportato nel filmato in alto, in cui Myriam Jael Riboldi, gioca col suo alano. Una lotta in cui l’occhio attento vede dolcezza, affiatamento, empatia, sincronia (ricalco e guida). Questo è il modo di favorire l’autoregolazione, l’affettività, l’apprendimento della comunicazione e che facilita stringere un legame. Ma sapete cosa è più importante? Giocare senza fini particolari, solo con alcuni principi di base, giusto per non fare danni.

Il gioco è un’“attività di flusso”, ovvero piacevole in sè. Sbaglia chi crede che il gioco debba essere usato solo come mezzo per insegnare obbedienza e risposta ai segnali (“comandi”). Meglio, molto meglio, un gioco condotto nel modo in cui si vede in questo video. “Niente di speciale” mi diranno alcuni, “non ci vuole la scienza per giocare in così, io lo faccio da sempre“… appunto… in fondo siamo già chiamati a giocare, se solo ci mettiamo nei panni del cane. Per riuscirci basta acuire i sensi, avere una certa sensibilità senza la quale possono sfuggire dettegli sottili e significativi. Ispiratevi…

 

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Perché il gioco… non è solo un gioco!

Quando pensi al gioco con un cane, qual’è la prima immagine che ti viene in mente?

Perché il gioco… non è solo un gioco!Probabilmente la classica pallina, il tira e molla, il rincorrersi… bene!

I giochi che puoi fare insieme al tuo fedele compagno sono certo molti altri, ma anche solo partendo dalla classica pallina puoi insegnare al tuo cane tantissimi comportamenti: puoi insegnargli il resta, l’aspetta, puoi renderlo più abile a non concentrarsi solo sulla pallina ma anche su di te, puoi aggiungere al suo bagaglio di competenze una varietà di comportamenti che troverete utili nella vita di tutti i giorni!

E tutto questo… divertendovi insieme! Il vostro legame si rafforzerà, tu diventerai interessantissimo ai suoi occhi perché da una semplice pallina tirerai fuori infiniti giochi e dialoghi sempre nuovi!

Guarda questo breve video, molto casalingo: il protagonista è Zago, il “classico border collie” che va matto per la pallina, che qualche anno fa non ci pensava nemmeno a lasciarmi in mano il suo gioco preferito!

Ora, non solo la lascia in mano, a terra e si allontana, rimane fermo mentre la lancio per poi andarla a prendere, la lascia e viene con me in un’altra direzione, ma facciamo anche alcuni esercizi con lui che aspetta il mio “vai a prendere” per mettere il naso a terra alla ricerca della nostra adorata pallina!

Tutti questi giochi sono una palestra quotidiana per noi e per loro. Sono attività semplici, è vero, ma richiedono tanta pazienza e un’ottima conoscenza del proprio cane per poter calibrare bene tempi e modi dei momenti di gioco.

Nella vita di tutti i giorni possiamo riprendere, in ogni momento, quelle parole che il nostro amico a 4 zampe ha imparato ad associare ad un comportamento (come il “lascia”, “resta””, aspetta”, “indietro”, “guarda”, “andiamo”, “vicino”, “vai!”, etc.) e creare il nostro linguaggio verbale e corporeo, cioè il nostro alfabeto!