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Video di Sansone in socializzazione + Sincronia e Ricalco


Mi abbandono a un momento di gioia per festeggiare i progressi di Sansone. Questo non è un video così rappresentativo delle Classi di Socializzazione, ma per alcune persone significa molto e in più ci da l’occasione di parlare di Sincronia, Empatia e Ricalco: tutte cose molte nuove in cinofilia.

In questo video, incrocio Rottweiler-Dobermann che in passato ha dato non pochi problemi a Emanuela. Sansone, questo il suo nome, ha lavorato in Dog’s Soul e ora i risultati sono evidenti. La sua corazza di “mostro” ha ceduto.

Quella che vedi è una breve mini-classe di socializzazion, che fra Sansone, Emma e Tex. Sebbene scommetto che porrai l’attenzione sulla cosa più importante – i progressi fatti e la forte emozione di chi ha assistito all’incontro – potresti anche notare che nel video parlo del comportamento che Sansone mette in mostra: parare. Cerca di rincorrere Tex (che però è spesso più veloce di lui) e quando riesce gli si mette davanti per fermarlo.

Un’altra cosa che ho visto fare più volte ai cani in socializzazione è cercare di fermare le risse prendendo dai garretti uno dei coinvolti. Non si tratta di spostare di peso il cane da un garretto, ma piuttosto di avvisarlo della propria presenza. Quasi per spingerlo via. Questo ovvio non è parare, ma qualcosa mi dice che potrebbe farlo anche Sansone. Il termine “paratore” deriva dalla teoria della neotenia. Secondo cui cani come il rottweiler, utilizzati in passato anche come bovari (inizialmente erano molto leggeri, circa 25 kg), si porrebbero fra il secondo stadio (i ludici) e il terzo (i paratori). Il dobermann invece si collocherebbe verso il quarto stadio (tallonatori).

Ma al di là delle nostre teorie (quella della neotenia è stata poi rivista dallo stesso suo divulgatore, Coppinger) e interpretazioni, è il cane che ci dice ciò che fa. Spesso non vediamo quello che accade, ma quello che pensiamo che accada.

Quando Sansone raggiunge Tex si ferma di fronte a lui, a volte a 45°, calibrando perfettamente direzione e distanze. Questo è quello che intendo per “parare”, ma chiamatelo pure come volete. Le parole contano meno di quanto facciano i cani e degli schemi che possiamo individuare al di là di esse.

Ricalco e sintonia

La cosa invece sui cui vorrei portarvi è proprio questa abilità che i cani anno di “entrare in sintonia”. Diversi anni fa ho studiato foto e filmati di cani scoprendo quanto, esattamente come noi esseri umani, si comportino empaticamente. Esteriormente si riconosce questo stato di forte connessione attraverso i movimenti sincronizzati. In ThinkDog lo chiamiamo “ricalco“. Sansone e Tex nel loro modo di muoversi saltellano, girano la testa, si bloccano, ricominciano a muoversi, ecc. E lo fanno sincronizzando i loro movimenti.

Così come ho predetto molti anni fa che le Classi di Socializzazione sarebbero diventate uno strumento utile e ne avrebbero parlato diversi professionisti, così oggi sono certo che gli strumenti alla base dell’empatia negli animali sociali, e cioè il ricalco e la sincronia dei movimenti, diventeranno pratica comune fra i cinofili. Si perchè la cosa interessante è che così come abbiamo imparato a riconoscere nei cani i Segnali Calmanti e poi a utilizzarli nella nostra stessa interazione col cane, così possiamo riconoscere gli schemi motori della sincronia dei movimenti fra cani e utilizzarla noi stessi.
In tutto il video possiamo cogliere continui movimenti sicronici fra i due simpatici quadrupedi e la voglia di Sansone di riportare continuamente la relazione verso qualcosa di pacifico (guarda dal minuto 5:47 per esempio).

Questa a mio parere è la cosa più significativa di questo breve e “leggero” momento tra amici. Dico leggero solo perché lo confronto con tutto quello che abbiamo combinato in circa dieci anni di Classi di Socializzazione, dalla loro ideazione alla loro divulgazione. Sono forse lo strumento più efficace che abbiamo oggi in cinofilia e non posso qui che tornare a ringraziare Ivano Vitalini, istruttore e amico: sebbene oggi si lavori distanti le abbiamo create insieme.

Per approfondire

Cosa sono le Classi di Socializzazione

Partecipare alle Classi di Socializzazione

Cosa è “Ricalco e Guida”

L’Arte del Ricalo

WARNING! Immagino ti piacerebbe a questo punto scoprire di più sulle socializzazioni. Solo sta attento. Ti saranno utili i link sopra. Poi, se vuoi apprendere cose utili sta lontano dai “polemizzatori”. Argomenti come quelli sopra fanno gola ai lupi del web. Lo so già, è già successo in passato. Gente invidiosa o in cerca di popolarità potrebbe utilizzare male il video e i suoi contenuti. Troppo facile! Le persone che oggi posso affermare di fare Classi di Socializzazione sono poche e sono così impegnate sul campo che non hanno tempo, nè motivo di fare polemica. Sta alla larga da chi con la scusa di fare “chiarezza” da sfogo alla propria invidia e si affanna per attirare l’attenzione. Come riconoscere questi pseudo-predicatori? Non costruiscono, non forniscono alcun contributo concreto o innovativo. Passano il loro tempo a criticare gli altri. C’è una evidente sproporzione fra ciò che propongono e ciò che criticano, in cui il tempo che spendono a criticare è notevolmente superiore rispetto a quello in cui propongono e costruiscono. I professionisti seriamente preparati si percepiscono gli uni gli altri come colleghi, non come concorrenti. E se uno ha delle perplessità sul lavoro dell’altro lo chiama per discuterne, capire e così crescere insieme, invece di fare “chiasso” su Facebook sui gruppi web. Un professionista serio desidera la propria crescita professionale ed evita il più possibile la perdita di tempo costituita dalle polemiche. Non ti sembra semplice buon senso questo?

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Dotto: Una storia da raccontare

Raccontare la storia di Dotto richiederebbe un piccolo libro. Sono stati oltre sei mesi di “lavoro”. Ma quella di Dotto è una storia che va raccontata.
Sono stato contattato dalla sua adottante Daniela a fine Novembre 2011.
Avrebbe dovuto essere adottato mesi prima da un’altra signora e Daniela aveva organizzato la staffetta per portarlo dal sud al nord Italia e lo aveva tenuto in stallo per alcuni giorni. Il giorno successivo la signora scoprì di essere allergica ai cani e Daniela decise quindi di tenerlo con sè ed i suoi tre cani (due femmine ed un maschio). Tutto è filato liscio per un po’ fino a quando Dotto ha iniziato a mostrare comportamenti aggressivi verso alcune persone e verso alcuni cani subito dopo essere stato sterilizzato.
Era già stato visitato da un veterinario che aveva concluso sbrigativamente che il cane era “Dominante ed Aggressivo” e che l’unica soluzione era quella di “darlo via”. Daniela si rifiutò di farlo e cercò l’aiuto di un professionista finendo a frequentare un campo di addestramento. Dopo lunghissime sedute di “Seduto! Terra! Andiamo… STOP!” e collari a strangolo l’addestratore aveva concluso che la soluzione era quella di dare via 2 cani. Dotto nel frattempo era peggiorato vistosamente.
Mi telefonò quindi dicendomi “Se non mi dici che ne devo dare via tre mi piacerebbe conoscerti”.
Tempo di fissare l’appuntamento e di conoscerci e ricevo una nuova telefonata: Dotto si era preso a sangue con il maschio con il quale conviveva. I cani erano stati separati ma uno dei due (quello conciato meglio e no… non era Dotto) era stato portato in una pensione per cani perchè era impossibile riuscire a farli convivere.
La prima richiesta di Daniela non era quindi delle più semplici: riuscire a far convivere di nuovo i due cani sotto lo stesso tetto.
Grazie a tanti consigli e a un’amica educatrice che mi ha aiutato nel lavoro “in campo neutro” i due cani sono riusciti a ritrovare l’equilibrio perduto ma ora iniziava il compito più difficile: mantenere l’armonia in casa e lavorare da zero con Dotto.

Dotto: Una storia da raccontareIn base a quanto visto durante il primo incontro Dotto aveva una vera ossessione per le mani, un solo movimento lo faceva scattare, il tutto unito ad uno stato di vigilanza perenne ed un’altissima reattività. Inoltre il più piccolo degli stimoli era in grado di farlo reagire con abbaio, pelo rizzato e comportamenti di tipo aggressivo con una scarsissima capacità di recupero. Le emozioni sembravano rimanergli incollate. La vista di un essere umano, di un cane, di una bicicletta, di ogni cosa lo portava ad esprimere questi comportamenti anche per 10/15 minuti dopo che lo stimolo era scomparso dalla sua vista. Il suo stato di allerta e preoccupazione non conosceva sosta come mostra questo video registrato a mezzanotte in totale assenza di stimoli quando, dopo oltre 50 minuti, era riuscito a sedersi da solo durante un esercizio per la prima volta:

Non era insomma uno dei “casi” più semplici. Dotto era prigioniero di una montagna di paure. Le sue convinzioni, la sua rappresentazione del mondo erano un insieme infinito di pericoli e cose da “aggredire”. Il tutto complicato da dinamiche di gruppo tra i quattro cani alquanto complesse.
Decidemmo insieme fin da subito per una visita da un vero veterinario comportamentalista. Ci consegnò un lungo report da cui estraggo solo due righe:
“LA RISPOSTA EMOTIVO-AGGRESSIVA DEL CANE SI MANIFESTA ANCHE VERSO UMANI SCONOSCIUTI OD OGNI VOLTA CHE QUALCUNO ENTRA IN CASA CON ABBAIO E PREOCCUPAZIONE INUTILE […] HA SCHEMI PREFISSATI CON COMPORTAMENTI RITUALIZZATI […] IL PROBLEMA E’ CHE DOTTO MANIFESTA UNA FORMA DI AGGRESSIVITA’ PATOLOGICA, DEFINIBILE COME SOCIOPATIA (SU BASE CONFLITTUALE)”.
C’era una montagna di lavoro da fare e sebbene io ripetessi a Daniela che avrebbe dovuto rivolgersi ad uno più bravo di me le sue due risposte erano sempre le stesse: “Io mi fido di te” e “Io non ho nessuna intenzione di abbandonare Dotto”.

In ThinkDog non lavoriamo mai solo sul comportamento. Ancora meglio non lavoriamo mai sulla sua risultante, su quello che si vede. Su cosa fa il cane dove. Siamo convinti che quello che si vede sia la risultante di qualcosa di molto più importante e su quello lavoriamo: sulle competenze del cane, sulle sue convinzioni, i suoi bisogni, le sue emozioni e la capacità di controllarle, sulle sue rappresentazioni del mondo. Su un milione di cose ma non sulla loro risultante. E’ lavorando su questo che si può arrivare al punto in cui il “comportamento” espresso non è più quello di prima.

Dotto: Una storia da raccontareRaccontarvi cosa è stato fatto in sei mesi di incontri sarebbe impossibile anche se sarebbe interessante e alle volte divertente. Ora ricordo con un sorriso le notti al freddo, gli incontri in cui ogni istante Dotto partiva e bisognava essere in due per tenerlo. Il giorno in cui mentre stavamo lavorando sulla calma arrivò un missile terra-terra a forma di Pinscher libero dal guinzaglio dritto verso Dotto che l’avrebbe sbranato volentieri e molti altri episodi che legano questo percorso di educazione a momenti difficili ma anche a momenti in cui io e Daniela abbiamo riso. E molto. Posso dire però che abbiamo fatto in modo che Dotto fosse più competente, che avesse una maggiore capacità di autocontrollo (cosa ben diversa dal controllo esterno), che avesse una maggiore facilità nell’acquisire stati di calma, che si sentisse sempre più capace e competente, che il suo auto-accreditamento lo portasse a considerarsi un cane capace di risolvere le cose usando la testa, che il suo stato emozionale non fosse “da zero a 100 in mezzo secondo”, che non c’era nessun bisogno di avere paura, che esisteva un’alternativa. Su molte cose insomma. Tutte all’interno di Dotto.

Quello che infatti conta e che voglio raccontarvi è che Dotto ha fatto tutto questo percorso senza uno strattore, senza collari a strangolo, senza la minima imposizione e senza un comando che fosse uno. Dotto non era un cane che passava il tempo a capire come dominare il mondo. Aveva solo paura.
Ad oggi Dotto non sa fare “seduto” o “terra”. Si siede e si mette a terra come tutti i cani del mondo ma non sa farlo “a comando”. Non sa rispondere a comando.

I comandi non permettono al cane di pensare. Abbiamo questa ossessione di comandare il cane in ogni secondo “Seduto! Sedutooo” Terra!” e non gli diamo mai il tempo di pensare, di fare esperienza, di crescere, di essere sè stesso ed evolvere. Io non ho fatto un solo minuto di lezione con Daniela per insegnare queste cose. Da questo punto di vista per molte persone che abitano la cinofilia è un cane che “non sa fare nulla”.
Ha però imparato con il tempo a comportarsi da solo in ogni situazione. E’ decisamente più competente di molti cani, compresi molti tra quelli che eseguono alla perfezione 200 comandi ed oggi è un cane che sa stare sereno libero in mezzo a cani e persone.

 

Credo sia impossibile descrivere l’emozione dell’averlo visto crescere, abbandonando le paure e acquisendo la capacità di essere felice.

 

Voglio ringraziarti Dotto. Sei un cane fantastico che mi ha insegnato tantissimo e dimenticarti sarà semplicemente impossibile.
Ancora di più ringraziare Daniela. Senza la sua determinazione e costanza non avremmo mosso un solo passo. E’ lei l’artefice di questo miracolo. Lavorare sulle capacità di calma di Dotto tutte le notti in un parco a -18° non è così semplice come a dirlo. Il suo è un esempio da portare a chi dice “le ho provate tutte”.
Grazie in particolare ad Angelo che è stato informato per tutto il percorso sin dall’inizio, con il quale mi sono confrontato e che mi ha autorizzato a seguirlo. Grazie ancora a lui per avermi fatto intraprendere un percorso di conoscenza che mi ha permesso di vivere queste gioie. Grazie a Luca Niero che ha incontrato Dotto dandogli tantissimo in un solo incontro (grazie davvero Luca, quel giorno è stato fondamentale) e che ci ha dato preziosissimi consigli. Grazie a quelli che si sono prestati a fare le “comparse” quando abbiamo lavorato sui cambi di associazione. Anche a quelli che ancora oggi non sanno di essere stati comparse :)
A Luna e alla sua visione del mondo che mi ha aiutato a fargli capire che i cani non sono nemici. E grazie a voi per essere arrivati fino a qui a leggere.
Esiste sempre un’alternativa all’imposizione e un’alternativa all’abbandono. Non dimenticatelo ;)
Buona Vita!