ThinkDog Istituto di Zooantropologia Applicata
Lo Stress nel Cane
di Angelo Vaira
Articolo apparso sulla rivista “Il Mio Cane”, aprile 2003, n°98. Edizioni Sprea.
Lo stress nel cane che vive in famiglia
Quando sentiamo la parola stress ci viene subito in mente la nostra vita frenetica, le preoccupazioni, i problemi e le difficoltà sempre più pressanti. Lo stress è ormai una parola di dominio comune per noi umani, ma i nostri cani? Anche loro soffrono lo stress? Certamente!
Si potrebbe essere portati a non prendere in considerazione il fatto che i cani possano avere problemi legati allo stress. Forse perché si crede che per soffrire di stress si debba anche possedere una qualche “intelligenza superiore”, ma già nella prima metà del novecento le ricerche dei biologi Cannon e Selye hanno mostrato che negli animali lo stress è possibile e che gioca un ruolo fondamentale per la loro stessa sopravvivenza.
Ma cos'è lo stress e come funziona?
Lo stress è uno sforzo, una tensione nervosa derivante dalla reazione fisio-psicologica dell’organismo quando è sottoposto a situazioni che richiedono adattamento.
Quando le persone o altri animali sono sottoposti ad un fattore stressante viene attivato l’asse ipotalamo-ipofisi-corteccia surrenale che immette e regola nel sangue gli ormoni dello stress. La prima reazione è la produzione di adrenalina e noradrenalina che porta ad un rialzo pressorio, predisponendo l’individuo all’azione, amplificandone la reattività, la forza e modificandone la scansione temporale. A tanti è capitato di evitare fortuitamente un incidente. In pochi secondi ci sudano le mani, il cuore batte all’impazzata e ci sembra di aver vissuto quella frazione di secondo per lunghi interminabili minuti, tant’è che ricordiamo la scena a rallentatore. Essendo molecole puntiformi, l’azione dell’adrenalina e della noradrenalina cessa completamente dopo qualche decina di minuti. Contemporaneamente però l’organismo secerne il cortisolo, un ormone a lungo termine il cui effetto perdura anche per alcuni giorni. Il problema quindi è che se l’individuo è sottoposto ad altri eventi stressanti prima che l’effetto del cortisolo sia terminato, se lo stress dura troppo a lungo, l’ippocampo non riesce più a controllare esattamente il rilascio degli ormoni né a svolgere le sue funzioni di routine, il sistema immunitario s’indebolisce ed il cane diviene vulnerabile alle malattie fisiche ed a quelle psichiche, talvolta alla morte.
Effetti maladattivi dello stress
Quando il cane vive situazioni di stress cronicizzate, possono insorgere a livello fisiologico malattie come ulcera, cardiopatie, allergie, e reazioni inappropriate di aggressività, paura, soglie di reattività più basse a livello comportamentale.
Nel mio lavoro di istruttore e consulente sul comportamento incontro molti cani i cui problemi di aggressività, iperattività e ansia sono causati da stress. In questi casi spesso è sufficiente individuare i fattori di stress ed eliminarli per ricondurre il comportamento del cane alla normalità.
Fattori di stress
Ambientali
Eccessivo inquinamento acustico
Troppo caldo, troppo freddo
Non avere un luogo in cui potersi rilassare senza essere disturbato
Cambiare casa
Fisiologici
Eccessiva o insufficiente attività fisica
Fame e sete
Dolore, malattia, operazioni chirurgiche
Alimentazione non equilibrata o non rispondente alle esigenze del momento
Psicologici
Paura e ansia
Livello di eccitazione (arousal) elevato
Punizioni
Strattonate al guinzaglio
Insufficiente stimolazione mentale
Subire aggressioni e minacce
Subire incidenti o traumi di altro genere
Relazionali
Non sentirsi parte di un gruppo
Vivere da solo, in box o in giardino
Cambiare proprietario
Arrivo di un neonato o di un altro cane in famiglia
Cattivo rapporto col proprietario (basato su punizioni, rabbia, imposizioni)
Riconoscere lo stress
E’ importante riconoscere lo stress nei nostri cani perché costituisce un utile strumento per monitorarne il benessere. I sintomi e le manifestazioni comportamentali derivanti da stress sono tanti, di varia natura ed entità ed intendo quindi soffermarmi solo su quelle più frequentemente riscontrate nel cane che vive in famiglia.
Nelle forme di stress più lievi o legate ad eventi particolari i cani possono presentare l’improvviso insorgere di forfora, più evidente nei cani dal mantello nero, come nel dobermann. Durante una situazione stressante, come può essere per alcuni cani la sala d’attesa del veterinario, continuano a sbadigliare, grattarsi o leccarsi il naso, ma possono anche aumentare la loro reattività, abbaiando al primo che capita, anche se di solito non lo fanno. In famiglia, se il cane vive una situazione conflittuale, continua ad usare segnali il cui effetto è per se stesso, ma vuole esserlo anche per chi gli sta intorno, calmante e pacificatorio. Segnali di calma sono ad esempio leccarsi il naso, sbadigliare, girare la testa dall’altro lato rispetto a chi sta difronte, arrivare lentamente se chiamati. A livello fisiologico i cani stressati possono presentare alterazioni della frequenza cardiaca, tremori, perdita di appetito, alito cattivo e non buone condizioni di salute. Nei casi di stress cronico i cani sono spesso irrequieti incapaci di calmarsi e di concentrare la loro attenzione su qualcosa se non per brevissimo tempo. Oppure, al contrario, possono stare delle ore apparentemente tranquilli a leccarsi o mordicchiarsi, a volte fino a procurarsi escoriazioni. Possono presentare comportamenti ripetitivi come rincorrersi la coda o fissarsi sul continuo inseguimento di insetti. Possono avere reazioni di aggressività e paura inappropriate, e tali reazioni come abbiamo spiegato causano altro stress, instaurando così un circolo vizioso deleterio.
Eliminare lo stress
La prima cosa da fare per eliminare lo stress è individuare qualsiasi fattore che possa provocarlo. Vi sono due grandi categorie di fattori stressanti. La prima è costituita da traumi ed eventi eccezionali come subire un incidente, cambiare casa o proprietario, la nascita di un bambino in famiglia o l’adozione di un altro cane. La seconda categoria è invece costituita dalle difficoltà croniche, non transitorie, come il cattivo rapporto col proprietario, un ambiente poco stimolante, o l’inquinamento acustico. E’ necessario quindi prevenire la prima categoria di fattori ed eliminare o ridurre la seconda. Con l’arrivo di un neonato in famiglia ad esempio – prima categoria di fattori – le neomamme rifiutano la presenza del cane in camera da letto una volta nato il bimbo. E’ un comportamento comprensibile per noi umani, ma non per il cane. Se non si attuano uno per volta i cambiamenti cominciando qualche mese prima, non vi è solo il rischio che il cane li associ tutti alla presenza del bambino, ma anche che essi costituiscano nell’insieme una situazione eccessivamente carica di fattori stressanti e che venga compromesso così l’intero equilibrio degli intrecci relazionali nella famiglia. Parlando della seconda categoria invece, uno dei più fattori cronici di stress che mi capita di incontrare spesso, è dovuto alla convinzione che il cane debba “sfogare” l’inattività accumulata durante il giorno attraverso giochi sfrenati con altri cani o rincorrendo ripetutamente oggetti lanciati. Sono in molti i proprietari che commettono questo tipo di errore, trascurando che un alto livello di eccitazione prolungato stressa notevolmente il cane. Sarebbe invece molto meglio dedicare il poco tempo a disposizione ad una tranquilla passeggiata, intervallata da brevi momenti di socializzazione con altri cani ed attività che stimolino le funzioni cognitive del cane, come la ricerca di un oggetto nascosto nell’erba.
Educazione, addestramento e stress
Ci sono diverse osservazioni da fare in merito allo stress negli ambiti dell’educazione e dell’addestramento del cane. In primis i metodi. Se l’intervento è basato su punizioni, strattonate e imposizioni per “far vedere chi comanda” ci sono molti effetti negativi sul cane tra cui lo stress. E’ importante stabilire col cane un rapporto basato sulla fiducia, in cui ci si relazioni comunicando in modo calmo e chiaro. Molti proprietari potrebbero non comprendere come si possano insegnare al cane le buone maniere senza punirlo, ma questo è ormai del tutto possibile ed è necessario, per chi fosse alle prime armi, rivolgersi ad un istruttore preparato per imparare a farlo. E’ importante che durante l’educazione sia riconosciuto al cane il ruolo di “produttore attivo” e non quello di “consumatore passivo” dell’apprendimento. Questo lo prepara ad affrontare nel modo migliore le situazioni che richiedono adattamento, perché sviluppa meglio le sue capacità cognitive. E’ importante per questo affidarsi ad istruttori che conoscano bene il cane dal punto di vista cognitivo e che non usino nel modo più assoluto metodi duri, strattonate, punizioni ed ogni altra cosa che inibisca il comportamento dell’animale invece di promuoverlo e guidarlo.


