Le storie fra noi due

Un gioco a due

di Angelo Vaira

le storie fra noi dueDopo il successo di All’altro capo del guinzaglio, ecco un altro eccellente lavoro di Patricia McConnell. Il tema approfondito qui dall’autrice è il più importante in assoluto: la relazione fra noi e loro.

Il cane ha una mente relazionale, vale a dire che evolve, apprende e assume abitudini basate sulla potente influenza delle relazioni che instaura nel corso della vita. Ecco perché ho tanto desiderato la presenza di questo volume nella collana dedicata alle migliori pubblicazioni estere sul suo comportamento ed educazione.

Qui si raccontano e si esplorano diverse “storie” fra due specie così affini: cani ed esseri umani.

Negli ultimi anni, peraltro, si fa un gran parlare di relazione con il cane: “la relazione al primo posto”, “prima di tutto viene la relazione”, sono frasi sempre più comuni fra gli educatori cinofili. Ma cosa vuol dire precisamente? Come si traduce in pratica?

Mi piace molto anche sentirlo dire dai proprietari di cani. Quando senti affermare un concetto che hai promosso in prima persona, da chi non conosci e più volte, significa che il messaggio ha valicato i confini delle tue relazioni personali e comincia a essere un pensiero comune. E il tuo contributo ha avuto evidentemente un senso.

Mi ricorda quando, quindici anni fa, sembravo un marziano se dicevo che i cani dovevano interagire liberi dal guinzaglio, anche nei centri cinofili. La pratica più diffusa nei campi d’addestramento erano le lezioni individuali o collettive di obbedienza, in cui si insegnavano i cosiddetti “comandi di base” («Seduto», «Terra», «Resta» ecc.). Le lezioni collettive in cui gli esemplari adulti erano liberi di interagire fra loro erano ritenute una pazzia pericolosa. Semplicemente non si aveva fiducia nelle loro capacità sociali e si riteneva che un bravo cane non dovesse prendere iniziative, ma fare solo ciò che gli veniva richiesto. A livello culturale sembra passato un secolo, eppure fino a dieci anni fa era una pratica regolare. Ho percepito che qualcosa era cambiato quando un giorno, passeggiando in collina con Lucky e intravvedendo un cane ancora lontano, ho sentito la proprietaria dire: «Lo lasci libero! È meglio! Comunicano meglio e non si azzuffano!». “Incredibile!” pensai “Comincia a essere un sapere comune!”. Ridevo sotto i baffi, poiché la signora non aveva la più pallida idea di chi fossi e che quella modalità di interazione canina l’avessi promossa nel mio lavoro da diversi anni, e per giunta andando contro corrente.

Ma ecco che comincia a emergere una risposta alla nostra domanda: si fa un gran parlare di relazione, ma cosa significa precisamente? Come si traduce in pratica?

Lasciare libero un cane, così che possa interagire con i suoi simili senza guinzaglio, significa avere fiducia in lui, nelle sue competenze sociali, nel fatto che possa apprendere dall’esperienza. Se non interponiamo i nostri «Fermo», «Buono», «Seduto», «Fa’ questo» e «Fa’ quest’altro», il cane questa fiducia la percepisce, avverte che crediamo in lui e nelle sue capacità.

Qui abbiamo un esempio di cosa voglia dire mettere al primo posto la relazione: in essa sono in gioco entrambi i soggetti. Se è vero che la relazione è la cosa più importante da prendere in considerazione nell’educazione canina, allora non possiamo sempre e solo focalizzarci sul cambiamento del nostro amico a quattro zampe, ma anche su noi stessi.

Essere in relazione significa prendere coscienza che non esiste alcuna linea di demarcazione netta fra noi e lui. I nostri pensieri, movimenti, scelte, azioni, abitudini si influenzano a vicenda formando individui che non sarebbero gli stessi senza queste interazioni e che sono connessi da un legame tanto profondo quanto più si riesce a mettersi in gioco.

Ecco, quindi, dove risiede il valore del libro che hai per le mani: Patricia McConnell è una grande appassionata tanto di psicologia e comportamento canini, quanto umani: «Mi sono specializzata in etologia e psicologia, e ho trascorso la mia vita a cercare di applicare questi due approcci nello studio delle due specie che mi stanno maggiormente a cuore».

Attraverso racconti e spiegazioni, avrai accesso a una visione più completa di ciò che è la relazione. Comprenderai che la cosa più utile che potrai fare per educare il tuo cane è metterti in gioco per primo, focalizzarti sul tuo stesso apprendimento, capire quali sono gli errori che gli esseri umani tendono a fare. Lassie, per esempio, è stata riportata in canile poiché appena adottata, lasciata da sola a casa, ha fatto pipì sulla moquette e fatto a pezzi la cintura dei pantaloni del suo proprietario. Sarebbe bastato rendersi conto che quello non era un dispetto, ma il risultato di un forte disagio.

Ampio spazio, però, è dedicato al cane in quanto tale. L’autrice non è solo una bravissima istruttrice cinofila e comportamentalista, ma anche una biologa, che con lucidità di pensiero e rigore scientifico ci svela, attraverso parole semplici e appassionanti racconti, i retroscena del comportamento canino. Ecco pochi esempi.

Tema cuccioli. I perché e i come del loro bisogno di un ambiente complesso e mutevole, per tirare fuori, in futuro, “il meglio di sé”.

Adozioni, il passo più importante, eppure spesso il più trascurato. Quante volte ci fissiamo su una razza per motivi estetici o perché sogniamo a occhi aperti! Nulla di male, ma tutto va accompagnato da serie considerazioni di tipo attitudinale.

«I cani che reagiscono prontamente agli stimoli visivi e uditivi possono essere formidabili esemplari da competizione, perché recepiscono bene i comandi e rispondono con rapidità. Ma in casa possono rivelarsi un disastro, proprio per gli stessi motivi. Un conto è avere un Border Collie che capta il minimo segnale in una gara di trial, un altro è vederlo schizzare dalla cuccia ogni volta che vostro figlio di sei anni attraversa di corsa il salotto».

Il tema delle paure. E qui finalmente un autore che sottolinei come accarezzare un cane che ha paura non lo porti ad avere ancor più paura, come dimostra la ricerca scientifica.

Oppure il contagio emotivo: cani ed esseri umani si “passano” a vicenda le emozioni che provano. Ecco che conviene sviluppare la nostra intelligenza emotiva: ciò che proviamo influenzerà il suo stato d’animo e di conseguenza i suoi comportamenti e i tratti che svilupperà nel tempo.

Ho fornito solo alcuni esempi dei temi trattati in questo libro e ciò che particolarmente mi appassiona è che la visione di Patricia McConnell affonda le radici nell’etologia, nelle neuroscienze, nella psicologia cognitiva, e non mancherà di appassionare tanto il lettore comune quanto l’esperto in materia.

Le storie fra noi due

le storie fra noi due

Prezzo € 12,90