Nella mente del tuo cane

Pensare con la sua testa

di Angelo Vaira

Il saggio di Pamela Reid è denella mente del tuo canedicato alla mente del cane, a ciò che sappiamo su di essa e sul suo funzionamento, e ci insegna come applicare tali conoscenze nell’ambito dell’addestramento e nella prevenzione o nel trattamento dei problemi comportamentali. In una collana che attraverso le più valide pubblicazioni straniere vuole porre le basi per un nuovo approccio cognitivo alla cinofilia, questo libro non poteva proprio mancare.

Il fatto che l’autrice sia allo stesso tempo una scienziata, un’esperta di problemi comportamentali e una campionessa in diverse discipline cino-sportive (e quindi un’addestratrice di alto livello) la rende una personalità di rilievo, dalla quale è ancor più interessante “rubare” idee, prendere spunti e ascoltare consigli sull’educazione e il recupero comportamentale dei nostri amici a quattro zampe.

La psiche degli animali è stata a lungo considerata un oggetto misterioso e insondabile, tanto che gli stessi scienziati comportamentisti si sono concentrati soltanto sull’influenza dell’ambiente, senza tenere conto delle sue dinamiche interne. Questo li ha portati a pensare che psicologia e comportamento siano riconducibili a un meccanismo automatico di stimoli, risposte e rinforzi/punizioni. Sebbene premiare e punire abilmente sia un modo efficace per controllare il comportamento, ridurre la psicologia del nostro cane a questi processi è semplicistico e fuorviante.

Il comportamento del cane, esattamente come il nostro, è il risultato finale di determinati processi mentali. Se l’approccio comportamentista vedeva la mente come una “scatola nera” all’interno della quale era impossibile fare luce, la scienza moderna ha ribaltato questa prospettiva e trovato il modo di indagare la mente degli animali, rivelando emozioni, pensieri e senso morale. Così sono nate le scienze cognitive animali, un campo di ricerca trasversale a diverse discipline in cui convergono psicologia, filosofia, etologia, neuroscienze, informatica e semiotica.

Mi sono trovato molti anni fa nella posizione privilegiata di poter studiare come applicare le scienze cognitive animali all’educazione, all’addestramento e al trattamento dei problemi comportamentali, per cui posso affermare che oggi abbiamo molte più opzioni di un tempo in termini di metodi, tecniche e strategie di intervento. Rileviamo dinamiche psicologiche e relazionali che prima non riuscivamo a vedere. Invece di concentrarci sul solo condizionamento, sappiamo come liberare il potenziale di un cane. Questo approccio è nato in Italia e lo chiamiamo “cognitivo-relazionale”, per sottolineare l’importanza di considerare la mente del cane (cognizione) e la relazione che abbiamo con lui.

In quest’ottica tutta italiana è interessante quindi fare un confronto: questo libro è un’interessante finestra sul modo in cui la cinofilia americana si accosta alla cognizione canina e applica le scoperte in tale ambito all’educazione (formazione dell’individuo), all’addestramento (sviluppo e affinamento di particolari abilità) e al recupero comportamentale (o forse sarebbe più appropriato dire “psicologico”).

Di grande rilievo, in queste pagine, sono i riferimenti scientifici dell’autrice, che pure mantiene un linguaggio semplice, accessibile e leggero. La conoscenza di un argomento complesso come la psicologia animale diviene così alla portata di tutti e ci aiuta a riflettere su mille situazioni quotidiane in cui possiamo fare qualcosa per aiutare i nostri cani ad avere una mente flessibile e aperta al mondo.

Allo stesso tempo è interessante considerare che, pur delineando perfettamente un approccio di tipo cognitivo, Pam Reid sottolinei a più riprese l’importanza dei “condizionamenti”, ovvero quella forma di apprendimento associativo fra stimoli, comportamenti e rinforzi. Si rendono evidenti quindi due aspetti. Il primo è che le procedure legate al rinforzo positivo mantengono la loro validità. Il secondo è che anche i trainer consapevoli della profondità della mente del cane fanno fatica ad andare oltre le tecniche premianti. Una via facile, anche al comune proprietario, per uscire dal labirinto delle associazioni mentali e orientarsi verso nuovi modi di intendere l’apprendimento e il cambiamento del cane, è quella di osservare la sua psicologia come un insieme di più elementi. Invece di soffermarci solo sulla superficie (interazioni fra ambiente e comportamento), possiamo guardare anche in profondità: emozioni, motivazioni, bisogni, credenze, capacità, tratti della personalità e relazioni formeranno quindi un nuovo telaio su cui tessere la tela della conoscenza dei nostri amici a quattro zampe.

Quando un cane abbaia a un altro quindi, invece di limitarci a premiare e punire possiamo chiederci a quale distanza porci, quale traiettoria seguire, quale tipo di comunicazione possa ispirare le emozioni del cane alla curiosità nei confronti dell’altro. Questo nuovo stato emozionale cambierà l’intera esperienza, permettendo a nuovi significati e comportamenti di emergere dall’interno. Questo vuol dire andare in profondità, non limitarsi alla superficie, lavorare in modo da ottenere cambiamenti dall’interno dell’individuo, invece di imporli dall’esterno.

Invito gli appassionati a prendere spunto dal testo di Pamela Reid per approfondire ulteriormente l’argomento. Il condizionamento operante per esempio è stato reinterpretato in chiave cognitiva, con il modello Tote (Test Operate Test Exit). Proposto dagli scienziati George Miller, Eugene Galanter e Karl Pribram, il Tote offre uno sguardo nuovo sull’apprendimento associativo, visto dall’interno della mente. L’animale è spinto da una motivazione interiore alla ricerca di un obiettivo, per raggiungere il quale mette in atto una strategia (operate) il cui risultato è continuamente confrontato (test) con le aspettative (rappresentazioni cognitive interne). Significa che anche quando siamo convinti che il cane sia un soggetto passivo di stimoli e rinforzi, in realtà sta ragionando con la sua testa. Prima ce ne accorgiamo, prima riusciremo a sollevare anche noi la testa e guardare oltre il labirinto, allargando i nostri orizzonti fino ad abbracciare possibilità che prima ci era impossibile vedere.

Chi si concederà l’occasione di leggere le prossime pagine entrerà nell’affascinante mondo della mente del cane, e da lì potrà proseguire lungo i percorsi dell’addestramento e del recupero comportamentale. L’autrice offre innumerevoli consigli, nati da conoscenza ed esperienza, che spaziano dai modi in cui un cane sviluppa la propria intelligenza, dalla sua vita sociale e dal suo linguaggio a cose molto molto pratiche, come insegnare a non fare i bisogni in casa, farlo smettere di abbaiare, affrontare i problemi di aggressività e l’uso dei farmaci che hanno effetto su psiche e comportamento (mai dimenticare che in quest’ultimo ambito il fai da te è bandito e qualsiasi terapia farmacologica deve assolutamente essere prescritta e seguita dal veterinario comportamentalista).

Immergersi in questa lettura è un piacere, sia per chi cerca suggerimenti pratici sul comportamento e l’addestramento del proprio cane, sia per appassionati o professionisti interessati a un confronto con il mondo cinofilo d’oltreoceano.

Nella mente del tuo Cane

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Prezzo € 12,90