Tutto da rifare

L’amore è per sempre

di Angelo Vaira

tutto da rifareForse sei alle prese con un cane talmente difficile che ti hanno consigliato di portarlo al canile o di sopprimerlo. O forse stai pensando di adottare un cane, ma sei spaventato dal fatto che potrebbe darti problemi, perché è già adulto o perché, pur essendo un cucciolo di una razza affascinante, pare sia difficile da gestire.

Ci sono tante situazioni in cui i cani rischiano di finire in canile, di rimanerci per il resto della loro vita o addirittura di essere soppressi. Questo libro è dedicato a loro: i cani problematici.

L’autrice, ex presidente della prestigiosa Association of Pet Dog Trainers (Apdt), è fra i più grandi esperti internazionali di training e riabilitazione comportamentale e ha un notevole bagaglio di esperienza da condividere con proprietari di cani e professionisti del settore. Se si considera che la sua carriera è contornata da numerosissimi casi di cani problematici riabilitati e affidati con successo, allora diventa interessante capire come ha fatto.

Personalmente adoro l’impronta compassionevole che spinge Pat Miller a dedicare un libro intero a questi cani. Mi piace perché spesso si è incantati dal cucciolo dal pelo morbido, che però diventa un peso quando cresce e abbaia. Così alcuni lo abbandonano e una volta in canile diventa, agli occhi dei più, un cane di serie B. Oppure siamo elettrizzati all’idea di avere un cane di una determinata razza, salvo poi dopo pochi mesi, quando la novità è passata, trovarci a rincorrere l’ultimo modello di console per videogame. Il cane viene trascurato, i suoi bisogni fondamentali disattesi. Di conseguenza il suo comportamento muta, e diventa un cane problematico.

Questo libro è un autentico inno al potere della responsabilità. Se siamo disposti ad assumerci la responsabilità delle nostre scelte nella relazione col cane, realizzeremo anche di avere un grande potere nelle nostre mani. Possiamo affinare conoscenza e abilità grazie ai suggerimenti qui contenuti, e possiamo restituire una “vita in prima classe” a molti cani ritenuti senza speranza.

A volte i cani problematici a livello comportamentale sono semplicemente cani trascurati: basta risolvere i loro guai di salute per vederli felicemente inseriti in famiglia. Altre volte si tratta di cani paurosi o maltrattati o dal passato sconosciuto. Per molti di loro c’è più di una speranza, come affermano gli educatori e i volontari di molti canili.

In Italia mancava una pubblicazione dedicata al recupero comportamentale dei cani di canile, sebbene gli insegnamenti contenuti in questo libro mantengano la loro validità per qualunque cane. Lo scopo del volume infatti è:

  1. Evitare che i cani finiscano in un canile a causa del loro comportamento problematico.
  2. Se sono già in un canile, recuperarli sotto il profilo psico-comportamentale.

Le tecniche qui presentate possono essere utilizzate quindi con il cane di casa. Questo libro è un manuale utile sia al proprietario che all’esperto.

Avvertenze per chi ha già abbracciato l’approccio cognitivo-relazionale

Nel testo si trovano tanti riferimenti ai condizionamenti, ai rinforzi, alla modificazione del comportamento. Chi ha adottato l’approccio cognitivo-relazionale all’educazione e alla riabilitazione comportamentale del cane spesso storce il naso di fronte a questa terminologia.

A tal proposito vale la pena di evidenziare come la cinofilia internazionale si stia affacciando con cautela, e con molto interesse, allo studio della cognizione del cane e non disconosca la teoria dei condizionamenti poiché, per il mondo scientifico attuale, è la più accreditata nello spiegare come funziona l’apprendimento per associazioni. In altre parole, oggi sappiamo che il cane ha elevate capacità cognitive, ma notiamo allo stesso tempo che le procedure del modello classico e operante mantengono validità operativa.

Chi pensa che premiare non sia cognitivo, non è ancora riuscito a cogliere quanto meravigliosa e sorprendente sia la mente del cane.

Occorre sottolineare che la maggior parte degli studi sulla cognizione del cane viene effettuata attraverso tecniche premianti. Il che in altre parole significa che puoi potenziare un cane cognitivamente anche usando i bocconcini.

Certo non sono l’unica via: ho personalmente dedicato più di dieci anni a capire cos’altro si potesse fare e oggi abbiamo più opzioni di quante si potesse anche solo immaginare un tempo. Ma assumere il paradigma cognitivo-relazionale non significa buttare nella spazzatura il “modello operante” e tutto ciò che si è fatto finora. Significa piuttosto riuscire a vedere ciò che nessuno prima vedeva, pur avendo davanti al naso le stesse identiche cose. E questo grazie a un modo diverso di guardare. E di pensare (ecco la meravigliosa forza di un nuovo paradigma).

Viene facile dire premio = condizionamento e mirroring o base sicura = cognizione: il nostro cervello è dualistico ed è portato a semplificare le cose per poterle maneggiare con più facilità. Ma in questo modo ricadiamo nello stesso errore di chi ha pensato animali = istinto ed esseri umani = cognizione. La realtà è molto più complessa di così. E basta osservare attentamente un cane per rendersene conto.

Del resto ci sono fatti e storie, dati scientifici e cani rinati, proprietari sollevati e nuovi cuori gioiosi a sostegno e testimonianza di tutto questo.

Quindi cosa fare? Al di là delle teorie possiamo prendere innumerevoli spunti da questo libro, grazie all’esperienza dell’autrice, che da brava americana è pragmatica: se una cosa funziona la prendo, la uso e aiuto i cani.

Non dimentichiamoci lo scopo, quindi, e impieghiamo le nostre energie a favore dei nostri amici a quattro zampe. Ci vuole quel sano e gioioso sforzo impegnato che caratterizza chiunque ami la propria impresa.

Come dice Pat Miller:

«I proprietari migliori si impegnano a dividere per sempre il cuore e la casa con i loro cani, e fanno tutto ciò che serve per gestirne o modificarne i comportamenti problematici».

Tutto da rifare

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Prezzo € 12,90