Articoli

,

Come è intelligente il cane! (Prima parte)

Spesso si cerca di definire quanto il cane sia intelligente rispetto a noi, vale forse la pena ricordare che il cane, non essendo una persona, ragiona in maniera diversa, da cane appunto!

La domanda acquista un senso diverso se anziché chiederci quanto è intelligente il cane cominciamo a chiederci come è intelligente?

Come è intelligente il cane!A partire dagli anni ’60 alcuni scienziati hanno tentato varie strade per dimostrare che altri animali oltre all’uomo sono intelligenti e si sono dedicati soprattutto allo studio del linguaggio nei primati.

Più di recente gli studiosi hanno diretto la loro attenzione verso i cani per stabilire il grado di capacità cognitive, sia in parallelo ai primati, sia in parallelo ai bambini ed hanno cercato di valutare il grado di collaboratività con i proprietari.

 Cani e primati:

  • Al test di scelta di un oggetto su suggerimento di una persona ai cani è sufficiente il solo sguardo o un qualsiasi gesto (i primati, invece non sono in grado, tranne se allevati dall’uomo!); i cani seguono il gesto indicativo anche se la persona si muove dalla parte opposta rispetto all’oggetto. Se è un bastone ad indicare, il cane non capisce, deve esserci un chiaro gesto dell’uomo oppure un oggetto indicatore sopra al contenitore giusto. Il cane si fida dell’indicazione della persona anche se il suo fiuto gli indica chiaramente che il contenitore indicato dalla persona non è quello contenente il cibo.

    Questo non vuol dire che i cani siano più intelligenti dei primati, solo che hanno un’intelligenza “diversa”, i cani si fidano molto dell’indicazione della persona.

Cani e bambini:

  • Un semplice esperimento ha dimostrato che in alcune situazioni i cani “ragionano” esattamente come i bambini: un bambino osserva una persona che accende la luce spingendo l’interruttore con la testa: se la persona aveva le mani occupate, il bambino non riproduce fedelmente ma usa le mani per azionare l’interruttore (è evidente che la persona ha usato la testa solo perchè le mani erano occupate); se la persona aveva le mani libere anche il bambino usa la testa (evidentemente ci deve essere una buona ragione per premere l’interruttore con la testa!)

  • Un cane osserva un cane addestrato a schiacciare con la zampa un bastone per ottenere una ricompensa da un distributore a molla. Se il cane dimostratore ha una palla in bocca, il secondo utilizza il muso, a lui più congeniale, per azionare la leva (del resto l’altro cane non ha utilizzato il muso solo perchè aveva la palla in bocca); se il primo cane ha la bocca libera, anche il secondo cane utilizza la zampa (evidentemente ci deve essere una buona ragione per utilizzare la zampa!)

  • Negli esperimenti sulla permanenza di un oggetto, nascosto sotto un tappeto o dietro una barriera, i cani cercano immediatamente nel posto giusto. Se mettiamo una palla in un contenitore, poi il proprietario porta il contenitore dietro a una barriera e ricompare con il contenitore vuoto, i cani arrivano alla soluzione, ma trovano la palla fiutando. Se mettiamo il contenitore successivamente dietro a tante barriere, ogni volta che il cane non trova la palla rallenta da una barriera all’altra, scoraggiato dal risultato negativo; i bambini, invece, corrono più veloci verso la barriera successiva. In questo caso, quindi, cani e bambini ragionano in maniera diversa: i cani si scoraggiano per l’insuccesso, i bambini sanno che prima o poi troveranno il giocattolo e si affrettano per ottenerlo

    Per approfondimenti:

,

Si può insegnare l’autocontrollo?

insegnare l'autocontrolloSe pensiamo alla potenza della muscolatura e della dentatura di un cane e a quanto possono essere delicati nel gioco questo ci dà una misura della loro capacità di autocontrollo.

E’ la mamma che insegna gli “autocontrolli”, cioè interrompe il gioco ogni volta che un cucciolo esagera con l’eccitazione o stringe troppo il morso o fa il prepotente con un fratellino. L’intervento della mamma va dal semplice intromettersi e dividere i cuccioli all’immobilizzazione a terra del cagnolino prevaricatore; i cuccioli imparano così a non stringere mai il morso ed a controllare la propria esuberanza per non incorrere nella “punizione etologica” della mamma.

Quando i cuccioli vengono separati troppo presto o quando la mamma è giovane e inesperta oppure ha troppi cuccioli a cui badare e non riesce a svolgere la sua azione educatrice può capitare che i cani abbiano difficoltà ad autocontrollarsi o che sviluppino vere e proprie patologie del comportamento. Alcuni cani saltano addosso alle persone con troppa foga per salutarle o si lanciano fuori dalla porta di casa o dalla macchina perchè non vedono l’ora di andare a giocare al parco oppure mordicchiano le mani durante il gioco o quando gli offriamo un bocconcino o addirittura non hanno alcun controllo del morso.

Sebbene i cuccioli imparino l’autocontrollo principalmente dalla mamma, abbiamo qualche strumento a disposizione per migliorare questa capacità anche nell’adulto. Gli esercizi indicati sono soltanto un suggerimento e, secondo i casi, può essere indicato affidarsi ad un educatore, a un istruttore o a un veterinario comportamentalista se il cane ha difficoltà particolari negli autocontrolli.

Esercizio della ciotolaSi può insegnare ad aspettare pazientemente che la ciotola sia poggiata in terra prima di andare a mangiare piuttosto che saltare, abbaiare, tuffarsi sul cibo. Si riesce ad ottenere questo risultato in vari modi, quello che preferisco è mettere il cane di fronte al problema e aspettare che sia lui a trovare la soluzione giusta, anziché chiedergli di aspettare.

Doggyzen – E’ un esercizio di autocontrollo proposto da Angelo Vaira ai suoi allievi educatori cinofili. Prendere un bocconcino e con la mano chiusa a pugno farlo annusare al cane. Se il bocconcino è abbastanza appetibile, il cane cercherà di prenderlo in tutti i modi (leccando la mano, mordicchiando, abbaiando, grattando con la zampa,…) ma la mano rimane chiusa finchè il cane si ferma a pensare e smette. Con tempismo lodiamo il cane e offriamo un bocconcino con l’altra mano. Se il cane è molto insistente e non riesce a calmarsi del tutto possiamo modellare il suo comportamento premiando quando allenta un po’ l’assalto al bocconcino e guidarlo via via verso la calma. Il cane imparerà in fretta che ad agitarsi non si ottiene nulla e a rimanere calmi si ottiene un premio!

Discesa dall’automobile – far scendere il cane dalla macchina può diventare un ottimo esercizio di autocontrollo se apriamo lo sportello soltanto quando il cane è tranquillo. Cominciamo ad aprire molto lentamente e se il cane si muove per scendere richiudiamo immediatamente, ripetiamo finchè il cane capisce che per farsi aprire lo sportello deve rimanere fermo. A questo punto possiamo chiedergli di aspettare mentre agganciamo il guinzaglio e poi invitarlo a scendere e a rimanere vicino a noi.

Tira-e-molla – Giocando al classico tira-e-molla posso insegnare il “lascia” ed abituare il cane a calmarsi rapidamente dopo un’attività eccitante. Durante il gioco avvicino la treccia al corpo e la tengo ferma finché il cane non abbandona la presa, come premio lo invito a giocare nuovamente. Quando avvicinando la treccia al corpo, il cane apre la bocca quasi immediatamente, posso anticiparlo dicendo “lascia” o “grazie” e premiandolo, così che possa associare il segnale “lascia” al comportamento di aprire la bocca. Questo segnale è utile per fare in modo che il cane possa lasciare qualsiasi oggetto su richiesta! Anche in questo caso è importante farsi aiutare da un educatore esperto.