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Come è intelligente il cane! – (Parte seconda)

Dopo aver stabilito che i cani hanno un’intelligenza “diversa” sia dai primati sia dai bambini, passiamo al confronto con i lupi. Per molto tempo si è detto che i lupi sono molto più intelligenti e ciò sarebbe dimostrato dal volume cerebrale e dalla maggiore abilità nella soluzione di problemi. Dai test effettuati sembrerebbe non essere proprio così.

come è intelligente il caneCani e lupi:

  • cani e lupi, liberi di muoversi, sono stati messi in un ambiente con la persona di riferimento, una ciotola di latte, un cane sconosciuto, una persona sconosciuta. I cani si sono rivolti sempre alle persone, sia alla loro figura di riferimento sia alla persona sconosciuta; i lupi si sono rivolti alla persona di riferimento, all’altro cane e soltanto dopo alla persona sconosciuta. Questo a dimostrazione del fatto che i cani hanno una naturale propensione per il contatto sociale con l’uomo, inoltre i cani rivolgevano lo sguardo sul volto delle persone e scodinzolavano, cose che i lupi non fanno.

  • In un altro esperimento è stata testata la capacità a collaborare con le persone. Il cane è in una stanza con il ricercatore che nasconde del cibo, non raggiungibile, in modo che il cane possa vederlo. Poi entra il proprietario, in tutti i casi il cane chiede il cibo guardando alternativamente il proprietario e il cibo. Se il cane rimane solo non cerca di raggiungere il cibo (sa di non poterlo fare); se il proprietario è presente quando il cibo viene nascosto il cane non chiede indicando il cibo (sa che il suo proprietario sa dove si trova il cibo). Nella stessa situazione il lupo rimane a guardare il cibo a cui è molto interessato ma non cerca la collaborazione delle persone per averlo.

  • Nella risoluzione autonoma di problemi i lupi riescono meglio dei cani, ad esempio sono in grado di recuperare il cibo da una cassetta azionando una leva perchè capiscono la relazione tra il loro comportamento e le sue conseguenze, per i cani la soluzione è più casuale.

  • Anche tra cani ci sono differenze di comportamento nella risoluzione di problemi. A due gruppi di cani è stato posto lo stesso quesito: recuperare ciotole con cibo da sotto una rete. Il primo gruppo era costituito da cani molto legati al proprietario, il secondo gruppo da cani da lavoro. Il primo gruppo aspettava l’invito del proprietario e il suo incoraggiamento, il secondo gruppo risolveva autonomamente con successo il problema. Questo ci aiuta anche a capire le differenze tra cani e lupi, non che i lupi siano più intelligenti dei cani e che i cani da lavoro siano più intelligenti dei cani da compagnia, semplicemente lupi e cani da lavoro sono abituati a cavarsela da soli, i cani che hanno un forte legame con il proprietario si aspettano collaborazione.

  • Un altro esperimento conferma questa affermazione. Lupi e cani, con alle loro spalle la figura di riferimento, sono posti davanti ad una gabbia contenente un bel pezzo di carne. I lupi cercano di aprire la gabbia, i cani si voltano a guardare il proprietario, questo per il cane è un modo efficace per raggiungere il risultato, è una buona strategia perchè tutto quello che l’uomo fa si rivela importante. I lupi, invece, non si aspettano alcun aiuto.

Anche dal confronto tra cani e lupi nessuno esce come “più intelligente”, semplicemente animali diversi ragionano in maniera a loro congeniale e più funzionale alla loro tipologia di vita.

Per approfondimenti:

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Mamma, quando il cielo è nuvolo, Briciola come fa a guardare giù?

La perdita di un membro della famiglia è sempre un momento d’intenso dolore. Purtroppo, il ciclo di vita dei nostri amici a quattro zampe è più breve del nostro. Per quanto possa sembrare ingiusto, è quindi nell’ordine delle cose assistere alla nascita e alla crescita del nostro cucciolo, condividere con lui una parte della nostra vita, ma anche accompagnarlo nei momenti che precedono la morte. In genere non ci sembra di essere mai pronti abbastanza ad affrontare una così grande sofferenza. Eppure, quando il nostro cane viene a mancare, talvolta non solo dobbiamo fare i conti con una ferita, intima e profonda, che non sappiamo come lenire, ma ci troviamo nella condizione di dover spiegare l’accaduto ai piccoli cuccioli d’uomo che stanno in famiglia e che magari per la prima volta affrontano il lutto per la perdita di un loro caro.

In questa situazione ci sentiamo assaliti da infinite angosce: come posso trovare le parole giuste per dire al mio bimbo che Briciola non c’è più? Come posso sottoporlo al peso di una ferita così grande che neanche io sono in grado di reggerla? Come non sentirmi in colpa nel fare ciò? E come trattenere la mia sofferenza in modo da non versare neanche una lacrima di fronte al mio bimbo?

Non esiste un modo giusto e uno sbagliato per comunicare la morte del nostro cane al nostro bimbo, però è importante avere alcune informazioni prima di decidere quale strada intraprendere.

Le innumerevoli domande che ci assalgono talvolta ci confondono e ci disorientano così tanto che sentiamo la necessità di ricorrere ad una serie di complesse metafore per parlare con i nostri bimbi, con il solo obiettivo – più o meno consapevole – di tenere la maggior distanza possibile tra noi e la parola morte. Spesso, però, i bimbi non hanno le competenze per comprendere a fondo il significato della metafora che noi usiamo. Può così accadere che loro percepiscano comunque la nostra angoscia e sofferenza attraverso la comunicazione non verbale e che la associno al significato concreto delle parole che noi stiamo utilizzando. E’ per questo che, se dico al mio bimbo che Briciola si è addormentato – e probabilmente mentre lo dico trattengo a stento le lacrime – il mio bimbo potrebbe, nelle notti successive, avere tanta tanta paura di addormentarsi perché “se ci si addormenta, poi succede come a Briciola, che non ci si sveglia mai più”.

Inoltre, non sempre ci sentiamo pronti a reggere il carico emotivo del pianto inconsolabile del nostro bimbo, che quasi sicuramente seguirà alla comunicazione della triste notizia. Può quindi essere che alla frase “Briciola è morto” segua quella “ma tu devi essere forte, non piangere”. I bimbi hanno il diritto di piangere di fronte ad una notizia del genere. E noi abbiamo il diritto di piangere con loro, se in quel momento ci assale la tristezza. Condividere con i nostri bimbi la tristezza di questi momenti è un modo per insegnare loro a riconoscerla, viverla e superarla.

In fondo, la vita è fatta di cose belle e di cose brutte, anzi, in genere, più le cose sono belle e più è brutto perderle. E cosa c’è di più bello che condividere un pezzo del cammino della nostra vita con un cane? E’ proprio la meraviglia degli anni trascorsi insieme che rende così doloroso il momento della scomparsa del nostro cane. Infatti, molti di noi, dopo aver affrontato la sofferenza causata dalla morte del primo cane, decidono comunque di prenderne un secondo.

Che risponderemmo se ci chiedessero “cosa ti spinge a metterti nuovamente nella condizione di affrontare quei momenti d’intenso dolore?” Penso che la maggior parte di noi, senza esitazione, ricorrerebbe a 4 semplici parole, in cui è racchiuso il significato profondo del contenuto di questo articolo: “ne VALE la pena”.

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Liberi Tutti!

Liberi Tutti!J.S. Mill, nel saggio “On Liberty” sosteneva che la natura umana non è una  macchina da costruire secondo un modello, ma un albero che ha bisogno di crescere e svilupparsi in ogni direzione e che è necessario che vi siano diversi modi di vivere la cui validità sia verificata nella pratica. Diceva questo perchè non amava nulla che fosse preconfezionato dall’alto e tra queste i grandi dettami su cosa sia giusto e cosa no.
A fronte di questo, nel libro, scrive che

“la scelta collettiva dovrebbe essere il risultato di una molteplicità di scelte di individui, ciascuno libero di perseguire il proprio bene a suo modo”.

Io non riesco a trovare nulla di meglio che possa spiegare la volontà di organizzare “Liberi Tutti!” in programma per il 25 Aprile.

Liberi tutti è un’iniziativa a favore dei cani nei canili, e in questo potrebbe essere simile a molte altre iniziative. Probabilmente lo è, e non ci sarebbe nulla di male. Ritengo che ogni cosa che favorisca un’adozione vada accolta con favore.
In ThinkDog però, ho imparato che un certo modo di intendere e vivere la relazione con il cane ha come primo beneficiario l’uomo. Chiunque l’abbia provato sa di cosa sto parlando.
Liberi tutti è quindi un’iniziativa a favore delle persone e lo è per molti motivi.
Il primo è quello che sta scritto nella locandina attraverso la quale l’evento è stato promosso:

Sempre più spesso il canile viene percepito come il luogo in cui un binario morto finisce la sua corsa. Un punto di arrivo, un parcheggio, un luogo isolato e lontano dove abitano storie tristi e cose alle quali non pensare. Occorre superare questa visione perché il canile, al contrario, è un meraviglioso luogo di partenza. Un luogo dove può iniziare una nuova vita per i cani ospitati e per i fortunati adottanti. Un luogo dove si può ripetere il magico incontro tra uomo e cane. Un incontro che ha dato vita ad un’amicizia che dura da millenni.

Il canile è infatti il luogo di partenza di storie meravigliose, attraverso le quali ci si può regalare l’opportunità di un’incontro evolutivo.

E’ a favore dell’uomo perchè fare del bene e provare del bene ha una valenza che precede il beneficiario. Quando provi qualcosa, questo “qualcosa” passa innanzitutto attraverso te e tu sei in grado si sentirlo, di provarlo. Sei, anche in questo, il primo beneficiario di ciò che fai. Non è cosa da poco.
E’ con questo spirito che abbiamo voluto organizzare quest’evento. Il tempo è stato poco, ma l’entusiasmo e le adesioni di chi vuole partecipare ci hanno investito.

Liberi tutti vuole aprire le porte dei canili aderenti ai visitatori, agli adottanti passati e (speriamo) futuri e vuole aprirle agli operatori ed educatori cinofili ThinkDog che collaboreranno con i responsabili per promuovere delle iniziative in canile. Anche per loro è un’incredibile opportunità di crescita.

Presso le strutture aderenti saranno disponibili magliette e bandane per cani che abbiamo realizzato per raccogliere fondi a favore dei canili.
Ecco quelli che, ad oggi, hanno aderito all’iniziativa:

Un grazie di cuore a chi ha aderito, chi ci ha dato una mano e chi verrà a visitare i canili. Noi vi aspettiamo e…

Buona Vita!

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I cani fanno i dispetti?

Molte volte parlo con proprietari arrabbiati, che si lamentano del fatto che i loro cani “fanno i dispetti”… Ma siamo proprio sicuri che sia realmente così?
Andiamo ad analizzare in maniera un po’ più oggettiva i casi più comuni:

I cani fanno i dispetti?

1)”Il mio cane ruba gli oggetti quando non lo vedo, e li distrugge per farmi dispetto”

Quest’affermazione è spesso seguita dalla descrizione della faccia colpevole quando il cane viene scoperto, perchè “evidentemente sa che non deve”. E se, invece, la spiegazione fosse che noi persone diamo particolare valore a quegli oggetti che, automaticamente, diventano importanti per il cane? Bisogna sapere che in natura l’accesso alle risorse funziona cosi: quando un membro del branco conquista una risorsa ha diritto ad usufruirne a suo piacimento. Quando però se ne allontana, significa che ha finito e la risorsa è a disposizione degli altri membri (un esempio per tutti: il cibo).  Allo stesso modo, se ho utilizzato un oggetto per fare qualcosa e poi lo lascio alla portata del cane, significa che quell’oggetto così importante ora è suo (per ovviare a questa situazione bisognerebbe iniziare ad introdurre la gestione dei permessi, magari con l’aiuto di un educatore). Quando torniamo dal cane e troviamo che ha appena ridotto in coriandoli il nostro giornale, sicuramente la nostra faccia sarà… quantomeno poco felice… E siccome i cani sono maestri nella lettura delle espressioni facciali (altro che “Lie to me”!), assumerà un’aria apparentemente colpevole, ma in realtà intimorita.

Un trucco per evitare che il cane estirpi tutti le piantine di primule che abbiamo impiegato mezza giornata a seminare nel giardino, è quello di non fare assistere il cane a questa attività. Quantomeno, se non vede che ci siamo dedicati con tanto impegno non penserà che sia un’attività così divertente! In sinergia a questo bisogna però lavorare al soddisfacimento dei suoi bisogni, così da non trovarlo a distruggere i fiori per noia…

I cani fanno i dispetti?

2)”Il mio cane fa la pipì in casa, anche se siamo appena rientrati dalla passeggiata

La pipì in casa può avere differenti cause. Puó essere che il cane sia stressato (l’aldosterone è un ormone dello stress che regola le funzioni idrosaline del nostro corpo) e non riesca a trattenerla, o che sia stato sgridato per aver sporcato in casa (magari  con tanto di muso nella pipì!), o ancora può aver paura a sporcare vicino al proprietario, per cui in passeggiata la trattiene e quando arriva a casa la fa di nascosto. Ricordiamoci che i cani non hanno la percezione a lungo termine delle conseguenze sociali delle proprie azioni, ovvero: se torno a casa e trovo la pipì e sgrido il cane, lui non capirà che l’ho sgridato perchè ha fatto pipì, potrà solo associare la presenza della pipì sul pavimento alla sgridata, con il risultato che la prossima volta che ci sarà una pipì sul pavimento e io entrerò in casa, lui avrà la faccia “colpevole” (abbiamo già visto la spiegazione poco più su), inoltre il cane sarà più stressato, quindi meno capace di gestire la propria vescica (vale anche per i disastri, come quello in foto).

3)”Il mio cane distrugge tutto se esco di casa e lo lascio solo”

Forse il cane va un po’ sotto stress e cerca di compensare masticando qualcosa, o semplicemente si annoia e si tiene impegnato usando la bocca… In questo caso meglio lavorare con un educatore che possa aumentare le sicurezze del cane e le abilità del proprietario, che aiuti a creare delle routine e delle certezze nel cane. Inutile chiudere il cane in una stanza e ignorare i suoi pianti disperati finchè non si calma; è necessario costruire la sicurezza della presenza per poter ottenere la certezza del ricongiungimento.

I cani fanno i dispetti?

Che dire in conclusione? Secondo me i cani “non lo fanno apposta”, ma lo fanno per soddisfare dei propri bisogni, e che forse l’idea che i cani facciano dispetti è legata a una visione ancora troppo antropocentrica del mondo. Spero di aver fornito alcuni spunti di riflessione che possano aiutare a vedere i comportamenti dal punto di vista del cane, per capire che vive nel “qui ed ora”… cosa che dovremmo imparare a fare anche noi, per goderci il presente (consiglio di leggere l’articolo “i guardiani dell’essere”).