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Lezioni di vita al buio

Lezioni di vita al buioLilla è cieca da tre mesi.
Per un cane di un anno e mezzo è molto strano. Tutto è iniziato con una gastroenterite, ma non si sa se la sua cecità sia legata a questo o no. Fatto è che, dalla settimana di Natale, la nostra vita è stata un vai e vieni continuo tra veterinario, cliniche, e specialisti… Lilla è stata sottoposta a prelievi del sangue, visite neurologiche, risonanza magnetica, visite oculistiche…

L’ultima ci ha tolto ogni speranza con la medicina tradizionale. La diagnosi è “atrofia retinica”, per cui ora tenteremo con la medicina alternativa.
Ciò di cui voglio parlare però, è la straordinaria capacità di Lilla adeguarsi alla situazione. La mescolanza di un buon carattere (Lilla è amica di tutti, gioiosa e serena) e di buone capacità cognitive, come la flessibilità mentale, la rappresentazione di una mappa ambientale nella sua mente (anche memorizzando le variabili che possono presentarsi di volta in volta), le permette di muoversi in maniera sorprendentemente fluida e sicura, al punto che a tratti mi chiedo se veda!

Nel mio salotto, questa mattina ho messo una copertina vicino al tavolo, poi ho spostato una sedia e di fianco avevo la cassa con la legna per la stufa.
Lei ha girato un attimo per la sala, annusando ed ha esplorato l’ambiente, poi siamo usciti. Poco fa le ho dato una pelle di bufalo da rosicchiare, lei l’ha presa in bocca ed é andata con sicurezza sulla copertina, schivando sedia, cassetta della legna e infilandosi tra queste e il tavolo, esattamente come se vedesse.

video di Lilla che cerca i gradini

Lezioni di vita al buioVive una vita assolutamente normale: gioca con i fratelli, tiene sotto controllo i gatti, si muove in un mondo di fiuto, chiede le coccole, corre e mangia volentieri. Quando siamo in cortile, lei gira tranquillamente e sa benissimo dove sono il muretto, la ciotola dell’acqua… E la cosa spettacolare è che sa dove sono i gradini, tanto che poco prima inizia ad alzare le zampe.

Ok, è vero, a volte pesta delle nasate tremende, ma anche in questi casi, non si scoraggia, semplicemente si sposta e prosegue il suo percorso. Mai una volta l’ho vista cadere e lamentarsi, andare a sbattere e rinunciare, e spesso mi capita di pensare a quale trauma è per qualsiasi essere umano la perdita della vista, o quanto ci arrabbiamo in quei giorni “no” dove ci capita di farci male in continuazione (battendo il mignolino del piede contro l’angolo del letto, infilandoci una scheggia in un dito, prendendo una storta, tagliandoci con un foglio di carta…).
Poi torno a guardare Lilla, le sorrido con il cuore pieno di gratitudine… lei non mi vede, eppure si avvicina per leccarmi la faccia…

É una costante e commovente lezione di vita.

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Percezione: L’universo attraverso gli occhi dell’uomo e il naso del cane

Percezione: L’universo attraverso gli occhi dell’uomo e il naso del caneQuesto è il primo articolo di un’avvincente miniserie dedicata all’esplorazione del mondo percettivo dell’uomo e del cane. In ciascuna delle puntate, ci focalizzeremo su uno dei 5 sensi (vista, udito, olfatto, tatto e propriocezione, gusto) e scopriremo insieme analogie e differenze della neurofisiologia dei sensi delle due specie.

La scelta di approfondire tale argomento nasce da una mia esigenza di fornire risposte scientifiche e razionali a dubbi, curiosità e leggende riguardanti il mondo percettivo dei nostri amici a quattro zampe. Molte volte, infatti, mi sono trovata spiazzata di fronte a domande come “I cani possono vedere la tv?”. Per questo motivo, ho deciso di raccogliere informazioni che possano aiutarmi a chiarire le quote di verità e fantasia insite nelle risposte più comuni alle suddette domande.

Ritengo, inoltre, che l’esigenza di conoscere il mondo percettivo del cane non si limiti ad una mera curiosità elucubrativa, ma nasca da un intimo bisogno di condivisione, che dovrebbe toccare le corde emotive di coloro che amano profondamente i cani.

Per cogliere l’essenza di ciò che voglio dire, penso sia necessario spendere due parole sui concetti di teoria della mente ed empatia. Per teoria della mente s’intende la capacità di attribuire stati mentali (credenze, intenzioni, desideri, conoscenze) all’altro e di capire che esso può avere credenze, conoscenze, intenzioni e desideri diversi dai nostri. L’empatia è, invece, la capacità di comprendere le emozioni e le sensazioni che l’altro sta provando in un determinato momento. Queste due abilità, come ogni altra funzione cognitiva, non ci vengono fornite tout court, ma devono essere maneggiate con cura: infatti, se allenate si rinforzano, se ignorate si atrofizzano. A mio avviso, entrare nel cuore del mondo percettivo del cane è un’ottima palestra per rafforzare sia la nostra teoria della mente, sia la nostra capacità empatica.

Possiamo quindi iniziare il training di potenziamento imparando, ad esempio, a guardare il mondo attraverso gli occhi del nostro cane, o, per meglio dire, ad annusarlo attraverso il suo naso. Infatti, prima di affermare di saperci mettere nei panni dei nostri amici a quattro zampe, dovremmo responsabilmente conoscere le caratteristiche fisiche di questi panni.

Per fornire al lettore un’anteprima delle prossime puntate, ecco un assaggio delle tematiche che affronteremo: nel corso del nostro viaggio attraverso i sensi, scopriremo insieme quali di essi vengono maggiormente utilizzati sia dall’uomo che dal cane, e il perché; analizzeremo i vincoli posti dalla neurobiologia dei nostri corpi e le spinte evoluzionistiche responsabili di analogie e differenze tra le due specie.

Poiché, a discapito della matematica, ritengo che l’unione delle parti sia maggiore della loro somma algebrica – specialmente quando si parla di menti – ho pensato di rendere interattiva la produzione della miniserie, coinvolgendo il lettore in prima persona. Quindi, chiunque abbia domande, dubbi o curiosità sull’argomento, può condividerle fin da ora, scrivendomi: contribuirà così attivamente al work in progress delle prossime puntate.