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Questioni di Prossemica 2

Questioni di Prossemica/2Nello scorso articoloabbiamo parlato di quanto sia importante rispettare le distanze durante l’incontro tra due cani. Questo non significa che gli incontri tra cani vadano eliminati del tutto. Otterremmo l’effetto opposto rispetto a quello che ci siamo prefissi, ovvero educare le capacità di socializzazione del cane. Vanno però sicuramente fatti nel rispetto del proprio cane e degli altri cani: gli incontri al parco, in area cani, in classi di socializzazione possono e devono essere presenti nella quotidianità, perchè fanno parte della socialità del cane e sono essenziali. Ci saranno sicuramente molti articoli in futuro dedicati proprio a questo.

Oggi però parliamo dell’approccio uomo-cane per il quale vale lo stesso principio sul rispetto delle aree sociali. Anche in questo caso non significa che non ci si debba avvicinare mai al cane, anche perchè i cani, come gli uomini, sono animali sociali. Se non avessero questa caratteristica non si sarebbero mai avvicinati e probabilmente l’incontro che diede origine al cane (e all’uomo come lo conosciamo oggi) non sarebbe mai avvenuto. I cuccioli in particolare cercano la prossimità in ogni istante. E’ comunque opportuno muoversi sempre con le dovute accortezze e nel pieno rispetto del cane.

Innanzitutto bisogna individuare il momento giusto per coccolare il cane. Per la maggior parte di loro, il contatto non è ricercato nè gradito durante lo svolgimento di un compito o in un momento di concentrazione (mentre sta annusando, mentre sta svolgendo un esercizio o lo ha appena finito). Molte persone hanno l’abitudine di “premiare” il proprio cane con una bella “manata” sulla testa alla fine di un esercizio. Normalmente il cane risponde a questo “premio” con una leccata di naso, girando la testa, scrollandosi, spostandosi, porgendo il fianco o sbadigliando. Questi sono tutti segnali calmanti, che stanno a significare che la “coccola” non è vissuta in questo frangente come un premio, ma come qualcosa di tollerato. Può sembrare strano ma capita anche a noi. Ci sono momenti in cui le carezze e le coccole ci riempiono di gioia. Quando siamo concentrati davanti al pc, o stiamo lavorando, o stiamo facendo sport, le stesse carezze provenienti dalle stesse persone non hanno lo stesso effetto.

Questioni di Prossemica/2Il secondo punto da tenere in considerazione è come ci si approccia alla coccola: è importante chiamare il cane, e non andare verso di lui. Altra buona norma è avere il cane di fianco a sè e stare possibilmente alla sua altezza, accarezzandolo in maniera dolce con lunghe carezze lungo il fianco. Si tratta di un momento di condivisione importante, che riporta il cane  al momento in cui da cucciolo veniva coccolato dalla mamma e lo mette in uno stato di pace… e lo stesso stato emotivo possiamo provarlo noi stessi perchè è stato dimostrato che accarezzare un animale domestico fa bene al cuore :-)Ma è inutile che vi racconti di quanto sia piacevole stare seduti per terra su un cuscino con il proprio cane che ci sta addosso, e si lascia accarezzare fino ad addormentarsi…

Ultimo punto importante è l’avvicinamento per strada tra umano e cane. Se il cane è ben socializzato, per lo più tollera piuttosto bene gli incontri con estranei, se invece è un cane un po’ timido o pauroso è importante che abbia la possibilità di prendere le distanze che ritiene opportune. Se il cane indietreggia, riavanzare verso di lui non è una buona idea. Meglio provare ad accucciarsi o dimostrare di “capire la sua lingua” con un passo indietro. Provateci, e vedrete quella meravigliosa espressione a cui manca solo la vignetta “wow! questo mi capisce”.
Una cosa da evitare è chiedere al proprio cane di sedersi quando qualcuno lo vuole accarezzare perchè deve sentirsi libero di allontanarsi se non gradisce quel tipo di interazione, e di comunicarlo correttamente. La sua comunicazione si esprime attraverso il corpo, quindi il suo stare fermo e seduto equivale al nostro avere la bocca bendata.
Potete aiutare il cane che comunque tollera il contatto con l’estraneo, ma magari in quel momento è un po’ a disagio, abbassandovi anche voi e accarezzandolo, ma senza costringerlo.
Se siete invece amanti dei cani e vorreste buttarvi a coccolare ogni cane che incontrate, cercate di controllarvi e pensate: incontrando per strada uno sconosciuto, con tanti capelli morbidi e vaporosi, vi lancereste mai incontro a lui a braccia aperte affondandogli le mani nei capelli e, una volta raggiunto, dicendogli: “io amo tantissimo le persone con i capelli vaporosi e morbidi!”. Ecco, non fatelo nemmeno con i cani! Il galateo canino prevede che non si vada diretti incontro al cane ma che ci si avvicini curvando, in seguito chiedete al proprietario se potete accarezzare il cane, abbassatevi di fianco a lui (piegate le gambe) girandovi nella stessa direzione del cane, e accarezzatelo delicatamente evitando la testa.

Per finire, che siate proprietari di un cane o passanti che lo vogliono coccolare, ricordatevi che incombere su di lui mentre vi chinate fa uno strano effetto. Come vi sentireste se un omone di 4 metri si chinasse sulla vostra testa per salutarvi? ;)

Buona Vita!

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Questioni di Prossemica

Questioni di ProssemicaTutti noi abbiamo, più o meno consapevolmente, uno spazio personale, una “bolla” invisibile che ci circonda. Questa bolla cambia dimensione, e di conseguenza confini, a seconda del nostro stato emotivo, del luogo in cui siamo, della nostra cultura così come in base alle convinzioni e della confidenza che abbiamo nei confronti di chi “lo invade”. E’ un qualcosa attraverso il quale, incosciamente, comunichiamo la nostra percezione rispetto alla prossimità dell’altro ed è argomento di studio della prossemica.
Dico questo perchè, quando ad un corso di educazione cinofila viene detto che “i cani hanno problemi con le distanze”, spesso la gente prende appunti come se fosse una qualità esclusiva dei discendenti del lupo (l’ho fatto anche io) mentre così non è.

Immaginate di camminare per strada. Mentre lo state facendo, una persona che non conoscete vi arriva ad un millimetro dal naso. Come vi sentite?
Questo è quello che accade ogni giorno tra cani. Il motivo è presto detto: siamo abituati a prendere distanze tra di noi. Allo stesso modo, nell’incontro tra due cani a passeggio, meno di due metri separano gli umani ed un minuscolo velo d’aria separa a malapena i 4 zampe. Perfetti sconosciuti fino ad un secondo prima ed ora “sparati” uno in faccia all’altro, hanno davvero poca scelta in uno spazio stretto e con oltre metà della comunicazione corporea negata da un guinzaglio teso.

Facciamo un passo indietro allora. Come vive un cane l’avvicinamento? Nello stesso modo in cui lo vive un essere umano:

Questioni di Prossemica

Ad una certa distanza il cane semplicemente ignora ciò che lo sta avvicinando (o ciò a cui si sta avvicinando). Al ridursi delle distanze, l’attenzione avvia la fase diplomatica della comunicazione. Se la comunicazione non ha effetto o non lo ha avuto in passato, spesso per il mancato rispetto delle distanze, la tensione sale e possono iniziare gli avvisi (ringhio, abbaio).
Una volta che le distanze sono ridotte al minimo, si entra nella fase “Flight or Fight“: scappa o combatti (in realtà ci sarebbe anche la terza F: Freeze. Il congelamento. il cane si “paralizza”). Alcuni cani, come i Golden Retriever, i Labrador o i Boxer, hanno solitamente una risposta diversa. Un qualcosa tipo “visto che siamo qui facciamo i pirloni” e inziano a giocare, spesso incappando però in cani che non la pensano nello stesso modo e che reagiscono. Il diverso modo in cui giudichiamo questa reazione non deve farci dimenticare che esibirsi in un campionato per “scemoidi” non ha nulla di educativo, e il più delle volte procura guai.

Ad aumentare questi incontri ravvicinati, ed i problemi conseguenti, c’è il mito de “ma il mio cane è buono!”.
Conta poco quanto sia buono il vostro cane se dall’altra parte c’è un cane che ha bisogno di distanze maggiori, che magari ha problemi con i suoi consimili, oppure c’è una persona che ha paura dei cani o che semplicemente non ha voglia di trovarsene uno ad un millimetro dalla faccia.
E’ sempre buona norma chiedere il permesso di avvicinarsi, ricordando che far giocare i cani al guinzaglio è sempre una pessima idea.
Il rispetto delle distanze è innanzitutto il rispetto del proprio cane. E’ il rispetto nei confronti degli altri cani, delle persone che avviciniamo. E’ il rispetto di un’educazione cinofila che dev’essere anche educazione civica, affinchè non si generino intolleranze e a sempre più parchi e luoghi chiusi all’ingresso dei cani per evitare “problemi”. E’ educativo per il nostro cane, che impara a comunicare meglio e ad avvicinare persone e cani nel modo corretto (osservate i cani randagi. Sono spesso maestri negli avvicinamenti: sono stati educati dalla vita).
Abituiamoci quindi ancora di più a metterci nella testa del cane e a prendere le corrette distanze anche su di lui, e non solo su di noi che per primi reagiremmo male a continue invasioni di quelli che sono i nostri spazi. Usiamo correttamente il guinzaglio, che non dev’essere un timone ma dev’essere usato come strumento di messa in sicurezza. Per il nostro cane e per gli altri. Un cane “libero” che va addosso a chiunque non è LIBERO, perchè la libertà è innanzitutto rispetto. “Sparare” il cane in faccia ad altri cani, o a persone, è un male innanzitutto per lui e sicuramente non è sinonimo di educazione.

Buona Vita!