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I levrieri primitivi (primitive hounds) e i levrieri orientali (sight hounds)

I levrieri primitiviIl levriero più antico (pharaoh hound) risale addirittura a circa 5600 anni fa, ne troviamo molte raffigurazioni nelle tombe dei faraoni. Dal levriero dei faraoni hanno tratto origine e si sono diffuse molte razze simili in tutto il Mediterraneo.

I levrieri primitivisono cani molto longilinei, adatti alla corsa e specializzati alla caccia al coniglio che individuano e seguono a vista. Hanno testa piccola e orecchie erette, taglia variabile da piccola a grande, mantello fulvo-rosso con poco bianco. Zampe lunghe e potenti, muso e petto stretti a garantire aerodinamicità, la muscolatura armoniosamente sviluppata. Nell’antichità erano cacciatori, poi sono diventati corridori altamente specializzati nei cinodromi, ora sono considerati perlopiù cani da compagnia, eleganti e timidi con gli estranei.

Di questo gruppo fanno parte:

Cirneco dell’Etna – leggermente più piccolo degli altri del gruppo, si differenzia perchè nella caccia utilizza l’olfatto anziché la vista. La forma delle dita e la robustezza dei cuscinetti lo rendono particolarmente adatto a camminare sulle rocce vulcaniche. Il colore riconosciuto dagli standard di razza è il fulvo più o meno intenso, isabella e sabbia, con marcature bianche. Cane molto intelligente e molto longevo, indipendente e solitario, non sempre socievole con le persone

Podengo portoghese – esiste in tre taglie (piccolo, medio e grande) e due varietà di pelo (raso e duro). Secondo la taglia è impiegato nella caccia in tana, conigli o selvaggina più grande o anche per la guardia.

Podengo ibicenco – prende il nome dall’isola di Ibizia. Cane molto robusto e riservato, timoroso con gli estranei. Caccia in muta composta da sole femmine e utilizza l’olfatto.

Africanis land race – la morfologia è molto variabile tra il tipo levrieroide e il pariah perchè è sempre stato dato più peso alle caratteristiche caratteriali piuttosto che a quelle fisiche. Inoltre la popolazione così eterogenea ha portato enormi vantaggi in termini di adattamento e resistenza alle malattie infettive, infestive e genetiche. E’ un cane da villaggio, molto indipendente, aggressivo se minacciato, riservato e sospettoso, perciò un ottimo guardiano oltre che un gran cacciatore.

Un’ulteriore specializzazione dai levrieri primitivi ha dato origine ai levrieri mediorientali (Sloughi e Saluki), e a quelli nordafricani (azawakh).

Slougi o Levriero Arabo  – di taglia grande ma leggerissimi, con i colori tipici del deserto, è il cane delle tribù nomadi del sahara e della penisola arabica. Si distingue per l’aspetto nobile, lo sguardo fiero e un’aria quasi arrogante. Erano impiegati nella caccia alle gazzelle.

Saluki o Levriero Persiano – probabilmente una varierà dello sloughi, con più varietà nei colori e lunghe frange di pelo alle orecchie e alla coda. E’ l’unico cane rispettato dai musulmani, aveva addirittura il diritto di dormire nella tenda con gli sceicchi e non era mai venduto, a volte regalato ad ospiti d’ onore. Anch’esso utilizzato per la caccia alla gazzella, anche in abbinamento al falco.

Azawakh o Levriero del Mali – taglia grandi e leggerissimi, color sabbia, fulvo e bruno con marcature bianche. E’ il cane dei Tuareg, un cacciatore da inseguimento per gazzelle, antilopi, conigli, pecore selvatiche ma anche un ottimo guardiano delle proprietà e degli animali.

Dal gruppo dei mediorientali origina anche il Piccolo Levriero Italiano, taglia piccola, peso 5Kg. Era utilizzato per la caccia ai conigli e ai ratti, diffuso nel Mediterraneo e in tutta Europa a partire da almeno 4000 anni fa, come testimoniano le raffigurazioni egiziane.

La successiva diffusione nei diversi continenti portò i levrieri ad adattarsi ai diversi climi (si pensi al folto mantello del levriero afgano), e alle diverse prede (il “cacciatori di lupi” per eccellenza sono il grande borzoi russo, e soprattutto il gigantesco irish wolfhound il cane più alto del mondo).

Levriero afgano – taglia grande, esiste in tutti i colori, caratteristico il pelo folto. Era utilizzato per la caccia alla gazzella, al leopardo e al cervo ora è rimasto come guardiano delle greggi.

I levrieri primitivi (primitive hounds) e i levrieri orientali (sight hounds)Borzoi– è il più massiccio tra i levrieri, utilizzato per la caccia al lupo. Caratteristiche uniche, oltre alla forza fisica, il coraggio e l’astuzia. La razza è stata mantenuta in Inghilterra dove è arrivata attraversi regali alla nobiltà, mentre in Russia veniva sterminato in quanto simbolo zarista durante la rivoluzione bolscevica.

Irish wolfhound o Levriero Irlandese – è il cane più alto del mondo, utilizzato per la caccia al lupo e all’orso; i Romani li utilizzavano nelle arene contro i leoni e gli orsi. E’ un cane coraggioso e di buon carattere ma temibile se provocato.

 

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I cani nudi

I cani nudiPer “cani nudi” intendiamo i cani senza pelo, fanno parte del primo gruppo che origina dal lupo arabo e indiano. Geograficamente sono divisi in due gruppi: euroasiatico e centrosudamericano.

Ricostruire la storia di questi cani non è stato agevole per la carenza dei reperti fossili, riportiamo qui quanto esposto nel libro “Lupi travestiti” della dott.ssa Barbara Gallicchio, che fa risalire la loro comparsa in Messico a circa 8000 anni fa. Nel periodo seguente (tra 7000 e 1700 anni fa) il cane è strettamente connesso a riti religiosi e spesso si trovano sepolture di cani singoli o in compagnia di umani, sembra quasi che i cani fossero tenuti in maggior considerazione rispetto alle persone. Da queste sepolture è stato identificato il tipo che viveva in Messico: mantello normale poiché la dentatura era normale, taglia media, altezza circa 50 cm. Nel periodo classico (dal 300 al 900 d.C.) il cane era utilizzato come cibo e per cerimonie religiose. Nelle sepolture di questo periodo si riconoscono i primi cani nudi, grazie alla dentatura particolare, e cani a gamba corta.

Nel Mesoamerica sono state identificate tre razze:

  1. Itzcuintli o cane comune
  2. Xoloitzcuintli o cane nudo
  3. Tlalchichi o cane a gamba corta

Con l’arrivo degli europei furono introdotti in queste zone grossi segugi e molossi che misero a dura prova la sopravvivenza dei cani indigeni. Il cane a gamba corta scomparve, forse si trasformò in un cane di taglia molto piccola, progenitore del chihuahua; il cane nudo sopravvisse in alcuni villaggi lontani dalla città e il cane comune continuò ad essere molto diffuso.

La storia del cane nudo è molto particolare: a metà del 1900 l’Associazione Cinofila Messicana incaricò un comitato di procurarsi alcuni cuccioli per rinvigorire la razza che andava verso l’estinzione. 16 esemplari diedero inizio ad un allevamento in cui, però, nascevano anche cani con pelo considerati il frutto dell’imbastardimento portato dagli europei. Allo scopo di liberare la razza da questo imbastardimento i cuccioli con pelo venivano uccisi, ma l’allevamento selettivo non dava i suoi frutti. Il motivo fu chiarito in seguito da Guillermo Schnaas che spiegò come il fenotipo “nudo” fosse legato ad un carattere mendeliano semplice dominante. Il gene dominante che procura l’assenza del pelo è subletale, perciò gli omozigoti per questo carattere muoiono alla nascita e tutti gli eterozigoti che manifestano il carattere nudo produrranno anche figli con pelo. In definitiva la razza Xoloitzcuintli esiste nelle due varietà: nuda e a pelo normale.

La trasmissione genetica del fenotipo “nudo” è stata confermata anche da altri studi che definiscono l’assenza del pelo come tricodontodisplasia autosomica dominante, coinvolge infatti anche la dentatura, mancano i canini e quasi tutti i premolari e in generale la dentatura è più piccola. Altre caratteristiche sono legate a questo carattere: mancano le ciglia è l’occhio è spesso soggetto a lacrimazione e infezioni, la pelle è iperpigmentata, sono sempre presenti peli sul cranio, sulla coda e sulle estremità degli arti.

I cani nudiOltre agli Xoloesistono altre varietà di cani nudi:

  • Perro sin Pelo de Perù, oltre alla varietà nuda anche a pelo corto e frangiato, in tre taglie
  • Chinese Crested Dog, orignario della Manciuria, taglia piccola
  • American Hairless, deriva da una mutazione genetica diversa dalle precedenti, è un cane tipo terrier di taglia piccola.
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Viaggio nel tempo: dal lupo al cane domestico

Viaggio nel tempo: dal lupo al cane domesticoLa prima teoria ( 1953) di Conrad Lorenz, zoologo e padre fondatore della moderna etologia scientifica, attribuiva al cane la progenie da due genitori: il lupo e lo sciacallo. Tuttavia già lo stesso Lorenz, poco più di venti anni dopo, ritrattò gli esiti delle sue ricerche sulla base che la domesticazione portasse sempre con sé una riduzione del volume cranico pari a circa il 25%. Questa riduzione è evidentissima nel passaggio dal lupo al cane, mentre lo sciacallo ha un volume cranico paragonabile a quello del nostro abituale amico a 4 zampe. Altri studi hanno successivamente confermato che il cane deriva esclusivamente dal lupo.

A partire dal Paleolitico, l’uomo ha tentato la domesticazione di varie specie: maiali, ovini, bovini, caprini, cavalli e cani. Tutti gli animali che l’uomo è riuscito ad addomesticare hanno alcune caratteristiche in comune:

  • orientamento positivo verso l’uomo e tolleranza alle manipolazioni

  • capacità di mantenere l’attaccamento anche dopo l’adolescenza

  • socialità e intelligenza sociale

  • robustezza e adattabilità all’ambiente

  • capacità a riprodursi

Ma perchè l’ “uomo del Paleolitico” ha deciso di convivere con un carnivoro, diretto concorrente per il cibo? Quali vantaggi poteva portare questa convivenza?

Probabilmente all’inizio si trattava di commensalismo, cioè il proto-cane viveva e si riproduceva in maniera selvatica, ma usufruiva dell’ambiente creato dall’uomo e si nutriva anche dei suoi avanzi. Già questo era un vantaggio, perchè i cani tenevano puliti i villaggi, svolgevano il compito di spazzini e probabilmente davano segnali di allarme. Gli abitanti dei primi insediamenti umani potevano così dormire tranquilli e riposarsi prima di affrontare la caccia, perchè erano i cani responsabili nell’avvisare di eventuali pericoli.

Il processo di addomesticamento è stato avviato probabilmente circa 15000 anni fa (ci sono anche studi che riportano la data molto più indietro nel tempo ma sembrano meno attendibili), e si è protratto ancora per circa 6000 anni. Durante il Paleolitico, le donne adottavano cuccioli di lupo molto piccoli, prima delle 2-3 settimane di vita, prima che diventassero diffidenti nei confronti dell’uomo e li crescevano insieme ai loro figli, spesso anche allattandoli al seno. Contemporaneamente venivano uccisi i lupi che si mostravano aggressivi, dando il via ad una vera e propria selezione. Durante il Neolitico i cani si sono integrati sempre di più nella vita del villaggio, sono diventati sempre più “collaborativi” nei confronti degli uomini e, in seguito, sono stati utilizzati anche nella caccia, nella guardia degli armenti e perfino nella conduzione del bestiame!

I primi gruppi etnici di cani si sono differenziati a partire da quattro grandi gruppi di lupi:

  1. lupo indiano e arabo – da qui originano i cani ferali dell’Asia occidentale e sud-orientale, i levrieri primitivi, i cani nudi, i levrieri orientali e i segugi

  2. lupo europeo e nordamericano – da qui originano i cani nordici, i cani da pastore, i cani da acqua, i guardiani del bestiame e i molossi

  3. lupo cinese – da qui originano i cani del tibet e i chow chow

  4. lupo giapponese – da qui originano gli spitz giapponesi e il gande cane americano

Dai primi gruppi etnici si sono via via differenziate le razze, spesso esclusivamente per l’intervento operato con la selezione artificiale da parte dell’uomo. Ecco perchè i cani appartenenti ad una stessa razza, mostrano caratteristiche morfologiche molto simili e peculiarità caratteriali. Di frequente si sente parlare di “caratteristiche di razza”, a volte anche con connotazione negativa, facendo intendere che alcuni comportamenti sono determinati geneticamente e, per questo, non modificabili. Ovviamente questo non sempre è vero, le caratteristiche di razza sono per lo più una sorta di predisposizione genetica ad un determinato range di comportamenti, ma non è assolutamente detto che tutti i cani della stessa razza debbano mostrare gli stessi comportamenti. Ogni individuo è sempre diverso dagli altri, ha sue peculiarità e una personalità che dipende, oltre che dalle caratteristiche ereditate geneticamente, anche dall’ambiente in cui vive, dall’educazione ricevuta, dalle esperienze di vita.

Nei prossimi articoli ci occuperemo dei diversi gruppi etnici, e approfondiremo il discorso per alcune razze, scoprendo così che a volte l’uomo ha creato ottimi cani da lavoro o da compagnia, e che in altri casi ha invece provocato un vero e proprio maltrattamento genetico.