Articoli

,

Lupi Alfa? – Video di David Mech

A proposito del comportamento sociale del lupo, David Mech, tra i più grandi esperti al mondo di questa specie, così vicina al cane, ci spiega come stanno le cose in questo video.

Sotto, nel testo, la trascrizione tradotta di quando dice.

 

 

Traduzione e trascrizione a cura di Francesca Grazi (allieva in formazione presso ThinkDog).

—-

<<Nella maggior parte dei casi, l’uso del termine ALFA per descrivere i lupi capobranco non è poi così corretto, in quanto implica che i lupi si siano confrontati e battuti ferocemente per arrivare in cima alla piramide gerarchica del branco.

In realtà essi raggiungono tale posizione semplicemente accoppiandosi con un membro del sesso opposto, con il quale generano una prole che andrà a formare il resto del branco ed è così che diventano i leader naturali… proprio come una coppia di umani che mettono su famiglia [e ne risultano naturalmente i capofamiglia n.d.t].

Invece di usare il termine “alfa”, cioè, anziché dire “maschio alfa” o “femmina alfa”, gli scienziati tendono ormai a definire i lupi di tale rango “maschio riproduttore” e “femmina riproduttrice”… oppure possiamo definirli “mamma lupa” e “padre lupo” e non c’è proprio nulla che stoni in queste definizioni: sono senz’altro migliori del termine “alfa”, più precise e più adeguate.

In realtà io stesso ho una grossa fetta di responsabilità nell’utilizzo [improprio] del termine “alfa” con riferimento ai lupi… nel 1970 ho pubblicato un libro* (di cui al momento esistono circa 110.000 copie in circolazione) nel quale definivo “alfa” i lupi che si trovano in cima alla scala gerarchica del branco; e l’ho fatto perché queste erano le conoscenze scientifiche dell’epoca… ma da quel momento abbiamo fatto grandi passi avanti ed acquisito nuove informazioni!

Il libro è stato pubblicato nel 1970 e nei 35 anni a seguire abbiamo imparato molto sull’argomento; una delle cose che abbiamo scoperto è che l’utilizzo della parola “alfa” risulta decisamente inappropriato per la maggior parte dei lupi capobranco.

È corretto usare il termine “alfa” in un branco “artificiale” in cui si è deciso di inserire –e far convivere– vari lupi provenienti da gruppi diversi, o lupi non imparentati, ecc.: in tal caso essi formerebbero un “ordine gerarchico di branco” o una gerarchia di dominanza e sarebbe possibile definire “alfa” l’animale che si trova nella posizione più alta.

Tuttavia ciò si verifica raramente in natura (direi quasi mai), quindi… questo sarebbe uno dei [pochi] casi in cui si può usare la parola “alfa”…
Un altro caso è quello del branco complesso –o “multiplo”–, con più soggetti riproduttori: a Yellowstone, ad esempio, ci sono stati branchi con ben tre femmine riproduttrici ed in casi come questo la femmina di rango più elevato, che è in genere la madre, si può definire “femmina alfa”. Certo, se si vede la cosa in un’ottica globale, considerando i branchi di lupi che si trovano in tutto il mondo, va detto che questo fenomeno è raramente osservabile. >>

*[Mech, L. D. 1970 – “The Wolf: The Ecology and Behavior of an Endangered Species.” http://www.davemech.org/books.html >>> http://www.upress.umn.edu/book-division/books/the-wolf]

, ,

La dominanza non è un mito: lupi, cani e altri animali – di Marc Bekoff

Ricevo e inoltro da Marc Bekoff…

—————————————–

La dominanza sociale esiste ma è stata fraintesa ed usata impropriamente

Pubblicato il 15 Febbraio 2012 da Marc Bekoff, Ph.D. in Animal Emotions
Articolo originale: clicca qui
Traduzione a cura di Francesca Grazi e Francesca Parisi (allieve in formazione presso ThinkDog)

Il concetto di dominanza sociale non è una leggenda. Una leggenda è una storia inventata. Quello di dominanza era e rimane un concetto molto importante che è stato frainteso ed utilizzato impropriamente, spesso da coloro che non hanno dedicato tempo sufficiente a condurre studi dettagliati sugli altri animali [quelli “non umani”, n.d.t.], inclusi quelli che vivono allo stato brado.

La dominanza è un fatto. Gli animali non-umani (ed anche quelli umani) esercitano dominanza l’uno sull’altro in vari modi. Un individuo potrebbe dominare o controllare (1) l’accesso a varie risorse, inclusi cibo, compagni –potenziali o reali– territorio, zone destinate a sonno e riposo ed anche il luogo che un gruppo percepisce come la “postazione” più al riparo dai predatori; (2) i movimenti degli altri; oppure (3) l’attenzione degli altri, un’idea introdotta da Michael Chance e Ray Larsen. Sebbene le interazioni di dominanza siano rare, esse si verificano ed è per questo che è così importante trascorrere molte ore ad osservare e registrare gli individui noti. Quando iniziamo a conoscere gli individui di un gruppo acquisiamo sempre più informazioni (e sempre più precise) sui loro modi di comunicare una gran varietà di messaggi sociali, inclusi quelli usati nelle interazioni che vedono un individuo controllarne un altro.

La dominanza non è un mito: lupi, cani e altri animali - di Marc BekoffA complicare il quadro interviene il fenomeno della dominanza “situazionale”. Ad esempio, un individuo di basso rango potrebbe riuscire a mantenere il possesso del cibo anche nel caso in cui fosse sfidato da un altro individuo che in contesti diversi lo domina attivamente. Ho visto questo fenomeno ricorrere presso i coyote selvatici, nei cani, in altri mammiferi ed in vari volatili. In questi casi è il possesso ciò che conta. Ho studiato le relazioni sociali e, oserei dire, quelle [specifiche] di dominanza, in un gran numero di specie differenti e qualunque manuale introduttivo sul comportamento animale contiene diverse definizioni e molti esempi di dominanza. Un altro fattoreche interviene a complicare le cose è che il modo in cui la dominanza viene espressa varia molto, sia a livello intraspecifico che interspecifico.

Quello che si è scoperto negli ultimi 30 anni in seguito ad approfonditi studi comparativi sul comportamento è che la dominanza non è un concetto esplicativo semplice ed universale come qualcuno lo ha inteso. Ad esempio, per molti anni si è ritenuto che gli animali dominanti si accoppiassero di più e controllassero l’accesso alle varie risorse. Adesso sappiamo che le cose non stanno necessariamente così per tutte le specie – e neanche per gruppi diversi della stessa specie. Spesso gli animali meno dominanti, o i subalterni, si accoppiano e controllano gli altri in contesti diversi.

Ci sono dunque grandi novità sulla dominanza? Sì e no. Nel 1981 il famoso primatologo Irwin Bernstein pubblicò un saggio molto importante sull’argomento, in cui trattava quanto esposto sopra ed altro ancora. Bernstein ed altri sono fermamente convinti che sia necessario stare molto attenti a non fare di tutta l’erba un fascio perché il concetto di dominanza è utile nonostante le innumerevoli complessità e sottigliezze evidenziate dalle ultime scoperte.

Senza dubbio gli etologi non ritengono che la dominanza sia una leggenda e non l’hanno definita tale. Piuttosto, hanno notato che una spiegazione univoca del concetto, che si basi su un solo inequivocabile significato di dominanza, è fuorviante oltre che semplicistica. Un’eccellente analisi riguardante la dominanza in vari animali è riportata qui.

Il concetto di dominanza è senz’altro un argomento delicato, sia per quanto riguarda il modo in cui viene espresso, sia per come le variazioni individuali nella dominanza sociale influenzano il comportamento. Una definizione troppo limitata non necessariamente può ritenersi valida per specie diverse, all’interno della stessa specie e in differenti contesti. Molti dibattiti nei quali si critica il concetto generale di dominanza sociale sono estremamente istruttivi; tuttavia sostenere che la dominanza sia una leggenda è in contraddizione con quanto sappiamo circa le sottili, fugaci e complesse relazioni sociali di numerosi gruppi di specie viventi e le dinamiche sociali in atto.
Nota: fra i critici della dominanza sociale vi è anche parte di coloro che studiano e/o educano i cani ed è stato questo articolo [scritto da uno di loro, n.d.t.] che mi ha indotto a rivedere il concetto di dominanza. Nel suddetto articolo l’autore scrive: “Il Dott. David Mech, considerato a livello mondiale il maggior esperto di lupi, ha dichiarato che in 13 anni passati a studiare questi animali a Isle Royale, nel Michigan, non ha mai (mia enfatizzazione) assistito ad alcuna dimostrazione di dominanza.” Quando lessi questa affermazione rimasi incredulo e lo sono tuttora. Nel poco tempo trascorso ad osservare i lupi selvatici al Parco Nazionale di Yellowstone ho assistito a dimostrazioni di dominanza in diverse occasioni e anche altri ricercatori segnalano questo genere di interazioni.

Alcune delle preoccupazioni di questo critico sono legittime poiché dobbiamo essere estremamente cauti nel fare generalizzazioni che assimilino il comportamento dei lupi selvatici e in cattività (dai quali derivano i cani) a quello dei cani. È inoltre fondamentale capire che l’uso improprio del concetto di dominanza può portare, ad esempio, una persona a dominare il cane in maniera violenta (video) e questo non è certo il modo corretto, rispettoso e umano di trattare o educare i nostri migliori amici.

Nota 2: qui potete trovare l’articolo di David Mech. È importante notare che lui non rifiuta il concetto di dominanza (e non lo fa neppure qui (video). Scrive infatti: “In modo analogo, sebbene siano subordinati sia ai genitori che ai fratelli maggiori (dominanti), i cuccioli vengono nutriti in maniera preferenziale dai primi e persino dai secondi (Mech et al. 1999). D’altro canto, i genitori dominano i figli più grandi e limitano il loro accesso al cibo quando questo scarseggia, nutrendo invece i cuccioli. Quindi, l’effetto più concreto della dominanza sociale è quello di consentire al soggetto dominante di scegliere a chi destinare il cibo.

Ovviamente c’è grande confusione su questo argomento (così come sull’utilizzo della parola “alfa”) e sembrano esistere leggende anche relativamente a cosa Mech effettivamente pensi al riguardo. Egli sostiene, così come fanno altri, che la nozione di dominanza sociale non sia così universale come affermano alcuni, ma non ne rifiuta l’idea in linea generale.

Nota 3: Qui trovate un altro articolo di David Mech dal titolo “Prolonged Intensive Dominance Behavior Between Gray Wolves, Canis lupus” [“Prolungati ed intensi comportamenti di dominanza nel Lupo Grigio, Canis Lupus”] che mostra chiaramente come egli non rifiuti assolutamente la nozione di dominanza.

In risposta al mio articolo David Mech mi ha scritto:

“Probabilmente non avrò il tempo di leggerlo subito, poiché sto facendo i preparativi per un viaggio che mi porterà all’estero all’inizio della prossima settimana. Tuttavia, una rapida analisi dell’articolo di Kelley è sufficiente a svelare molte delle informazioni sbagliate a me attribuite ed evidenzia una certa disinformazione relativamente alle mie teorie. Questa errata interpretazione e completa disinformazione mi perseguita ormai da anni. In alcun modo io rifiuto il concetto di dominanza.”

La dominanza non è un mito: lupi, cani e altri animali – di Marc BekoffMarc Bekoff

Marc Bekoff, Professore Emerito di Ecologia e Biologia dell’Evoluzione, Colorado University e ricercatore all’Istitute for Human Animal Connection dell’Università di Denver.
Uno dei maggiori scienziati del mondo, padre dell’etologia cognitiva assieme a Jane Goodall, per le sue ricerche che provano l’esistenza delle emozioni dei sentimenti e della morale negli animali  e per il suo instancabile lavoro impegno per una trasformazione radicale del modo in cui ci rapportiamo agli altri animali ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti (Animal Behaviour Society, Guggenheim, Saint Francis of Assisi Award).

Nella collaborazione con ThinkDog ha scritto la prefazione per il libro di Angelo Vaira e rilasciato un’intervista video in occasione del Primo Convegno Nazionale ThinkDog, tenuto nel novembre 2010.