anche i cani sono persone

Anche i cani sono persone. E non è una trovata animalista

Etologi cognitivi e neuroscienziati confermano che i nostri amici animali hanno una personalità

In questa nuova puntata di Animal Minds, online su Corriere.it, Angelo Vaira ci spiega perché anche i cani sono persone. Ma partiamo da un concetto semplice: cosa significa essere una persona?
 

Persona, il significato di una parola antica

Iniziamo subito con il dire che quando parliamo di ‘persona’ ci riferiamo ad una parola che ha un’etimologia antica che significa ‘maschera’/’carattere’, cioè ciò che caratterizza qualcuno, insomma non necessariamente essere umano, come erronemente tendiamo a pensare tutti quanti. Questo implica dunque che qualsiasi essere vivente possa essere definito ‘persona’. Quando parliamo di ‘persona’, parliamo anche di ‘personalità’, chiunque abbia vissuto con un cane e si sia relazionato con altri cani, sa che ognuno di loro, proprio come ognuno di noi, ha una personalità distinta: i cani non sono tutti uguali. E affermare il contrario è una menzogna.
 

La scienza e la persona

Non è solo l’etimologia a dirci che anche i cani sono persone, ma anche la scienza. Mark Bekoff, biologo ed etologo, per esempio, nel suo libro ‘Il pensiero animale, afferma ‘la vita emozionale dei mammiferi superiori è così complessa che non possiamo non affermare che sono persone’. E non solo. Anche Carlo Safina, biologo, nel suo testo ‘Al dì là delle parole’, descrive le diverse personalità degli animali e i differenti modi che utilizzano per esprimerle. Così anche Gregory Berns, neuroscienziato, autore del libro ‘Come i cani ci amano’, ha pubblicato un articolo sul New York Times dal titolo ‘Anche i cani sono persone’. Gli scienziati dunque ci dicono che gli animali, tutti, sono persone (e gli esseri umani sono animali, non dimentichiamo). 
 

Animali, persone per legge

Se l’etimologia e la scienza non dovessero bastarci a considerare gli animali come persone, ecco che anche la giurisprudenza si muove a sostegno di questa consapevolezza. L’orango Sandra di 29 anni, in Argentina, è stata dichiarata dalla Corte dei Giudici di Buenos Aires ‘persona non umana’ e per questo ha ottenuto di essere tolta dallo zoo in cui viveva per essere trasferita in un santuario dove poter vivere più in linea con le sue necessità di specie. E ancora, in India i delfini sono stati dichiarati ‘persone non umane’. 
 

Diritti, personalità e persone

Considerare gli animali persone, significa anche dover attribuire loro alcuni diritti. Ma non solo. Se accettiamo che il nostro cane sia una persona, dobbiamo allora accettare che sia un essere senziente, in grado di provare emozioni e di pensare, dotato di una personalità da rispettare. Per sottolineare l’importanza dei diritti degli animali come persone, Angelo Vaira ha effettuato un cammino, da San Francesco a Papa Francesco, che si ripeterà tutti gli anni, intorno al 4 ottobre, la Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali. 
 

Le conseguenze del considerare gli animali persone

Nel momento in cui consideriamo il nostro cane una persona, con tutto ciò che compete essere una persona (pensare, provare emozioni e avere desideri), dobbiamo allora rivedere il modo in cui ci relaziamo con lui: non potremo più allora sostenere di rispettare e amare il nostro cane, come sostengono i cacciatori nei confronti del loro ‘aiutante’, se lo teniamo chiuso in un serraglio da cui lo facciamo uscire solo per le battute di caccia. Un cane, così come un essere umano, in quanto entrambi persone, se chiusi in una gabbia, devono essere liberati. Parlando invece del nostro cane domestico, dobbiamo ricordarci che la sua personalità, come quella dei figli, è influenzata dalla vita che gli facciamo fare, dalle esperienze che gli facciamo vivere e dalle emozioni che gli facciamo provare: allora dobbiamo chiederci se comunichiamo correttamente, se ci giochiamo, se ho fiducia, se ho empatia verso di lui. Lo sviluppo della personalità del nostro cane non modifica solo la sua qualità della vita, ma anche la nostra: la relazione con il cane è una crescita comune. 

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