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Come possiamo essere una guida emotiva per il nostro cane

Come possiamo essere una guida emotiva per il nostro cane

Per aiutare il nostro cane in difficoltà dobbiamo prima di tutto renderci conto di quanto le nostre emozioni possano influire sul modo con cui lui reagisce agli stimoli esterni del mondo, in pratica dobbiamo renderci conto di essere leader emotivi: ma cosa significa?
Ce lo spiega Angelo Vaira nella nuova puntata di Animal Minds online su Corriere.it.

Leadership emotiva, cosa significa

Con il termine ‘leadership emotiva’ ci riferiamo alla nostra capacità di influenzare le emozioni del nostro cane, soprattutto quando si trova in situazioni di difficoltà, poiché il modo in cui noi rispondiamo agli input dell’ambiente arriva direttamente al nostro amico a 4 zampe che reagisce di conseguenza, in particolare quando con lui abbiamo stretto un profondo legame.

Come possiamo aiutare emotivamente il nostro cane?

Considerata dunque per esempio una situazione in cui il nostro cane ha paura, comportarci spaventandoci anche noi non lo aiuta, anzi, gli permette di rinforzare questo sentimento e di credere che abbia ragione ad essere intimorito.

Cosa possiamo e dobbiamo fare dunque?

Esistono tre vie:

Il corpo – il nostro modo di usare il corpo, la gestualità e la posizione del nostro corpo nello spazio influenzano alcuni parametri fisiologici del cane. Per esempio, una postura dritta e sicura (schiena dritta, spalle larghe), influenza il rilascio di cortisolo nel cane (il cortisolo è l’ormone legato allo stress), abbassandolo, mentre aumenta il testosterone, tutto ciò fa dunque sentire il cane più tranquillo. Diversamente, le posture chiuse e raccolte fanno aumentare il cortisolo e abbassare il testosterone. Questo significa che se vogliamo trasmettere sicurezza al nostro cane, dobbiamo innanzitutto noi stessi avere una postura adeguata e quindi sicura.

La voce – anche il modo in cui utilizziamo la voce influenza il nostro cane, se siamo insicuri, tremanti e nella nostra testa ci raccontiamo ciò che stiamo vedendo come qualcosa di cui preoccuparci, di conseguenza il nostro cane si sentirà giustificato ad avere paura. Questo non significa negare la difficoltà di una situazione, ma comprendere il modo in cui la affrontiamo: un conto è dire ‘oddio e ora cosa faccio?’, diverso è dire ‘ok, questa è la situazione, ecco come posso affrontarla e superarla’, agendo poi di conseguenza.

La mente – possiamo trasmettere tensione al nostro cane anche solo pensando che una data situazione potrà essere rischiosa, facendoci insomma delle preoccupazioni mentali preventive, influenziamo lo stesso cane.

Ma come avviene questa trasmissione ‘emotiva’?

Il nostro cane non ci legge nella mente, il nostro cane comunica e percepisce la comunicazione proprio attraverso questi tre elementi, che provengano da noi o da altri cani, ed è proprio per questo che è in grado di ‘leggerci’ molto più di quanto pensiamo e vogliamo.

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