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premiare il cane

E’ giusto dare il bocconcino per premiare il cane?

Il rinforzo positivo mediante l’elargizione di cibo è uno dei metodi di addestramento più diffusi. Se però il cane non lo vogliamo addestrare ma ci interessa costruire una relazione il lavoro che fa fatto è un altro

Bocconcino sì o bocconcino no?

Nell’ambito dell’educazione cinofila, un argomento spesso oggetto di diatribe è il bocconcino, e cioè l’utilizzo del cibo per far fare al cane qualcosa che vogliamo noi.

Se da un lato c’è chi sostiene che debba essere utilizzato per premiare un comportamento positivo del cane, dall’altro c’è chi condanna il bocconcino perché nato dalle scienze del comportamento e lo ritiene uno strumento che ‘cancella’ la cognizione del cane.

Angelo Vaira, in questa nuova puntata di Animal Minds, online su Corriere.it, ci spiega quale sia il modo migliore per utilizzare il bocconcino senza minare la capacità di ragionamento del nostro cane.

Dai pesci rossi ai cani

All’interno del suo libro ‘Don’t Shoot the Dog’, Karen Pryor spiega i meccanismi del rinforzo positivo (ad esempio dare un bocconcino ad un animale come premio del comportamento corretto messo in atto), nel testo vengono sottolineati i mutamenti della personalità in relazione a questo rinforzo.

Come citato anche nel libro di Angelo, ‘Dritto al cuore del tuo cane’, il testo recita: “Ho insegnato col modellamento ad un Cichlidae (un pesce rosso) a nuotare attraverso un anello. Anche se questi pesci sono conosciuti per la loro docilità e intelligenza, non ne avevo mai visto uno arrivare a tanto.

Questo esemplare era diventato il re di casa, schizzava l’acqua, batteva sul coperchio dell’acquario per attirare l’attenzione, si avvicinava ai nasi dei bambini dietro al vetro e minacciava i cani ospiti allargando al massimo le pinne e le branchie e simulando degli attacchi.

È diventato giocherellone, intelligente, curioso e amichevole fino all’inverosimile, per tutti e 5 gli anni in cui è vissuto, anche se, essendosi ritirato dalle “scene” tempo prima, ha poi ricevuto tutto il cibo gratis”.

Ciò che affascina di questo racconto, non è tanto la capacità del pesce rosso di aver appreso a passare attraverso il cerchio, ma il mutamento della sua personalità.

La personalità del cane può cambiare

I cani cambiano personalità nel corso della loro vita, quando da cuccioli diventano adulti ad esempio, nel momento cioè in cui si modifica l’assetto ormonale, e così via via nel tempo, proprio come succede a noi.

Ciò che modifica la nostra personalità, così come quella del cane, sono le esperienze vissute, siano esse positive o negative, come i traumi.

Personalità e bocconcini

Skinner, uno dei più noti comportamentisti, spiega che dando un bocconcino ad un cane nel momento in cui mette in atto un determinato comportamento, questo tende a ripetere quel comportamento più frequentemente.

Ma l’approccio mentalistico, che osserva cosa succede nella mente del cane, sostiene che l’arrivo del bocconcino può essere interpretato in maniere differenti: ad esempio il cane si chiede cosa deve fare per risolvere un problema e arrivare al bocconcino, e lo fa attraverso quel processo cognitivo conosciuto come ‘problem solving’.

Questo dimostra che il bocconcino in sé non ‘spegne’ la capacità di ragionamento del cane, ma è il modo in cui noi lo utilizziamo.

Come utilizzo il bocconcino?

Viene da chiedersi allora come debba essere utilizzato il bocconcino, se vogliamo usarlo.

Se noi utilizziamo il bocconcino per fare mille diverse richieste al cane, dal richiamo, al seduto, fino al ‘dammi la zampa, trasformandolo nell’unico modo che abbiamo per comunicare con lui, in poco tempo ci trasformiamo da ‘compagni di vita’ a ‘dispenser’ agli occhi del nostro amico a quattro zampe.

Diversamente, se noi per primi utilizziamo il bocconcino con cognizione, e quindi con l’obiettivo di stimolare il cane a ‘metterci la testa’, osservandone i processi cognitivi che mette in atto, gli stiamo dando l’opportunità di crescere, di migliorarsi e di diventare più abile e sicuro di sé.

Questo agevola anche la stessa relazione perché cane e persona, insieme, ‘lavorano’ per arrivare ad un obiettivo, che può essere il bocconcino, ma anche un gioco.

Insomma, il bocconcino può essere un modo per fare attività con il nostro cane che, attraverso il problem solving, cresce, ma non può e non deve essere l’unico se vogliamo instaurare una relazione.

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