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Adottare un cane, istruzioni per l’uso.

La consulenza preadottiva, il momento più importante. E una volta a casa, iniziare una vita insieme con il piede giusto!

L’adozione di un cane è sempre un’emozione indescrivibile: l’arrivo di un nuovo amico, di un individuo che in pochissimo tempo modificherà tutte le abitudini familiari, di un compagno senza il quale non riusciremo più a resistere.
Molto spesso, sono i bambini ad avanzare questa richiesta e il che di per sé non è un problema se la scelta è condivisa con tutti gli altri membri della famiglia e se oneri e onori sono ben chiari fin dal principio.
L’arrivo di un membro a quattro zampe in famiglia, specialmente per chi non ne ha mai avuto uno nella propria vita, è infatti un evento davvero eccezionale e di radicale importanza nella routine quotidiana.

Prima dell’adozione, cosa serve sapere.

Le motivazioni alla base di questa scelta possono essere davvero moltissime: dal desiderio di una compagnia per le proprie giornate, alla volontà d’avere un amico con cui condividere le proprie passioni fino anche all’ambizione di “possedere” una determinata razza per ragioni di tipo estetico oppure utilitaristico, pensando quindi di adottare quella particolare tipologia di cane affinché sia di supporto in una determinata attività lavorativa.
Molto spesso però questa delicata fase, detta “preadottiva” viene affrontata con davvero troppa superficialità e di frequente basandosi solo su leggende metropolitane e luoghi comuni. È infatti indispensabile prendere in considerazione l’idea che il cucciolo che si sceglie, come avviene in moltissimi casi, sarà in brevissimo tempo un adulto e molto presto inizierà a manifestare tutte le caratteristiche specifiche della sua razza o del mix di razze, nel caso di un meticcio. Da qui si capisce
l’importanza di rivolgersi a figure esperte, nello specifico un educatore cinofilo, che sappia orientare gli adottanti alla scelta migliore sia per il nucleo familiare, sia per il cane stesso perché non dobbiamo dimenticare che una buona convivenza e una vita felice insieme possono esistere solo e solamente se ambo le parti vedono rispettate le proprie necessità. Un educatore o un volontario di canile, ovviamente con un’adeguata preparazione, sono quindi in grado di riconoscere il profilo etologico del cane in questione, le esigenze di quel determinato soggetto e comprendere se l’adozione che stiamo valutando possa essere idonea o meno.
Quante volte abbiamo sentito parlare di cani acquistati solo perché molto belli esteticamente, senza minimamente conoscere le caratteristiche comportamentali di quella razza?
O cuccioli adottati in canile “spacciati” per cani di piccole dimensioni e da compagnia, per poi ritrovarsi nel giro di qualche mese un mix cane da caccia di taglia medio grande con esigenze tutt’altro che semplici da soddisfare, specialmente se si pensa a famiglie composte da persone anziane o molto impegnate?
E infine, le ormai arcinote staffette dal Sud, ancora troppo spesso gestite senza le minime competenze e attraverso le quali si consente agli adottanti di scegliere un cane attraverso una foto, farlo viaggiare per centinaia di km per poi consegnare a mani spesso inesperte cuccioli con mille problematiche, spesso fobici nei confronti del contesto cittadino o strappati troppo presto alla madre con tutti i disagi che questa condizione comporta? Affidarsi ai consigli e alla guida di una figura competente serve anche e soprattutto a questo: creare i presupposti essenziali per una convivenza felice.
E ora inizia la vita insieme al cane, un passo alla volta, con i consigli giusti.

Finalmente a casa. Che si fa adesso?

Esattamente come avviene per la fase preadottiva, è fondamentale affidarsi a una figura professionale che sappia guidare gli adottanti nell’impostazione di una corretta buona educazione. Sia che si tratti di una prima esperienza con un cane o meno, poco conta: le prime fasi dell’adozione sono spesso le più delicate, quelle in cui vengono impostate regole basilari, in cui s’inizia a comprendere i bisogni del cane che si ha di fronte e il “fai da te” non è esattamente una buona idea!
Il luogo comune secondo cui il cucciolo è una figura plasmabile secondo le nostre esigenze e volontà e ovviamente del tutto errato: chi non ha mai sentito pronunciare la classica frase “voglio un cane di pochi mesi, così lo cresco come dico io!”. Ecco, niente di più inesatto. In realtà, l’adozione di un adulto, dal carattere già formato presenta molte meno sorprese di quanto non possa avvenire con un cane molto giovane! Le caratteristiche comportamentali sono infatti il risultato di un bagaglio esperienziale e genetico; le esperienze vissute – nel caso di un cucciolo ad esempio è importantissimo il legame d’attaccamento con la madre, ma resta imprescindibile il prendere in considerazione le motivazioni di quella specifica razza (o mix di più razze). Vale sempre il classico esempio del Jack Russell, sponsorizzato come adorabile cagnolino da compagnia adatto un po’ a tutte le stagioni, di piccole dimensioni e facile gestione: niente di più errato. Conoscere la storia di questa specifica razza, delle sue esigenze, per quali ragioni sia stata selezionata preverrebbe moltissime adozioni infelici. Proprio per i motivi elencati, è di fondamentale importanza affidarsi a una figura competente, che sappia fare chiarezza su dubbi quotidiani e correggere fin dal principio eventuali problematiche che se trascurate potrebbero sicuramente ingigantirsi con il passare del tempo. Un professionista che sappia demolire le mille leggende metropolitane, nella stragrande maggioranza dei casi del tutto errate, che ruotano intorno al mondo della cinofilia e che aiuti gli adottanti a costruire una relazione sana e felice con il proprio cane.
Perché in fondo è proprio per questo che si sceglie di adottare, per essere più felici, insieme.

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2 commenti su “Adottare un cane, istruzioni per l’uso.”

  1. Sibilla Hellrigl

    Bellissimo articolo! Nel mio vicinato ne vedo “on mass” di cuccioli presi solo perché é figo avere un cane di questa o quell’altra razza. Cuccioli che una volta cresciuti, lasciati soli per giornate intere senza interazione con la famiglia. E fa male al cuore vedere quanto poco rispetto si porta a queste creature stupende. Io un cane lo vorrei tantissimo ma vivendo una situazione fisica di disabilità non credo di essere capace di gestire le esigenze del cane, anche se magari in molte cose quotidiane potrebbe essere di grande aiuto. Allora piuttosto che prenderlo e dopo doverlo dare via, ci rinuncio.

  2. Ciao, l’articolo è interessante, però lascia l’amaro in bocca della sensazione di rischiare di sbagliarsi nell’adozione. Si parla di affidarsi ad una figura professionale e non si può che essere d’accordo ma anche su questo non è ben chiaro a che livello di consigli bisogna affidarsi. Ho intenzione di adottare un cane. Con lui voglio condividere la mia nuova vita a sei zampe. Sto riflettendo sulla possibilità di formarmi io come figura professionale per questa nuova esperienza. Non so invece se prima procedere all’adozione o se prima partecipare ad un vostro corso di formazione di primo livello. So che a Bologna dove abito il canile prima di procedere ad una adozione fa compilare una schede molto dettagliata sulle motivazioni e questo la trovo già una guida iniziale importante. Grazie dell’attenzione

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