Aree Cani: a chi piacciono davvero?

aree cani

Comodità per i proprietari o reale spazio di socializzazione e gioco?

In ogni città e quartiere possiamo trovare aree cani: spazi recintati più o meno grandi, più o meno ben organizzati con attrezzi, ostacoli, ciotole per l’acqua, zone d’ombra e panchine per i proprietari.
E possiamo tranquillamente affermare che le aree cani sono sempre molto frequentate, in città soprattutto, dove la mancanza di zone rurali di campagna, lontane da strade e pericoli si fa sentire.
Come per qualsiasi altro luogo di ritrovo sociale, è abbastanza naturale che in ogni quartiere urbano si crei un vero e proprio gruppo, molto spesso chiuso, di cani e proprietari abitudinari e amici che a una tal ora, quotidianamente o quasi, si ritrovano al parco e via, tutti insieme a giocare in area cani!

Il pensiero comune vuole che questi momenti di condivisione siano un modo per permettere ai cani di socializzare, giocare, per fare quattro chiacchiere fra proprietari e ovviamente, l’uscita in area cani molto spesso finisce con il sostituire la passeggiata al guinzaglio. Perché sì, la convinzione è quella che il cane in area cani sia libero di “sfogarsi”.

 

Ci siamo mai posti il dubbio che le cose non stiano esattamente così?

Sarebbe ora necessario entrare un pochino nel merito della faccenda e analizzarla punto per punto. Innanzitutto il concetto di libertà. Perché bisogna in primis sottolineare come l’area cani non sia minimamente comparabile a una passeggiata nei campi o in collina, senza guinzaglio, il naso a terra perso nella moltitudine di stimoli olfattivi che solo un ambiente naturale, abitato da selvaggina e attraversato da vento, sole e pioggia, può offrire.

Se è vero che nelle zone di sgambo il cane può muoversi senza guinzaglio, resta pur sempre l’enorme limite di qualsiasi spazio recintato, di cui il cane è perfettamente consapevole.
In secondo luogo, la tanto millantata socializzazione, argomento da “maneggiare con cura”. Siamo davvero sicuri che un gruppo di cani, chiuso in un recinto di dimensioni più o meno ridotte, abbia la possibilità d’interagire in maniera corretta?

Quante volte si creano scontri, piccole baruffe?
Quante volte i cani invece riescono realmente a giocare, comunicare ed interagire correttamente fra loro? Quante volte vediamo cani restare incollati al proprietario o seduti davanti al cancello d’ingresso dell’area cani? Siamo proprio sicuri che si stiano divertendo?
Per non parlare poi di quando all’improvviso spunta una pallina o qualche biscotto.
Resta anche da considerare il fattore “gruppo chiuso”: molto spesso le nostre abitudini ci portano ad avere orari ben precisi e prefissati in cui dedicarci al nostro cane. In più, un po’ per pigrizia, un po’ per comodità, è facile che si frequenti sempre lo stesso parco, percorrendo lo stesso itinerario tutti i giorni e incontrando quindi i medesimi cani e proprietari. Se oltre a questo aggiungiamo lo spazio recintato dell’area cani, è facile capire come la vita del nostro cane possa diventare routinaria e noiosa.
L’area cani può facilmente diventare il surrogato pubblico di ciò che rappresenta il giardino di proprietà: uno spazio chiuso, fisicamente delimitato, in cui il cane molto spesso viene lasciato solo ad annoiarsi o non guidato nelle interazioni con i suoi simili, con tutto ciò che questo può comportare.

 

E se provassimo a rivoluzionare questa routine insieme al nostro cane?

Insomma, nessuno vieta d’utilizzare di tanto in tanto la comodità dell’area cani sotto casa, d’incontrare amici bipedi e non al parco, ma sommando tutti i fattori descritti poco fa, non sarebbe meglio impiegare qualche minuto in più, spostarsi nella campagna o nel bosco più vicini e godersi una passeggiata con il proprio cane?
Lasciarsi guidare alla scoperta di luoghi nuovi, profumi, incontri canini e umani, imprevisti anche?

Cambiare le nostre abitudini quotidiane per loro e per noi stessi, dedicandoci reciprocamente del tempo di qualità?

I cani sono il nostro tramite con il paradiso. Sedersi con un cane su di una collina in uno splendido pomeriggio è come tornare all’Eden, dove non fare nulla non era noioso, era la pace”, diceva Milan Kundera.

In fondo, non è proprio per questo che decidiamo di adottare un cane?

11 commenti
  1. barbara
    barbara dice:

    ho letteralmente i brividi a leggere questo articolo, perchè è esattamente quello che ‘sento’ io personalmente; noi abitiamo in una zona dove c’è anche la possibilità di fare passeggiate nei campi, sulle colline ai piedi dei calanchi … tutte le mattine con la mia Astra facciamo una bella passeggiata per raggiungere un luogo che io amo tantissimo e lei pure; è vero, più o meno il tragitto è sempre quello e anche il posto, ma, potendola liberare (anche se non senza ansia perchè tende ad inseguire la selvaggina e munita di gps) la vedo correre su e giù per la collina, inoltrarsi nel boschetto e poi uscire da un passaggio ‘segreto’; la vedo ‘ridere’, mentre corre assieme ad un’amica … io nel frattempo scambio due chiacchiere col padrone della sua amica o raccolgo quando fungo; quando ci troviamo da sole proviamo insieme a vedere cosa c’è più in là o ci fermiamo ad ascoltare i rumori del bosco mentre il sole nasce al di là dei calanchi … e tutto questo a meno di un km a piedi da casa … l’unica cosa che potrebbe migliorare ancora di più questi momenti fantastici sarebbe riuscire a restare più tranquilla quando le due cagne spariscono proprio alla vista ma ci sto lavorando 🙂 è la passeggiata che preferiamo, poi qualche volta ci troviamo anche in qualche sgambamento però è chiarissimo che la mia Astra preferisce la passeggiata del mattino in cui può fare, come le dico sempre’ la ‘selvaggia’ 🙂

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  2. Anonimo
    Anonimo dice:

    Buon giorno Irene, concordo in pieno col tuo pensiero, io vivo in collina /campagna e i miei nasi sono abituati a passeggiate in mezzo ai campi e boschi, unico hendicap, è che li devo tenere al guinzaglio, xche zona faunistica piena di cacciatori, in più sono due Grey e una galga salvati da corse nei cinodromi e dalla caccia alla lepre. Il mio più grande desiderio è vederli correre in libertà, ma visto il loro passato ho paura che scappino e non facciano più ritorno.

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    • Sabrina
      Sabrina dice:

      Io ho due galgo, uno dei due parecchio traumatizzato, e li libero tranquillamente! Credimi, nessuno più di loro può apprezzare la libertà! Ovviamente la libertà va costruita con criterio, magari con l’aiuto di una persona esperta, se non te la senti, ma ti prego, non negargliela solo perchè sono levrieri.

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  3. Paola costa
    Paola costa dice:

    Avete ragione! Ma avete pensato ai vecchietti nelle città (piccole o grandi) che godono della compagnia del proprio amico, che riescono a malapena a sfamarlo ed a fargli fare il giretto intorno all’isolato? Non me la sento di dir loro che sbagliano, che fanno del male ai pelosetti…e a chi per mille motivi non può portare il cane giornalmente chissà dove..gli leviamo l’amico? Li giudichiamo aguzzini? O meglio….li giudichiamo? Ognuno fa quello che può con amore, molto amore! È questa l’altra faccia degli “sgambatoi”!

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    • Irene Donegana
      Irene Donegana dice:

      Ciao Paola,
      ovviamente ci sono casi e casi, l’articolo si riferisce più che altro a chi utilizza le aree cani per “prassi”, per comodità ed abitudine pur avendo la possibilità di creare delle alternative!
      Il fine è quello di lasciare uno spunto di riflessione, non certo un giudizio! 🙂

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    • Teodoro Raco
      Teodoro Raco dice:

      Ciao Paola! Il senso dell’articolo, da quello che ho letto, non è quello di giudicare negativamente chi, per motivi vari, sceglie di far sgambare il cane in un’area recintata.
      L’articolo cerca, innanzitutto, di renderci consapevoli sulle dinamiche che si possono venire a creare all’interno delle aree cani, dai cani che si mettono a ringhiare contro chi si avvicina alla rete di confine, ai proprietari che si mettono a chiacchierare tra loro o al cellulare, perdendo l’attenzione del loro cane, fino ai conflitti tra i cani stessi nel momento in cui trovano una risorsa per cui competere (palline, cibo, acqua, femmina contesa, ecc.).
      L’altra finalità è quella di evidenziare come ci siano delle attività all’aperto che possono gratificare molto di più il cane e la nostra relazione con lui, come le passeggiate nel bosco o anche in città, intervallate da attività ludiche da fare assieme.
      Cosa importante, ciò che conta di più è spezzare le routine negative.
      Anche a me capita di portare il cane in aree recintate, ma evito che diventi un’abitudine, lo porterò un giorno là e poi il giorno dopo andiamo a passeggiare in un prato o anche per strada, ricordandomi di coccolarlo ogni tanto.
      Ovviamente ognuno fa le cose in base alle sue possibilità ed alle sue conoscenze. Proprio per questo è importante allargare le conoscenze delle persone, in modo tale che quando si hanno le possibilità si può migliorare il benessere del cane e la nostra relazione con lui.

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  4. Paola
    Paola dice:

    Condivido q e sono perfettamente d accordo ed è quello che faccio con i miei cani ogni giorno da quando abio fuori città. Parchi e tragitti modificati x nn annoiare o annoiarni ogni giorno. Raramente aree cani che trovo piccole mal tenure e mal frequentate e molto spesso piccole Esco con i miei cani x farli distrarre e nn x incontrare persone noiose e non mi interessa sentire discorsi e bla bla bla perche amo vedere i miei cani come si comportano insieme. Ogni tanto poi aree cani noleggiate pet fare qualche corsa in piu visto che sono dei levrieri. Appena posso vado anche via in luoghi magari a loro sconosciuti.

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  5. Hope
    Hope dice:

    Condivido quanto scritto e pure a me piacerebbe tanto potet andare a fare una bella passeggiata col mio cane che corre libero…ma la mia se la lascio libera parte e puó tornare dopo ore

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  2. […] un articolo pubblicato su Thinkdog , Irene Donegana si chiede se le aree per cani siano davvero apprezzate dai nostri amici a quattro zampe. In […]

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