Möbius: un modello all’approccio empatico verso il cane

In rete si trovano diverse definizioni che descrivono il nastro di Möbius*.  Questo particolare esempio di superficie, prende il suo nome come abbiamo visto dal matematico tedesco August Ferdinand Möbius, che ne rivelò e descrisse le proprietà nel XIX secolo. 

Si tratta di una semplice figura che ha delle proprietà davvero uniche.
Nella nostra quotidianità, siamo abituati a rapportarci con oggetti che hanno solitamente due o più superfici delimitate da bordi. In pratica non è possibile passare da una superficie all’ altra, senza dover superare un angolo o un bordo. L’esempio classico è quello di una strisciolina di cartone che ha due facce o superfici ben distinte. Qualora volessimo passare da un piano ad un altro, dovremmo necessariamente superare un bordo che ne delimita la superficie.
Potremmo definire le facce di questa striscia, una come la vita dell’umano e l’altra quella del cane.
Fanno parte dello stesso sistema, viaggiano in parallelo, ma oltre ad essere su due piani distinti, sono separate da ostacoli (i bordi) che “delimitano” le differenze intraspecifiche di ognuno.

Ma cosa c’entra il nastro di Möbius, come proposta molto umile di un modello di pensiero alla relazione con il cane?

Ho iniziato a scrivere questo pensiero ormai molti mesi fa, ma solo ora riesco ad intravedere la forma che avrei voluto dargli.
In questo periodo della mia vita, dove meditazione e riflessione trovano più spazio rispetto al passato, c’è un concetto sul quale rifletto spesso ed è quello dell’interconnessione del tutto.
Tutto quello che ci circonda è interconnesso, ogni cosa è influenzata da quello che la circonda e i limiti, spesso, sono esclusivamente nella nostra mente.

Cos’è un limite, ce lo siamo mai chiesto?

Il vocabolario ci suggerisce: Confine, linea terminale o divisoria, l’estremo grado a cui può giungere qualche cosa. Il termine spaziale o temporale o comunque quantitativo che non può o non deve essere superato o il cui superamento ha per effetto un mutamento di condizioni. In senso più astratto, confine ideale, livello massimo, al disopra o al disotto del quale si verifica normalmente un determinato fenomeno e così via.

Ogni giorno la nostra mente crea dei confini e dei limiti, così come un confine geografico non si trova da nessuna parte se non sopra una cartina e nella nostra mente, per convenzione, comodità e semplificazione, abbiamo riempito la nostra vita di confini che non esistono o per lo meno, abbiamo attribuito a quello che si trova oltre questi confini il concetto di diversità.

Diverso da chi, da cosa?


Tutto quello che ci circonda è formato da elementi che possiamo ritrovare nella Tavola Periodica degli Elementi.

Allora, se osserviamo il mondo in questo modo, capiamo anche che non c’è separazione tra le cose e tutto è formato da elementi della stessa medesima tavola.

Avrete spesso sentito parlare de “l’effetto farfalla”.

Riporto dal web: In matematica e fisica l’effetto farfalla è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di “dipendenza sensibile alle condizioni iniziali”, presente nella teoria del caos. L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

Cosa c’entra tutto questo nella relazione con il cane?

Se partiamo dal concetto che tutto è interconnesso, che tra noi e il cane il confine è dato solo da un rimescolamento diverso degli stessi elementi di cui tutti siamo formati, capiamo bene che le nostre differenze non esistono realmente ma possono essere punto di partenza per arricchire le nostre vedute.

Il nastro di Möbius è un perfetto elemento che ci può aiutare a capire come due realtà apparentemente differenti, con strade differenti, in realtà possono viaggiare sullo stesso piano. Applicando una torsione di 180° ad una striscia di nastro e unendo le due estremità, percorrendo il piano con una linea, non vi saranno più confini da superare tra una superficie e l’altra.

È davvero stupefacente. Non è più necessario superare un confine per trovarsi dall’altra parte.

Elemento fondamentale affinché si crei questa condizione è la torsione di 180° che nella relazione con il cane identificherei come “Empatia” e in questo modello come “Rotazione Empatica”.
Quando mi ruoto, giro il mio punto di vista, non ci saranno più confini tra chi sono io e chi è il mio cane, viaggeremo entrambi sulla stessa strada.

*August Ferdinand Möbius è stato un importantissimo matematico e astronomo vissuto tra il 1790 e il 1868.
Discendente da parte di madre di Martin Lutero e studente di Carl Friedrich Gauss. Il nastro di Möbius a cui faremo riferimento è stato in realtà scoperto poco prima in modo indipendente da Johann Benedict Listing, Möbius però fu il primo a spiegarne le proprietà topologiche. Troviamo riferimenti al nastro di Möbius nell’arte, nella letteratura e anche nella cinematografia, nonché in meccanica nelle cinghie di distribuzione utilizzate nelle vecchie trebbiatrici. Lo stesso simbolo internazionale del riciclaggio dei rifiuti è un esempio del nastro di Möbius.

Per approfondire il tema empatia e approccio empatico con il cane trovi altri articoli qui.


Articolo a cura di
Mirko Giorgilli – Educatore Cinofilo/Istruttore in formazione ThinkDog – Ficss
Dog Life Coach – Agevolatore & Coach Della Relazione Uomo-Cane


Editing
Ester Nuzzo
Redazione ThinkDog

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