Aree Cani: a chi piacciono davvero?

Comodità per i proprietari o reale spazio di socializzazione e gioco?

In ogni città e quartiere possiamo trovare aree cani: spazi recintati più o meno grandi, più o meno ben organizzati con attrezzi, ostacoli, ciotole per l’acqua, zone d’ombra e panchine per i proprietari.
E possiamo tranquillamente affermare che le aree cani sono sempre molto frequentate, in città soprattutto, dove la mancanza di zone rurali di campagna, lontane da strade e pericoli si fa sentire.
Come per qualsiasi altro luogo di ritrovo sociale, è abbastanza naturale che in ogni quartiere urbano si crei un vero e proprio gruppo, molto spesso chiuso, di cani e proprietari abitudinari e amici che a una tal ora, quotidianamente o quasi, si ritrovano al parco e via, tutti insieme a giocare in area cani!

Il pensiero comune vuole che questi momenti di condivisione siano un modo per permettere ai cani di socializzare, giocare, per fare quattro chiacchiere fra proprietari e ovviamente, l’uscita in area cani molto spesso finisce con il sostituire la passeggiata al guinzaglio. Perché sì, la convinzione è quella che il cane in area cani sia libero di “sfogarsi”.

 

Ci siamo mai posti il dubbio che le cose non stiano esattamente così?

Sarebbe ora necessario entrare un pochino nel merito della faccenda e analizzarla punto per punto. Innanzitutto il concetto di libertà. Perché bisogna in primis sottolineare come l’area cani non sia minimamente comparabile a una passeggiata nei campi o in collina, senza guinzaglio, il naso a terra perso nella moltitudine di stimoli olfattivi che solo un ambiente naturale, abitato da selvaggina e attraversato da vento, sole e pioggia, può offrire.

Se è vero che nelle zone di sgambo il cane può muoversi senza guinzaglio, resta pur sempre l’enorme limite di qualsiasi spazio recintato, di cui il cane è perfettamente consapevole.
In secondo luogo, la tanto millantata socializzazione, argomento da “maneggiare con cura”. Siamo davvero sicuri che un gruppo di cani, chiuso in un recinto di dimensioni più o meno ridotte, abbia la possibilità d’interagire in maniera corretta?

Quante volte si creano scontri, piccole baruffe?
Quante volte i cani invece riescono realmente a giocare, comunicare ed interagire correttamente fra loro? Quante volte vediamo cani restare incollati al proprietario o seduti davanti al cancello d’ingresso dell’area cani? Siamo proprio sicuri che si stiano divertendo?
Per non parlare poi di quando all’improvviso spunta una pallina o qualche biscotto.
Resta anche da considerare il fattore “gruppo chiuso”: molto spesso le nostre abitudini ci portano ad avere orari ben precisi e prefissati in cui dedicarci al nostro cane. In più, un po’ per pigrizia, un po’ per comodità, è facile che si frequenti sempre lo stesso parco, percorrendo lo stesso itinerario tutti i giorni e incontrando quindi i medesimi cani e proprietari. Se oltre a questo aggiungiamo lo spazio recintato dell’area cani, è facile capire come la vita del nostro cane possa diventare routinaria e noiosa.
L’area cani può facilmente diventare il surrogato pubblico di ciò che rappresenta il giardino di proprietà: uno spazio chiuso, fisicamente delimitato, in cui il cane molto spesso viene lasciato solo ad annoiarsi o non guidato nelle interazioni con i suoi simili, con tutto ciò che questo può comportare.

 

E se provassimo a rivoluzionare questa routine insieme al nostro cane?

Insomma, nessuno vieta d’utilizzare di tanto in tanto la comodità dell’area cani sotto casa, d’incontrare amici bipedi e non al parco, ma sommando tutti i fattori descritti poco fa, non sarebbe meglio impiegare qualche minuto in più, spostarsi nella campagna o nel bosco più vicini e godersi una passeggiata con il proprio cane?
Lasciarsi guidare alla scoperta di luoghi nuovi, profumi, incontri canini e umani, imprevisti anche?

Cambiare le nostre abitudini quotidiane per loro e per noi stessi, dedicandoci reciprocamente del tempo di qualità?

I cani sono il nostro tramite con il paradiso. Sedersi con un cane su di una collina in uno splendido pomeriggio è come tornare all’Eden, dove non fare nulla non era noioso, era la pace”, diceva Milan Kundera.

In fondo, non è proprio per questo che decidiamo di adottare un cane?

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Il mestiere dell’Educatore Cinofilo

L’educatore cinofilo è quella figura professionale a metà tra l’incantatore di serpenti e la divinità greca. Almeno questo è quello che, probabilmente, pensano le famiglie quando ne contattano uno, per recuperare il loro Bull Terrier plurimorsicatore.
Quel che si aspettano è che l’educatore possa fare una qualche magia e non beccare il morso, laddove i familiari stessi ne hanno presi diversi.

Chi è l’educatore cinofilo e a cosa serve? Ha davvero senso chiamarlo solo quando ormai non sappiamo più cosa fare e siamo con le mani nei capelli?

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i corsi per intraprendere questa strada, a riprova del crescente interesse in quest’ambito. Un interesse che nasce sia nelle persone che decidono di aprirsi a questa nuova professione, sia nelle famiglie, sempre più numerose, che decidono di condividere la loro vita con un amico a quattro zampe.

L’educatore cinofilo va considerato come un mediatore nella relazione tra cane e famiglia. Non andrebbe chiamato solo ed esclusivamente quando siamo al limite delle prove (probabilmente controproducenti) e agli sgoccioli della pazienza. È una figura che può aiutarci a capire meglio la comunicazione del nostro cane e a comunicare con lui nel modo migliore.

In una società antropocentrica non è facile accettare di doversi mettere in gioco per presentarsi e farsi conoscere dal cane nel modo giusto. Non è facile neanche comprendere che il cane ha propri desideri e bisogni, che sono piuttosto lontani dalla semplice coccola e dal “giro pipì”.
Tutto questo si dovrebbe poi incastrare in un ordine delle cose piuttosto convulso e in dinamiche di vita molto complesse. I più fortunati vivono in zone con molto verde e poco traffico, qualcuno addirittura in campagna, ma la maggior parte dei cani vive in città in condizioni non esattamente idonee per loro.

L’educatore ha quindi il difficile compito di far incontrare il cane e il compagno umano nel modo migliore, favorendone la reciproca comprensione, l’empatia e la comunicazione. E’ un lavoro meraviglioso, quando riesce, ma molto frustrante quando non funziona. Perché non c’è niente di peggio per chi fa questo mestiere di vedere un cane incompreso e un proprietario arreso.

Per capire cosa significa essere un educatore e soprattutto come nasce il desiderio di diventarlo, abbiamo intervistato due professionisti nel campo: Laura Calvelli Istruttore cinofilo e Tutor dei corsi romani ThinkDog ed Eleonora Bizzozero, Educatore cinofilo e docente ThinkDog. Vi presenteremo.

 

Come e quando avete deciso di diventare educatore cinofilo?

Laura: Non ho deciso di diventare un educatore cinofilo, è successo col tempo. Quando ho preso il mio cane, ho avuto moltissimi problemi. Distruggeva casa e mi faceva impazzire. Ho deciso di chiamare qualcuno e sono capitata in un centro che faceva addestramento classico. Dylan non migliorava, anzi. Un giorno, cercando un corso da educatore, sempre per risolvere il problema del mio cane, sono capitata sul sito di ThinkDog. Mi sono iscritta e, modulo dopo modulo, piano piano, qualcosa è cambiato. Sono andata in ufficio e ho deciso di licenziarmi per fare l’educatore.

Eleonora: Perché mi sentivo chiusa in una scatola e passavo tutta la settimana aspettando il sabato per andare in canile. Poi mi è capitato di adottare una cagnolina un po’ difficile e su consiglio di amici ho iniziato un percorso di educazione e ho conosciuto Angelo Vaira. Lui in un’ora ha visto delle cose nel mio cane, che io non riuscivo a interpretare nel modo giusto i suoi comportamenti. Così ho detto: “Ok, io voglio fare quello da grande, voglio capire i cani”. In quel momento nella multinazionale in cui lavoravo, stavano facendo riduzione del personale e accettavano volontari. Io mi sono offerta volontaria, ho mollato il lavoro e mi sono messa a fare il corso.

 

Le vostre vite sono cambiate da quando avete deciso di intraprendere questo percorso?

Laura: Sono sei anni che faccio questo e la mia vita è cambiata radicalmente. Prima stavo tranquilla in un ufficio e avevo il mio stipendio sicuro, ora i ritmi sono completamente cambiati. Corro tutto il giorno, lavoro con i cani e mi piace tantissimo, ma devo relazionarmi anche con le persone e su questo c’è ancora molto da lavorare. E’ un lavoro che non fa sconti. Se non ti dai da fare e non trasmetti il 100% di te, non funziona.

Eleonora: E’ cambiata tantissimo perché ogni giorno faccio quello che mi piace fare. Per me quasi non è un lavoro per quanto mi piace svolgerlo e soprattutto non aspetto più il weekend per fare quello che mi permette di essere felice.

 

Che cosa significa essere un educatore cinofilo?

Laura: Quello che faccio tutti i giorni. Cerco di trasmettere il giusto modo di vivere insieme uomo e cane. E’ difficile più per le persone che per i cani. Il mio impegno sta proprio nel far capire alle persone quanto può migliorare la loro vita se la relazione con il loro cane migliora.

Eleonora: Per me è una diffusione di consapevolezza per il benessere di cani e persone. E’ andare in giro a fare informazione e condivisione.

 

In questo lavoro ci sono giornate “no” in cui vorreste mollare tutto?

Laura: Sì, mi è capitato l’altro giorno, perché quando non riesci a concludere un percorso come desideri, oppure le persone ti seguono con difficoltà, ti domandi “ma chi me l’ha fatto fare?”
Succede poi qualche cosa, un cane, una persona, un messaggio che ti fa capire che sei sulla strada giusta e devi continuare.

Eleonora: Sì, quando capisci che lavorando in canile tu vedi nei cani un potenziale che i visitatori non lo vedono; o quando ti rendi conto che il cane che stai seguendo in quella famiglia ha delle criticità, ma in un’altra famiglia sarebbe un cane meraviglioso.

 

Chi può fare l’educatore?

Laura: Non esiste una persona giusta in generale, ma sicuramente deve essere una persona che ama mettersi in gioco e che ci mette l’anima. Deve sapersi mettere in gioco perché il percorso stesso ti cambia e bisogna fare in modo che questo accada per continuare a crescere.

Eleonora: Un educatore dovrebbe essere un buon comunicatore perché deve essere in grado di trasmettere. E dovrebbe saper conciliare i desideri del cane con quelli della famiglia. E’ necessaria la simpatia e l’empatia. Bisogna anche saper cambiare in base al cliente che ci troviamo di fronte.

 

Cosa significa essere tutor e insegnante del corso educatori ThinkDog?

Laura: Essere tutor di una classe di educatori significa avere tante responsabilità, non solo pratiche. I corsi devono andare bene da un punto di vista organizzativo, ma sei anche il punto di riferimento di tutta la classe. Devi trasmettere tutto quello che hai. Sei punto di riferimento ed esempio. Devi dare tutto

Eleonora: Mi piace tantissimo. E’ molto bello perché c’è tanta condivisione, non solo del format, ma della propria esperienza personale. Ogni volta gli allievi con le domande mi tirano fuori pezzi della mia vita, è un raccontarmi.
Poi è bello perché li vedi all’inizio e poi all’esame e sono persone diverse. Sono delle spugne che hanno saputo prendere tutto e ne hanno fatto tesoro.

 

Quando fate entrare l’educatore cinofilo in casa vostra, quindi, accoglietelo come se fosse un amico, perché vi aiuterà a guardare nell’anima del vostro cane. Lasciatevi andare e, se potete, abbandonate le credenze e le convinzioni che fino a quel momento vi hanno accompagnato.
Vi si aprirà davanti un mondo diverso fatto di complicità con il vostro cane e gusto per la vita.
Scoprirete che sarà il cane ad insegnare a voi e non il contrario.

Di punto in bianco vi ritroverete ad assaporare quei momenti che prima erano solo un dovere: la passeggiata silenziosa con il cane, cercando di lasciare fuori tutti pensieri, ma rimanendo “qui ed ora” come solo i cani sanno fare; il gusto di sedersi sul prato; il sorriso nato dalle scorribande del vostro amico scodinzolante.

Non è un percorso facile e non sempre riesce, perché le resistenze sono tante. Quando succede, però, voi e il vostro cane guarderete nella stessa direzione e non importa se un giorno sarete un po’ distanti, perché quello che vi lega e il rispetto reciproco è più forte di una giornata no.

Ecco, è proprio per questo che fare l’educatore cinofilo è il mestiere più bello del mondo, nonostante la vita.

 

Per informazioni sul Corso Educatori Cinofili

 

 

CHE COSA DESIDERA DAVVERO IL NOSTRO CANE?

Ci siamo mai fermati a domandarci se la vita che gli stiamo offrendo corrisponde alle sue aspettative? Abbiamo mai osservato con attenzione quello che vorrebbe comunicarci e chiederci?

Capita spesso, attraversando un parco cittadino, di vedere cani e persone a passeggio. E se ci sediamo su di una panchina, prendendoci il tempo per osservare, senza filtri né preconcetti, possiamo scoprire un’infinita rete di complesse relazioni personali e sociali, aspettative umane e canine che non sempre collimano e trovano appagamento reciproco. Un desiderio piuttosto comune per la maggior parte dei proprietari è quello di vedere il proprio cane andare d’accordo un po’ con tutti, indipendentemente dalle situazioni, dalle circostanze e perché no, anche dall’umore del momento! In fondo è comprensibile: a chi non farebbe piacere poter avere il proprio compagno sempre o quasi con sé, poter vivere più occasioni possibili insieme, in maniera leggera e semplice? La realtà però è parecchio più delicata e le nostre umane aspettative possono facilmente venir disilluse quando adottiamo un cane che, per mille motivi differenti, non corrisponde all’immagine ideale che ci eravamo creati di lui o di lei, di perfetto “buon cittadino” che non vede l’ora della passeggiata serale al parco, magari gremito di runners e ciclisti, per incontrare vecchi amici e perché no, fare anche qualche nuova conoscenza.

 

Proviamo mai a guardare le cose da un altro punto di vista, il suo?

Ma quante volte ci siamo davvero chiesti cosa vuole il nostro cane, che cosa ama o amerebbe fare? Abbiamo mai provato a pensare che forse questo desiderio d’interazione sociale è frutto più della nostra emotività piuttosto che essere un’esigenza del nostro compagno a quattro zampe? Ed è proprio da quest’incomprensione di base che sorgono molti dei problemi più frequenti della nostra società: vivere in contesti spesso molto urbanizzati avendo accanto a noi cani la cui massima aspettativa sarebbe quella di poter esplorare in libertà campagne e colline, naso a terra, alla scoperta ogni giorno di un territorio nuovo. Mi è sempre piaciuto pensare che, come per noi, anche la vita dei nostri compagni, nel momento in cui li accogliamo nelle nostre case, sia costituita di piccoli e grandi compromessi. Anche questo significa divenire a tutti gli effetti parte integrante ed essenziale di una famiglia. Dovremmo quindi iniziare ad osservare il nostro cane, osservarlo con attenzione, capire cosa davvero ama fare e cosa invece proprio detesta. Moltissimi proprietari lamentano difficoltà nel relazionarsi con altri cani o persone sconosciute ed è proprio qui che si può e si deve intervenire!

 

Come possiamo aiutare il nostro cane ad affrontare meglio la realtà quotidiana?

La prossemica, ovvero la gestione e l’uso delle distanze all’interno di una comunicazione tra più individui anche di specie differenti, è uno strumento per poter arrivare a comprendere le esigenze del nostro cane, aiutarlo se in difficoltà, capire ed accettare i suoi tempi e le sue necessità. Saper essere guida e riferimento, aiutarlo ad approcciare alla realtà e alle sue variabili con delicatezza e sicurezza, sempre nel rispetto delle sue caratteristiche individuali e senza mai forzarlo verso un’aspettativa e un desiderio soltanto nostri. Accettare i reciproci limiti e farli diventare una risorsa. La fondamentale importanza di saper accompagnare il cane alla conoscenza graduale dell’altro, acquisendo più informazioni circa l’individuo che abbiamo di fronte, giorno dopo giorno. L’ostacolo maggiore da superare per ogni proprietario è rappresentato dal fatto che il cane non sa parlarci o almeno, non come siamo abituati a fare noi, dialogando e illustrandoci verbalmente le sue esigenze. Ecco perché diventa indispensabile saper leggere e comprendere la sua comunicazione. A chi non è mai capitato di vedere due cani interagire fra loro? Le code tese, i reciproci sguardi rivolti nelle opposte direzioni, le orecchie dritte sulla testa e i movimenti rigidi e lenti? Oppure un inchino morbido e lo sguardo divertito e carico d’eccitazione, la coda che si muove lenta nell’aria? Ma non solo: quand’è stata l’ultima volta che abbiamo guardato negli occhi il nostro cane cercando di scrutarne le emozioni, cercando di capire se davvero quello che gli stiamo chiedendo e proponendo lo renda felice? Pura e semplice empatia, la risposta giusta è spesso la più semplice!

 

“Il modo migliore per sentire è ascoltare.”

Chissà quante volte i nostri cani hanno pensato che siamo un po’ duri di comprendonio, perché a ben guardare le loro necessità sanno comunicarle sempre in modo impeccabile. Il più delle volte, siamo noi proprietari a non accorgerci, distratti da mille fattori o presi nelle nostre convinzioni, di cosa ci stiano dicendo i nostri cani. Ed è sorprendente notare come, anche a distanza di poco tempo, le cose possano cambiare: cani in precedenza poco fiduciosi nei confronti dei loro simili o delle persone non conosciute riescono ad affrontare serenamente una passeggiata in un parco cittadino, semplicemente perché guidati e accompagnati nel modo corretto, sentendosi compresi e aiutati, nel pieno rispetto delle proprie esigenze personali. O addirittura una passeggiata educativa in un gruppo di una quindicina di cani, come in queste immagini, in cui ogni binomio riesce a trovare il proprio spazio, la propria dimensione, gestendo le interazioni con gli altri cani presenti a seconda delle proprie esigenze, in modo costruttivo e sereno.

Non è mai tardi per cominciare ad ascoltare il proprio cane!

CHE COSA DESIDERA DAVVERO IL NOSTRO CANE?
Chinotto, Joy e Whisky. Tre età e caratteri differenti a confronto.

 

Chinotto e Whisky
Chinotto e Whisky, sguardi eloquenti poco prima di lanciarsi in un gioco sfrenato.

 


Un giovane Whisky un po’ invadente e una Joy più riflessiva e diffidente.

 

Atos e Joy
Atos e Joy in passeggiata: rispetto reciproco di tempi e distanze.

 

Imma, Rocco, Morgana e Whisky
Imma, Rocco, Morgana e Whisky: distanze decisamente inferiori e condivisione in passeggiata.

 

Raikou è un Akita
Raikou è un Akita che necessita di qualche distanza dagli altri cani. A maggior ragione se davanti a lui vi sono Axel e Sole, maremmani simbiotici e poco abituati a contesti di socialità.

 

Incroci a distanza e in movimento
Incroci a distanza e in movimento, senza mai perdersi d’occhio.

 

gruppo sereno
La magia di trovare un equilibrio e creare un gruppo sereno in pochi minuti!

Come compilare il profilo per la mappa

Profilo per la mappa, nuove funzionalità e gestione semplificata

Per semplificare la gestione abbiamo separato l’area riservata dal profilo della mappa.

Nell’area riservata puoi continuare come prima a controllare il tuo percorso formativo in ThinkDog, corsi frequentati e qualifiche conseguite, sempre dallo stesso link: http://office.thinkdog.it/TDBO/

Il tuo profilo invece lo gestisci direttamente sulla mappa.

Guarda il video per scoprire le nuove funzioni

 

 

La prima nuova funzione è il login diretto al profilo

login

 

Cliccando sul pulsante login si apre una finestra con la possibilità di effettuare l’accesso inserendo email e password, se la password utilizzata nel profilo è la stessa usata nei tuoi social network puoi effettuare l’accesso cliccando sul pulsante di Facebook o Google+

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Dopo aver effettuato il login il pulsante si trasforma in area riservata

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Cliccando sul pulsante area riservata si accede alla gestione del profilo con le sue diverse sezioni:

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Commenti e valutazioni

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Le modifiche verranno approvate da noi dopo aver verificato che sia tutto correttamente inserito, al massimo in due giorni lavorativi.

Questo vale anche per i commenti, in quanto vogliamo verificare che questi siano sul lavoro che realmente hai svolto, evitando commenti falsi, spam o altro.

Abbiamo anche semplificato il recupero password che avviene direttamente dalla mappa, dopo aver cliccato su login, per recuperare la password dovrai inserire il tuo indirizzo email e cliccare su recupera password.

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Chiama

Tel. +39 331 9791040 (dal lunedì a venerdì, dalle 10:00 alle 14:00)

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La nuova mappa dei Referenti Cinofili ThinkDog

Abbiamo effettuato nuovi aggiornamenti alla mappa, clicca sul pulsante qui sotto per vedere il tutorial:

 

 

Angelo Vaira all’Istituto Lama Tzong Khapa

Pratiche e Puja

Insegnante: Angelo Vaira

Livello: Iniziale Facile

Dove: Istituto Lama Tzong Khapa

Il 4 e 5 ottobre, in occasione della ricorrenza di San Francesco e della Giornata Mondiale degli Animali, l’Istituto Lama Tzong Khapa ha il piacere di invitarvi alla conferenza di Angelo Vaira e alla Pratica di Liberazione degli animali.

PROGRAMMA

Sabato 4 – ore 18.00

LA VIA DEGLI ANIMALI – Angelo Vaira

La relazione con gli altri esseri senzienti come pratica ed espressione viva del Dharma 

Angelo Vaira, ci spiegherà come la relazione con gli animali possa essere una “via”, intesa come cammino e percorso per conoscere se stessi ed esprimere il proprio pieno potenziale, rendendo al contempo l’animale più felice e sereno.

CONTENUTI

  • Visione, metodi e azione nella relazione con gli animali
  • Intelligenza e cognizione nel regno animale
  • Benefici psichici e fisiologici per l’uomo dall’incontro con gli animali
  • Noi stessi come “eduttori”: portare alla luce il potenziale nascosto degli animali
  • Come comunicare con un animale
  • L’empatia fra uomo e animali
  • Quotidianità nel rapporto col cane

La conferenza verrà arricchita da un intervento del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel, Maestro residente dell’Istituto e la proiezione di un breve video di Lama Zopa Rinpoche sulla pratica della liberazione degli animali.

 

NON È RICHIESTA UNA QUOTA PER LA CONFERENZA MA UNA LIBERA DONAZIONE

domenica 5 ottobre – ore 11.00

LIBERARE GLI ANIMALI

Nella giornata di domenica siete tutti invitati con i vostri amici a 2 o 4 zampe a celebrare la Giornata Mondiale degli Animali con la recitazione dei mantra e la circumambulazione dei 4 stupa secondo la pratica di Lama Zopa Rinpoche.

Tutti gli esseri senzienti, anche gli animali, che vi accingete a liberare, sono stati nostre madri per innumerevoli volte.
Come tali, si sono presi cura di noi in infiniti modi, anche a costo della loro stessa vita. La “pratica di liberare gli animali” è un modo potente ed efficace per ripagare la loro gentilezza, non solo salvandoli dalla sofferenza della morte ma, cosa più importante, consentendo loro di ascoltare il Dharma e di porre quindi le basi per una rinascita fortunata.
Se viene fatta in modo perfetto, la pratica di liberare gli animali implica le sei perfezioni: generosità, moralità, pazienza, sforzo entusiastico, concentrazione e saggezza.
Prolungare la vita altrui è un modo di prolungare anche la propria. Non dovete liberare gli animali pensando solo a voi stessi. Potete dedicare questa pratica anche ai membri della vostra famiglia o ad altre persone: in realtà potete dedicarla a tutti gli esseri senzienti.

Per prenotare puoi chiamare la segreteria  al numero
n° 050/685654 int1
Dal lunedì al venerdì
 9.00-12.30 / 14.00-18.00
sabato
9.00-12.30 /14.00 – 17.00
domenica

9.00-17.00 
Oppure scrivi a: segreteria@iltk.it

Iscrizione al corso:è obbligatorio segnalare la propria partecipazione al corso in segreteria anche se si è scelto di non servirsi di vitto e alloggio presso l’ILTK

Bauwow, l’App per il tuo compagno a 4 zampe

Cos’è Bauwow?

Bauwow è un app globale, multi lingua, social, dog-centric che è stata creata appositamente per il tuo migliore amico a quattro zampe. Su Bauwow trovi tutto per il tuo cane e le sue molteplici funzioni sono state progettate per aiutarti con le attività che tutti i giorni svolgi con il tuo amico peloso.

La funzionalità principale di Bauwow è la sua sofisticata sezione per la socializzazione dove potrai:

  • Creare un profilo per il tuo cucciolo
  • Trovare le aree adatte a lui
  • Conoscere in quale area stanno giocando i suoi amichetti del cuore
  • Mandare messaggi “bau bau” con il nostro servizio di messaggistica one-to-one
  • Aggiungere nuovi componenti al suo branco

Con Bauwow…il tuo cane e tu  troverete nuovi amici, luoghi dove giocare e strumenti per crescere. Troverete i luoghi dog friendly, i veterinari, i negozi di animali e i dog walker, tutto ciò di cui potrai mai aver bisogno per migliorare la vita del tuo cane.

Ogni cane su Buawow potrà tener traccia della sua salute e del suo benessere tramite le singolari funzionalità della sezione “la mia salute”. Registrare le visite dal veterinario, le vaccinazioni, il peso e tutta la sua storia medica, oppure fissare i prossimi appuntamenti sincronizzandoli con il tuo calendario.

Bauwow è l’unica app dog social che ti offre gli strumenti e le informazioni per il tuo cane tutti in una singola applicazione facile da usare. Il team dedicato di Bauwow ha mappato i servizi per il tuo cane in 20 grandi città in tutto il mondo e tante altre ne verranno aggiunte ogni mese. Se la tua città non è ancora presente, contattateci e cercheremo di aggiungerla il prima possibile.

Scrivici per aggiungere la tua città: feedback@bauwowworld.com.

 

Al momento sono mappate:

 

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Europa:

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Nord America:

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Asia Pacifico:

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Come faccio scaricare gratis Bauwow Pro?

Per ora è scaricabile solo per iphone, per android bisognera’ aspettare settembre. La versione limitata e’ scaricabile dall’app store e ti permette di usufruire di determinate funzionalita’, mentre quella completa, Bauwow PRO, costa solo 1,79 euro.

MA, PER TUTTI GLI AMICI DI THINKDOG, PROPRIO TUTTI,  BAUWOW PRO E’ GRATIS! L’OFFERTA E’ VALIDA FINO AL 30 LUGLIO.

(se non hai un iphone potrai scaricare gratis Bauwow Pro non appena verrà rilasciata la versione per Android)

Devi solo

  1. scaricare bauwow
  2. effettuare la registrazione e aspettare la mail con il link di verifica
  3. fare il log in
  4. andare in impostazioni e inviare un feedback
  5. Si aprira’ una mail, scrivete che siete amici di ThinkDog e inviate, siate sicuri che mi inviate l’email con la quale avete fatto la registrazione

A sbloccarvi poi l’app Bauwow PRO ci penseranno i gestori di Bauwow. Tante altre novita’ e sorprese vi aspettano, questo e’ solo l’inizio!

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Conoscere, comprendere, accettare

Per una scelta personale non ho mai voluto scrivere articoli sul cane o sul mondo della cinofilia, un pò perché l’ambiente è saturo, ci sono educatori ad ogni angolo e chiunque scrive articoli, un pò perché non amo questa “guerra” mediatica fra cinofili e un pò perché fra il dire ed il fare, ho sempre preferito il fare.
Leggo gli articoli di chiunque, li commento nella mia testa, condivido quelli strettamente inerenti all’argomento e con zero divagazioni su “questa scuola è meglio dell’altra” , “questo è un imbecille” , “oggi parliamo male di..”.

Ho deciso però di scrivere questa nota, per parlare di una cosa che mi sta molto a cuore e che credo possano condividere molti “addetti ai lavori”, indipendentemente dalla scuola di pensiero alla quale sentono di appartenere.

 

“Il rispetto delle caratteristiche del cane vs la crescente richiesta del cane perfetto.”

 

In questo 2014 festeggio ben tre “compleanni” importanti: i miei 30 anni di vita, i miei 15 anni di volontariato nei canili ed i miei 10 anni di lavoro nel mondo della cinofilia.
Collaboro da diversi anni con alcune associazioni che si occupano di cercare una casa a quei cani che una casa non ce l’hanno e fra loro anche alcuni rescue di razza.
In questi anni ho visto un numero indefinito di cani: cani che cercavano una casa, cani che cercavano la serenità, cani che soggiornavano da me mentre il proprietario era in vacanza, cani in stallo, cani in degenza post-operatoria, cani di un chilo, cani di ottanta chili, cani bianchi, cani neri, cani educati con proprietari ineducati, cani ineducati con proprietari educati, cani accettati, cani non accettati, cani capiti e cani incompresi.

Quello che mi dispiace maggiormente è questa folle esigenza di volere un cane “perfetto”.

Mi spiego meglio.

Le razze riconosciute sono più di 400, organizzate in gruppi e sottogruppi ed ognuna di loro differisce da quelle appartenenti allo stesso gruppo in maniera più o meno visibile.
Ciò che è innegabile, è che ogni razza abbia delle doti attitudinali, e che queste, che ci piaccia o meno, facciano parte del loro patrimonio genetico.
Quindi, far entrare nella propria vita e nella propria casa un cane, significa 3 cose:
1. Conoscere le caratteristiche di razza
2. Comprenderle
3. Accettarle

Sia ben chiaro, questo non significa che un cane può fare tutto quello che gli pare e a noi deve andarci bene, che non proviamo a risolvere qualche problema che abbiamo con lui o che deve essere completamente ineducato e/o lasciato allo sbando.
Significa che se voglio condividere la mia casa con un maremmano, non devo chiamare l’educatore perché non mi sta bene che faccia la guardia alla mia proprietà.
(E significa anche, e sopratutto, che un buon educatore, non dovrebbe aiutarvi a farlo.)

Io posso voler “limitare” alcuni comportamenti che posso ritenere inopportuni o inadatti alla mia quotidianità, senza però trasformare il mio cane in un altro cane.

Questo NON SIGNIFICA che tutti i cani facenti parte di una razza siano identici, significa piuttosto che è ALTAMENTE PROBABILE che un cane sia predisposto ad avere delle caratteristiche che sono state volutamente selezionate nel corso degli anni.
Le eccezioni ci sono, sempre e comunque.

Significa che se hai un beagle e vai in un campo o in un bosco e non ti torna immediatamente al richiamo perché sta annusando, non puoi pensare che il tuo cane sia disobbediente (o peggio ancora, scemo), anzi!! È estremamente obbediente alla sua natura e tutt’altro che scemo.
Significa che se hai un Asia Centrale che non ti fa entrare i clienti in negozio, non puoi pensare che sia un cane “cattivo”. Eccelle nel suo lavoro.
Significa che se hai un husky che tieni sempre in casa e scappa per andare in area cani (da altri cani!), non puoi pensare che sia uno sciocco ineducato. Probabilmente si annoia da morire da solo.
Significa che se hai un pitbull maschio che compiuto l’anno e mezzo non va più d’accordo con l’altro tuo pitbull maschio, non è impazzito da un momento all’altro. Significa che non hai valutato attentamente i rischi e che hai pensato che con il tuo “polso” e le tue capacità, la convivenza potesse essere possibile e serena.

Se una persona non conosce le caratteristiche di una razza, potrebbe trovarsi spiazzato e si convince di essere di fronte ad un “problema” e con questa idea tratta ed interagisce con il suo compagno di vita.
Vuole “risolvere il problema” e solitamente prima ci prova da solo, con le buone, poi con le cattive, solitamente con la neutralizzazione (sterilizzazione, terapie farmacologiche..), poi si affida ad un addestratore, un educatore, un comportamentista.
Nel caso in cui riesca ad eliminare e contenere il “problema”, si può dire che siano entrambi felici?
Un cane che non può esprimere le sue doti, le sue capacità, che non si gratifica, come può essere un cane davvero felice?

E questo vale anche per la sua “canilità” che equivale alla “personalità” dell’uomo.
Se per ogni razza esistono delle peculiarità, figuriamoci per i singoli soggetti.

Non posso contare quante volte ho sentito la frase: “non capisco perché fa così, eppure prima avevo un cane della stessa razza e dello stesso sesso ed era bravissimo”… (Forse perché NON è lo stesso cane?!)

Puoi avere un pastore tedesco che risponde in maniera rapida ed eccellente ad ogni tua richiesta e averne un altro completamente disinteressato alla tua persona quando siete a spasso.
Puoi aver avuto un cane che ti portavi dappertutto, che amava stare in mezzo alla gente nei bar il sabato sera sui Navigli e poi, può capitarti il cane che non ama il caos, che non vuol dire che ha per forza “paura” della situazione, ma che più semplicemente non ama le situazioni caotiche in generale.

Come dicevo poco fa, questo non significa che io non posso aiutare il mio cane se vive con disagio alcune situazioni, che devo lasciargli aggredire le persone o gli altri cani, che può abbaiare per ore o che non deve far entrare nessuno in casa.
Anzi, i problemi vanno risolti (i problemi però!) ed alcune caratteristiche particolarmente accentuate si possono limitare, contenere, dirottare su attività simili, indirizzare verso qualcosa di meno gravoso. Si deve trovare un accordo, una soluzione accettabile per entrambe le parti, che non leda la persona e gratifichi il cane.

Tornando a noi, anche per i singoli soggetti, sono fondamentali i 3 concetti “conoscere, comprendere, accettare”.
È importante che io conosca il mio cane a fondo, che io mi impegni a comprendere le sue esigenze e che io lo accetti per ciò che è, senza paragonarlo agli altri cani che vedo in giro o ai miei precedenti.

Quindi?
Quindi io spero che chiunque voglia condividere la sua vita con un cane si impegni a:

– CONOSCERE la razza che ama: informandosi presso più allevamenti (anche se scegliete di adottarlo da un rescue), più veterinari, più educatori, più conoscitori della razza (per ognuna di queste categorie..non fermarsi MAI ad uno solo parere!!) conoscere i cani da cui discende, i suoi genitori.
– COMPRENDERE quali potrebbero essere le sue esigenze e chiedersi se si è disposti a condividere la vita con un guardiano, con un allertatore, con un cacciatore o più semplicemente con un cane molto attivo o molto pigro, chiedersi se il nostro stile di vita è adatto ad un cane di questo genere.
– ACCETTARE le caratteristiche della razza che abbiamo scelto come pregi, non come difetti.
E poi..
– CONOSCERE il cane che abbiamo scelto di adottare e una volta accolto nella nostra vita, imparare a conoscerlo nella quotidianità, osservarlo il più possibile, osservarlo con attenzione e cogliendo ogni sfumatura, osservarlo interagire con le persone, con gli altri cani, nei vari ambienti e imparare a “leggerlo” nelle più svariate situazioni.
– COMPRENDERE le sue esigenze come individuo, i suoi disagi, i suoi fastidi, le sue gioie, le sue preferenze, le sue paure, le sue simpatie ed antipatie. Comprendere i suoi bisogni, le sue necessità, i suoi dolori.
– ACCETTARE il vostro cane. Così com’è. Con la sua voglia o non voglia di coccole, con le sue simpatie ed antipatie magari diverse dalle vostre, con i suoi tempi forse diversi dai vostri, con la sua esigenza di sporcarsi nell’erba e nel fango, con il suo sentirsi a disagio o sereno in mezzo al caos, con il suo non amare il cibo che voi avete pagato un occhio della testa, con il suo non voler per forza avere a che fare con gli ospiti graditi per voi e magari sgraditi per lui, con il suo non amare l’agility che a voi piace tanto e così via.

Lo dico da persona che normalmente viene pagata per “aggiustare” comportamenti ed atteggiamenti del cane: non pensiamo solo alla facilità di gestione di un cane, al modificarlo in base alle nostre abitudini e alla nostra casa, pensiamo anche alla sua felicità, alle sue gratificazioni, al suo divertimento, alla sua vita che non può e non deve essere sempre e comunque modellabile in base ai nostri gusti e alle nostre esigenze. Che dite, lo troviamo un compromesso?? =)

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Vi presentiamo Mirjam Cordt

Mirjam Cordt è docente in sei giornate dedicate ai problemi comportamentali, parte del percorso formativo per diventare Istruttori Cinofili in Riabilitazione Cognitivo-Comportamentale.

Precisamente si occuperà di:
  • Lavoro con i cani “timidi”
  • Prevenzione delle morsicature
  • Aggressività (livello base e avanzato)

Mirjam è un istruttore di eccezionale bravura. Data la sua grande esperienza nella riabilitazione di grandi molossi è naturale chiedersi come faccia una donna a svolgere un lavoro che nell’immaginario comune è molto pericoloso. Abbandonando quindi l’idea che per riabilitare i cani aggressivi sia necessario un rodeo, Mirjam insegnerà  a lavorare in sicurezza e a ottenere risultati talvolta commoventi. Altra sua grande specialità è il lavoro con i cani “timidi”, dei quali insegnerà a riconoscere i diversi stati d’ansia, a sviluppare fiducia in se stessi e a riconoscerne anche i più piccoli progressi. Non mancheranno considerazioni sulle “terapie alternative”.

Mirjam ha scritto diversi libri del settore. Pur avendo concluso diverse formazioni come istruttore cinofilo ci tiene a precisare che la convivenza quotidiana con i cani ed il lavoro su cani con comportamenti e personalità differenti è il miglior insegnamento che uno possa ricevere: non esistono insegnanti migliori dei cani stessi. Questo, come sappiamo, è proprio quello che Angelo Vaira, fondatore della nostra Scuola, ripete da molti anni nei suoi corsi. Insomma gli insegnamenti di Mirjam sembrano essere perfettamente in linea col nostro approccio e non vediamo l’ora di poter attingere alla sua esperienza.

Mirjam ha fondato DOG-InForm, un centro situato vicino a Mainz in Germania che ospita una scuola cinofila per cani con problemi comportamentali e una pensione per cani. Lavora da molti anni nella protezione animali. Vive con suo marito un grande gruppo di amici a quattro zampe, composto da cani da protezione del gregge e cani di altre razze provenienti dalla protezione animali.

Per maggiori informazioni sui corsi che Mirjam Cordt terrà in ThinkDog, clicca qui:

https://www.thinkdog.it/corso-istruttori-in-riabilitazione-cognitivo-comportamentale/

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