×


Come lavorare sul comportamento del cane attraverso le sue emozioni

Dal Blog di Angelo Vaira


Redazione ThinkDog - 13 Gennaio 2024


Su e Giù: Allenare le Fluttuazioni di Arousal

È tempo di mutamenti. È ora che si cominci a capire che il modo migliore di lavorare sui comportamenti è prendere contatto con le emozioni.

Ogni comportamento è legato a un particolare “stato” emotivo. Alcuni comportamenti sono irrealizzabili senza l’emozione appropriata a farli manifestare.

Pensa a quando una persona ha paura dei cani. Sa che dovrebbe mostrarsi rilassata, ma non ci riesce. Non è in grado di emettere il comportamento appropriato perché dentro avverte una tempesta di sensazioni che la obbliga a irrigidirsi. Pensa al tuo cane. A quando, dopo avergli insegnato il seduto in un momento di piena tranquillità gli chiedi di sedersi mentre saluta gli ospiti appena entrati saltandogli addosso e strappandogli i vestiti di dosso. Era bravissimo prima, certo, eppure non riesce. Neanche quando maggiormente allenato cerca di stare giù e poggia per una frazione di secondo il sedere per terra e poi riprende a saltare.

Cosa fare? Alcuni esperti ti direbbero che devi “generalizzare” il comportamento, aumentando gradualmente le difficoltà, e questo può anche produrre certi risultati. Ma io ti dico che c’è una via più rapida, profonda ed efficace. Ti dico che puoi installare nella mente del tuo cane un software che si chiama “gestire efficacemente gli stati di euforia” e si basa sull’allenare le fluttuazioni di arousal (attivazione emozionale). Lo aiuterai così a rimanere ugualmente concentrato mentre la sua mente fa su e giù sulle montagne russe.

Puoi cominciare giocando. Allenalo a lanciarsi in giochi pazzi e a placarsi come rallentando con un paracadute. Dai segnali chiari quando intendi “rallentare” il gioco e premialo con voce gradevole e bocconcini quando riesce a “stopparsi”. Comincia guidandolo in piccole oscillazioni emotive per poi portarlo alla più pazza delle manifestazioni con conseguente “stop”. Quando giocate al tira e molla e devi fermarlo non farlo troppo bruscamente: immagina una Ferrari che rallenta al pit stop che rallenta velocemente. E premia. In questo modo costruisci la sua capacità di poter rallentare dentro di sè prima di rallentare col corpo quando entrano gli ospiti. In quel momento comprendere che gli hai chiesto di sedersi e volerlo fare non sono elementi sufficienti: le sue emozioni bloccano il passaggio di istruzioni che vanno dal cervello al corpo. C’è bisogno di capacità, non di comportamenti. E riesci a capire che sono cose poste su due livelli di pensiero differenti.