×


Crescita, cervello e paure nel Cane

Dal Blog di Angelo Vaira


Redazione ThinkDog - 23 Gennaio 2024


Cisco è un cagnolino simpatico dell’età di sei mesi ed è stato appena adottato. Prima viveva in allevamento. Purtroppo l’ambiente povero dell’allevamento ha impedito a Cisco di fare adeguatamente esperienza del mondo.

Nei primi mesi di vita il cervello del cane è alla ricerca di eventi che stimolino la produzione di nuove configurazioni neurali. Laddove questo non è possibile il cervello taglia automaticamente i collegamenti tra un neurone e l’altro, se non vengono usati li ritiene inutili.
Inutili, certo.
Ma solo fin tanto che il cane vive chiuso nel box (piccolo recinto di pochi metri quadri) dell’allevamento o del canile e gli viene offerta solo la possibilità di uscire di tanto intanto su un prato con i suoi fratelli. Ma dopo? Cosa accadrà quando il cane farà il suo arrivo in famiglia e sentirà il trillo del telefono e il rumore dell’aspirapolvere ed entrerà in contatto ogni giorno con gente nuova e con i rumori ed i caos della città? NON LI RICONOSCERÀ come elementi naturali dell’ambiente in cui vive adesso, così profondamente diverso da quello di provenienza.

Quando il cane non fa queste esperienze fin da subito il suo cervello si adegua
È una vera potatura. E la crescita poco sviluppata di alcune aree cerebrali può portare ad una particolare patologia comportamentale nota come “Sindrome da Privazione Sensoriale”.

I cani affetti da tale patologia sviluppano comportamenti legati alla paura. Per esempio possono avere paura delle persone o degli altri cani, dei rumori improvvisi, oppure una paura generalizzata nei confronti di qualunque cosa ci sia fuori casa: e il risultato è che non vogliono varcare la porta inchiodandosi a terra.

Alcune persone pensano che i cani che hanno paura abbiano vissuto esperienze traumatiche. Invece non è assolutamente necessario. Basta tenere un cane in un allevamento privo della possibilità di fare esperienza col mondo per i primi quattro mesi di vita e il gioco è fatto: le probabilità che emergano delle paure maladattive si alzano parecchio.

Ed eccoci difronte a Cisco che arrivato il momento della passeggiata proprio non vuole saperne di uscire.

Per fortuna ha trovato una famiglia amorevole e responsabile che prima di chiedersi “cosa posso fare perché il cane mi obbedisca” si chiede “cosa posso fare perché Cisco viva meglio? Chi può aiutarmi a fargli superare le sue paure?”.

Il tuo cane presenta questi comportamenti?
Non allarmarti e prima di tutto consultati con un veterinario esperto in problemi di comportamentali, meglio – molto meglio – se si fa affiancare da un bravo Istruttore Cinofilo qualificato in Problemi Comportamentali.