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La timidezza di un cane può dipendere dalla timidezza del suo compagno umano?

Dal Blog di Angelo Vaira


Redazione ThinkDog - 11 Gennaio 2024


La timidezza di un cane può dipendere dalla timidezza del suo compagno umano?

Una giornalista mi ha fatto questa domanda sull’onda di curiosità sollevata dal servizio che Verissimo di Canale 5 ha dedicato a ThinkDog, la mia Scuola, battezzandola “scuola per cani timidi”, visto che lavoriamo spesso con cani che hanno problemi legati alle paure.

Mi perdoneranno i colleghi per l’uso del termine “timidezza”, deciso per altro dalla redazione di Verissimo, efficace per comunicare col grande pubblico, ma sicuramente poco tecnico.

Tornando a noi: i cani possono assomigliare ai loro compagni umani a tal punto da infondere loro timidezza?

Quante volte ci siamo posti queste domande? Lo so, lo so. Razionalmente è difficile credere a una cosa simile, eppure qualcosa dentro ci dice che è così! Non è vero?

Ecco un’altro punto in cui la scienza conferma le nostre intuizioni.

Non possiamo dire che il comportamento di un cane dipenda unicamente da quello del suo compagno umano, però ne viene certamente influenzato. Molto a volte.

I nostri sentimenti amplificano quelli del nostro cane: un cane timido con un compagno umano apprensivo avrà sicuramente maggiori problemi rispetto a uno con un compagno umano che infonde sicurezza e tende a sdrammatizzare.

Tra uomo e cane avviene ciò che la psicologia sociale chiama contagio emozionale: un passaggio di emozioni che si realizza a livello per lo più inconscio, attraverso movimenti, gesti, respirazione, espressioni del volto e così via.

Questo accade grazie ai neuroni specchio, che percepiscono le emozioni degli altri e istantaneamente ci consentono di essere empatici. Con questo meccanismo, molto sofisticato presente in tutti gli animali sociali, tendiamo ad assumere le stesse emozioni di coloro che ci stanno attorno.

E non è tutto.
Le interazioni sociali ripetute scolpiscono la “forma”, il numero di neuroni e loro rispettive connessioni sinaptiche.

L’esposizione continuata della sua mente ai nostri sentimenti può abituare la mente del cane a un dato registro emotivo. Ne consegue che il modo in cui il nostro cane entra in contatto con noi (e noi con gli individui con cui trascorriamo la maggior parte del tempo) assume una rilevanza inimmaginabile. Fino a volte a rendere un cane “simile” al suo compagno umano.