ThinkDog & Scienza

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Orientamento scientifico

Dal 2001, prima al mondo, ThinkDog elabora, collauda e insegna tecniche e modelli operativi di impronta cognitivo-relazionale. Le discipline teoriche di riferimento sono le seguenti:

  • etologia
  • etologia cognitiva
  • psicologia
  • neuroscienze
  • filosofia
  • medicina
  • pedagogia
  • antropologia
  • zooantropologia
  • teoria della complessità

Paradigmi cinofilia

Un salto di paradigma: l’approccio “cognitivo-relazionale”

UnknownIl paradigma della dominanza: la teoria del capobranco e la sottomissione del cane

Un paradigma è una chiave di lettura della realtà. Il paradigma della “dominanza” per esempio ha pervaso l’ambiente cinofilo per molto tempo. Secondo chi adotta questa visione, il cane tende a voler risalire la scala gerarchica e ogni volta che si comporta male, la causa risiede nel fatto che “è dominante, vuole essere il capobranco”. Salta addosso? È perché è dominante. Distrugge casa? È perché è dominante. Litiga con gli altri cani? È perché è dominante. Non obbedisce? È perché è dominante. Tira al guinzaglio? È perché è dominante. E così via… Questo paradigma ha generato metodi coercitivi, basati sulla punizione e la sottomissione del cane. Questo video, per esempio, mostra i metodi derivanti dal paradigma della dominanza: http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18194.

Attenzione! Con questo non stiamo dicendo che la dominanza non esista o che sia sbagliata in sé: è il rendere la dominanza il fulcro attorno al quale ruota la relazione col cane ad essere sbagliato! Per approfondire: https://www.thinkdog.it/approfondimenti/dominanza-status-sociale-accreditamento-facciamo-il-punto/

Il paradigma corinforzo positivo pallinamportamentista: rinforzo positivo e metodi gentili

Un’altro approccio è quello “gentilista”, sorto attorno agli anni ’80 e giunto in Italia verso la fine degli anni ’90, in contrapposizione ai vecchi metodi coercitivi. I metodi gentili mirano ad ottenere qualsiasi comportamento senza punire il cane e usando il più possibile il solo rinforzo positivo, servendosi delle teorie comportamentiste (non indaganti la mente, ma le sole correlazioni fra stimoli ambientali e comportamento). Secondo tali teorie il cane è fondamentalmente un opportunista. Tutto quello che fa è riconducibile a una cosa: vuole ottenere un rinforzo, qualcosa che gli piace. Bisogna quindi ignorare il cane quando fa qualcosa di sbagliato e dargli attenzione o premiarlo quando fa qualcosa di giusto. Il paradigma gentilista ha il grande merito di aver reso i metodi eticamente accettabili e di aver costituito le basi di un training che rende felici i cani di apprendere. Ma allo stesso tempo si è dimostrato riduttivo, rispetto al potenziale insito nella mente del cane e nella relazione che abbiamo con lui.

empatia uomo caneIl paradigma cognitivo-relazionale

Il paradigma più recente, nato proprio in Italia col contributo di Angelo Vaira (fondatore di ThinkDog), è quello “cognitivo-relazionale”. Tale approccio in linea con la scienza moderna, considera il cane un essere pensante, dalla ricca vita emozionale. Il comportamento del cane è qui visto come il risultato di stati interiori, mentali. Partendo da questo presupposto siamo riusciti ad andare oltre le tecniche premianti e ad elaborare modi di sviluppare capacità cognitive e sociali, cambiare credenze e convinzioni, intervenire sulla biochimica. L’approccio si potrebbe definire anche “olistico” (da olos = tutto), perché la vita psichica e comportamentale del cane è il risultato di innumerevoli elementi interdipendenti fra loro. Basti pensare a come fra loro si influenzano mente, cervello e relazioni. L’attività mentale, cognitiva, influenza la biochimica e la struttura neurale del cervello (neuroplasticità), che a loro volta influenzano pensieri, emozioni e competenze (mente) e quindi anche le capacità sociali, le quali danno forma alle nostre relazioni, che a loro volta influenzano biochimica, struttura neurale e cognizione. Insomma sono elementi interdipendenti. Ecco che l’educatore/istruttore cinofilo ThinkDog possiede conoscenze e metodologie raffinate per intervenire in più modi e su più livelli:

  • ambiente
  • comportamento
  • capacità
  • motivazioni
  • profilo caratteriale
  • relazioni

triangolo del benessere

Ricerca scientifica in ThinkDog

Sono sempre più le ricerche che mostrano i benefici della vita con il cane: bambini più intelligenti, sistema immunitario e apparato cardiocircolatorio più efficienti, migliore qualità della vita.

In ThinkDog amiamo la ricerca, così non ci siamo limitati ad attingere dalle pubblicazioni scientifiche, ma ne abbiamo condotto e promosso diverse ricerche scientifiche, fra cui una in collaborazione con l’Università di Milano e i cui risultati vi comunicheremo non appena la prima pubblicazione sarà pronta.

Abbiamo dimostrato scientificamente, sempre col supporto di ricercatori universitari, la validità del progetto Bambility.

I nostri modelli operativi e la ricerca scientifica

Inoltre la scienza continua a sostenere con i suoi studi le intuizioni qui sviluppate e nostri modelli. Un esempio fra tutti sono le ricerche sull’empatia e la sincronia dei movimenti – https://www.youtube.com/watch?v=WAsApo6IQe0 – portate in cinofilia da Angelo Vaira nel 2003, col nome “Ricalco e Guida”.

Un’idea generale del nostro contributo alla cinofilia puoi averlo qui: https://www.thinkdog.it/il-nostro-contributo-alla-cinofilia/